Giu 25 2008
S. Antonio di Padova (statua policroma lapidea, sec. XVI) dal restauro alla pietà popolare
Venerdì 27 giugno alle ore 19.00 nella Chiesa di S. Francesco sarà presentato al pubblico il restauro della statua lapidea cinquecentesca di s. Antonio di Padova, per secoli conservata nella sacrestia e, pertanto, sottratta al culto e alla venerazione dei Gioiesi.
Il reperimento dei fondi necessari all'intervento di recupero si deve alla sensibilità del Lions Club di Gioia del Colle, sollecitata dal prof. Mario Girardi, docente universitario di Letteratura Cristiana ed emerito storico locale.
Interverranno:
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la dott.ssa Clara Gelao, direttrice della Pinacoteca Provinciale di Bari ed esperta di scultura pugliese del ‘500;
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la restauratrice, Maria Gaetana Di Capua;
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padre Luigi De Santis, storico del Francescanesimo in Puglia;
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il prof. Mario Girardi, che relazionerà sui Frati Conventuali di S. Francesco a Gioia.
Saluti di:
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don Giuseppe di Corrado - Parroco
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Piero Longo - Sindaco del Comune di Gioia del Colle
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Giuseppe D'Aprile - Presidente Lions Club Gioia del ColleL'invito è rivolto all'intera cittadinanza, con particolare riferimento ai giovani studenti e/o studiosi di Conservazione dei Beni Culturali, Storia dell'Arte, Storia delle Tradizioni Popolari, storia ed arte locali.
Partecipiamo numerosi!
Al termine di quest'anno sociale lionistico è sembrato opportuno al Lions Club Gioia del Colle "Monte Johe" restituire al culto ed alla devozione dei fedeli l'immagine cinquecentesca del Santo di Padova.
Il Percorso "In giro per Conventi", iniziato lo scorso luglio nel Chiostro del Convento di San Francesco, si conclude nella Chiesa del Poverello dove offriamo, con preghiera e devozione, questo Service Lions.
Sant'Antonio, la cui statua ritrova dopo circa 300 anni il suo originario splendore, possa con la forza travolgente della sua santità proteggerci ed illuminarci nel cammino di ogni giorno.
Il Lions Presidente : Dott. Pino D'Aprile
Dal Restauro alla Pietà Popolare
La statua, a grandezza naturale in pietra policroma, dopo la trasformazione barocca (dal 1729} dell'antica chiesa romanica era stata trasferita e incassata in una nicchia in sacrestia.
Attribuita ad una fra le più note scuole rinascimentali pugliesi, quella dello scultore Stefano da Putignano, fiorita nei primi decenni del sec. XVI, essa si affianca ad altri manufatti gioiesi, alcuni recentemente restaurati: S. Caterina incoronata da Madonna in trono con Bambino (Chiesa Madre), Madonna in trono con Bambino (facciata della stessa), S. Rocco (chiesa omonima), S. Francesco di Paola (chiesa di S. Domenico).
Il forzoso trasferimento aveva troncato il dito medio della mano destra e il pollice della sinistra; ridipinture avevano brunito e ispessito i colori, arrecando danni soprattutto all'incarnato delle mani e del viso.
Il restauro conservativo ha rimosso gli strati di vernice, rendendo possibile oggi apprezzare i tratti delicati e dolcissimi del viso giovanile del Santo (Antonio muore il 13 giugno 1231, all'età di 36 anni), reso nel suo naturale incarnato, in contrasto con la massiccia volumetria del corpo, appena attenuata dalle pieghe del saio e dall'accenno di movimento impresso ai piedi (il sinistro leggermente avanzato rispetto al destro).
Inoltre è stata scoperta sulla base l'incisione di un monogramma (d'autore?) che lega le lettere capitali A e V seguite dalla I e da punto finale. Una corretta lettura filologica da parte degli storici verificherà affinità già segnalate fra la statua gioiese ed analoghe statue antoniane nella chiesa degli ex Riformati a Nardò e di s. Francesco a Matera, firmate da Stefano.
Finalmente, dopo circa tre secoli, il restauro restituisce un Santo taumaturgo, da sempre fra i più popolari, alla vista e alla pietà dei fedeli in chiesa, nella sua collocazione originaria.
Mario Girardi
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