Giu 27 2008

“Raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani” incontro organizzato alla De Deo da Bruno Grandelis

Raccolta DifferenziataSpes, assorbita a gennaio 2009 dall'ATO e sede del Compostaggio. in Lama delle Vigne, tra Gioia e Turi. Queste le novità emerse  nell'incontro su "Raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani" organizzato alla De Deo da Bruno Grandelis

 

"Raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani", un titolo esplicativo e solo in apparenza scontato nei contenuti, per delineare le coordinate di un interessante dibattito che ha riunito in sala De Deo venerdì pomeriggio, tanti cittadini attenti alla problematica e diversi politici, a onor del vero anche poco informati sul tema dei rifiuti, pronti a sostenere linee d'azione demagogiche o di scarsa pertinenza in materia, senza essere in grado di fornire risposte concrete.

Il dibattito organizzato da Bruno Grandelis, colonnello dell'Aeronautica dotato di spiccato senso civico per Gioia, sua patria di adozione, si è rivelato particolarmente interessante sia per la presentazione attraverso slide dense di contenuti e di discreto impatto visivo, che per il dibattito scaturito dalle "didascaliche" osservazioni delle immagini.

Ad aprire l'incontro il sindaco Piero Longo, che lo ha inaspettatamente "patrocinato" non consentendo a Grandelis di versare i 65 euro dovuti al Comune per l'utilizzo della sala, precisando di preferire "ledere gli interessi dell'Ente nell'interesse della città".

Quindi il dottor Orfino, presidente della Spes residente a Bari nel rione Poggiofranco ha ringraziato Grandelis per l'iniziativa e sottolineato l'attenzione all'ambiente dei cittadini gioiesi, ben più "educati" nel conferire i rifiuti, dei baresi.

I dati della raccolta differenziata a Gioia

Le slide hanno citato le leggi europee, nazionali e regionali che regolamentano il  settore, si è poi passati ai dati: nel 2006 Gioia ha differenziato 14.524 tonnellate di rifiuti, il 21,7% del totale da cui vanno sottratti gli inerti, tra cui i materiali da costruzione (5,36%), nel 2007 si è passati al 22,45%, percentuale che senza inerti "scende" al 14,96%.

Si ricicla in maniera approssimativa, in parte a causa della scarsa informazione, in parte per le difficoltà nel conferire il differenziato negli appositi cassonetti, dotati sì di chiusure a norma europea, ma davvero scomodi e poco invitanti. Grandelis, sottolineando le buone prassi scaturite dal confronto con altre realtà, ha suggerito in prima istanza originali soluzioni per far fronte alle inefficienze e ai disagi denunciati dalle foto.

Se è apparso impressionante l'elenco dei rifiuti, in apparenza destinati al riciclo ma di fatto indifferenziati (ad esempio piatti e bicchieri di plastica, tetrapak…), di contro si è scoperto che vetro e alluminio possono tranquillamente "convivere" nella stessa "campana" grazie a "selezionatori" magnetici e che ogni rifiuto, sia esso carta o plastica, va "ridotto" quanto più possibile prima di essere inserito nei cassonetti. Suggeriti anche un "porta a porta" decisamente spinto, più isole ecologiche, codice a barre e sacchetti semitrasparenti per responsabilizzare i cittadini meno ligi ed un meritato "sconto" sulla TARSU per incentivarli.

A proposito di compostaggio…

"Il compostaggio è un discorso a parte - afferma con sicurezza Grandelis -  in quanto è un impianto critico da tenere sotto controllo sia per il materiale che per la costruzione e la gestione, inoltre trova inevitabili ostacoli nella logistica e nella percezione di rischio."

L'idea di impianti domestici promossa dal Comune, (la scadenza per la consegna delle istanze del 16 giugno è slittata a fine mese), ha suscitato interesse ma "ben poche - a detta di Grandelis - sono state le risposte ai chiarimenti dei cittadini. Non è semplice trattare il materiale, va girato, preparato… ad esempio con due interventi l'anno e circa 320 litri di organico, quanto compost si produce?"

Al riguardo del compost industriale, "vanno utilizzati fanghi di qualità - incalza Grandelis -  perché gli stessi ce li ritroviamo nella catena alimentare, ad Altamura si sta monitorando la presenza di metalli pesanti nel grano e da studi in corso, l'incidenza di tumori ad essa legati risulta in aumento. Né possiamo rischiare, come accaduto con l'impianto della "Progeva" di Laterza, di non poter più respirare per i miasmi provenienti dalle vasche del compostaggio. Inoltre l'organico non va conteggiato come differenziato, a tal proposito occorre trovare parametri unici validi per tutte le regioni, a differenza di quanto accade oggi. La soluzione ce la indicano le nazioni più evolute che già da tempo hanno dismesso termovalorizzatori, poco graditi anche all'Unione Europea, per passare al trattamento meccanico biologico attuato a Sidney, Munster, in Germania e Tel Aviv. Una soluzione sostenibile e vantaggiosa in termini di ambiente ed occupazione."

Ne è esempio concreto l'utilizzo di sabbie derivate da plastica e polistirolo mescolate a cemento per coibentazioni, mura insonorizzate e solai più leggeri, materiale altrimenti destinato a produrre diossine nei termovalorizzatori. Tante anche le responsabilità di ogni singolo cittadino, "reo" di scarsa attenzione all'ambiente ma anche poco informato e "formato" sul tema dalle istituzioni.

Si accende il dibattito

Il dibattito si accende poco dopo sui cassonetti. "Le aperture a norma europea non possono essere modificate - precisa il dottor Orfino - nessuna delle ditte da me consultate se l'è sentita di infrangere la legge. Ogni nostra iniziativa, lo stesso porta a porta previa valutazione del rapporto costo-beneficio, sono oggi vincolati all'incerto futuro della Spes, in procinto di essere assorbita a gennaio 2009 dall'ATO".

Per Giovanni Falcone dei Comunisti Italiani "toccava alla Spes fare quello che ha fatto Grandelis. Il Comune deve operare secondo logiche industriali nei confronti dei rifiuti, trasformandoli in risorse e fonte di occupazione".

Proiettato in una dimensione parlamentare, Gianmarco Surico, consigliere regionale afferma che "questo non è un problema dei singoli Enti, ma da affrontare e risolvere attraverso azioni politiche nazionali e regionali. In un'ottica di competitività con i paesi asiatici, dobbiamo prendere atto che il nostro prodotto finale costa di più, pertanto il ciclo va integrato con i termovalorizzatori". Un deja vu prettamente "fittiano", perfettamente in linea con la politica nazionale ed in totale contraddizione con la tutela e la difesa del territorio. Il consigliere regionale Surico ricorda il termovalorizzatore operativo nel centro di Francoforte, dimenticando le innumerevoli dismissioni di tali impianti in buona parte delle città del centro e del nord Europa, grazie a percentuali così alte di riciclo da poter attuare una reale politica sostenibile nei confronti dell'ambiente.

Interviene anche il giornalista Donato Stoppini, accorato il suo appello ad una politica più attenta alla salute del cittadino e meno agli interessi delle lobbies. Propone, dato il lungo e complesso elenco di materiali da riciclare, non sempre alla portata di anziani e meno acculturati, di conferire insieme i rifiuti riciclabili da selezionare presso la stessa Spes o nelle aziende del settore, creando opportunità di lavoro. Esorta inoltre il Comune e la Spes a porre fine alla commedia dell'eterno rimpallo di responsabilità. "Tutto ciò che non funzione è sempre colpa dell'altro "socio", sia esso di minoranza che privato, e i cittadini ne pagano le conseguenze!". Chiede, inoltre, a gran voce per quale motivo il Comune non promuova l'installazione di pannelli solari sulle nuove costruzioni (dato l'incremento degli ultimi anni, saremmo tra i principali produttori di energia solare) o su edifici di pertinenza pubblica (asili, scuole, municipio…). Alquanto futuristica ma di buon senso, la proposta che lo Stato "paghi" alle industrie i rifiuti industriali, invece di farne pagare lo smaltimento, "trasformando in business quella che oggi è la principale fonte di guadagno per le ecomafie". Sui termovalorizzatori nessuna incertezza: sono dannosi alla salute, che siano di prima o ultima generazione e "costituiscono un investimento a perdere in tutti i sensi, tranne che per le aziende che ne producono le componenti - incalza Stoppini - perse le commesse internazionali, vogliono rifilarci i fondi di magazzino. Guardiamo l'Europa, lì non si costruiscono più inceneritori ed anche quello di Massafra è sotto accusa. E del Dismo, cosa dire? A quando i monitoraggi sulle polveri sottili che i dirigenti dell'Ansaldo, in un loro intervento sul tema organizzato dal Wwf quasi due anni fa presso la sala riunioni del Municipio, promisero di far effettuare al professor Stefano Montanari? Prima di pensare a soluzioni più dannose del problema stesso, attuiamo con serietà una raccolta differenziata spinta, semplifichiamola, poi discutiamo, dati e numeri alla mano, il da farsi!" 

Si riparla (a sproposito) di nucleare

Ancor più sconcertante, nel secondo suo intervento, l'affermazione di Gianmarco Surico sul nucleare, sponsorizzato dall'attuale governo e a suo dire "unica soluzione per far fronte al problema energetico". Il consigliere cita persino il premio Nobel Carlo Rubbia "in Spagna per progettare centrali nucleari di ultima generazione che in Italia non poteva costruire", ignaro che Rubbia è in Spagna dal 2005 per attuare il  progetto solare termodinamico "Archimede". E' tra l'altro recente la polemica sorta tra il famoso fisico e Umberto Veronesi in merito al nucleare, cui quest'ultimo si dichiara favorevole. Questa la dichiarazione del premio Nobel rilasciata nel corso di una nota trasmissione televisiva: "Mi chiedo dunque: se non si riesce a risolvere il problema della costruzione di un inceneritore per riuscire a bruciare l'immondizia, come riusciremo a sistemare queste grandissime quantità di scorie nucleari che nessuno al mondo sa ancora smaltire?"

Lo scienziato un'idea ce l'avrebbe, vale a dire vetrificarle. Considerando che l'Italia non sa ancora in quale luogo stoccare quelle prodotte vent'anni fa, tanto che si prospetta il ricorso al "segreto di stato" per non renderne noto il sito ai cittadini residenti, un suo rientro dalla Spagna sarebbe davvero gradito.

Dopo Isa Cantore, promotrice di una capillare e precoce sensibilizzazione e testimone della virtuosa realtà cassanese, è la volta dell'assessore all'Ambiente Dino Lattarulo. Tra gli obiettivi della giunta "innalzare la qualità della vita, creare uno scadenziario sulla gestione ambientale, dare una risposta concreta e in tempi brevi alle segnalazioni dei cittadini".

Le novità sull'impianto di compostaggio

Novità anche sul sito del compostaggio, individuato nella Lama delle Vigne, tra Gioia e Turi, scongiurato, quindi, al momento il rischio che possa essere localizzato in contrada San Francesco o nei pressi della Termosud. A detta dell'assessore all'ambiente Lattarulo "la risposta all'ATO sull'individuazione del sito, qualora sopravvengano problemi, potrebbe anche essere la non disponibilità. Ci siamo impegnati a rivedere le isole ecologiche e ad  ampliarle. Stiamo progettando un piano di gestione della differenziata, in particolare i tecnici nel corso dei progetti devono sottoscrivere un piano di smaltimento degli inerti con particolare attenzione all'amianto. Stiamo, inoltre, contattando bonariamente i proprietari dei siti segnalati dai cittadini perché effettuino la rimozione degli inerti - precisa l'assessore - in assenza di riscontro adiremo per altre vie con ordinanza sindacale. Sul solare e sull'eolico si sta lavorando proprio con la Spes, anche se la produzione di tale energia difficilmente supererà il 3%". Quindi ringrazia Grandelis e chiede "copia" delle slide presentate per valutare insieme ai tecnici i suggerimenti proposti.

Una proposta di energia "pulita"

A incontro concluso, sempre a proposito delle problematiche legate alla crisi energetica italiana in generale e a quella della produzione di energia pulita in particolare, l'assessore Lattarulo ci informa, con parole semplici e con orgoglio, della possibilità di mettere in atto un suo progetto che "utilizzerebbe per produrla l'acqua dei pozzi presenti in grande quantità in tutto il territorio murgiano, in modo particolare qui a Gioia del Colle, non per nulla si è sempre detto che il nostro paese galleggia sull'acqua". Un progetto mirato, quindi, allo "sfruttamento delle risorse naturali territoriali, unico nel suo genere, non solo in Puglia ma in Italia, che alcuni studiosi del settore, nel ritenerlo innovativo e interessante, stanno studiando per stabilire la sua fattibilità tecnico/economica".  

Dalila Bellacicco

Articolo Pubblicato su "Il Levante" del 22 giugno 2008

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