Giu 21 2008
Umanesimo della Pietra - Saggi di Storia Pugliese
Nel pomeriggio presentate nel Chiostro del Comune le ultime due pubblicazioni di "Riflessioni - Umanesimo della Pietra", relatore d'eccezione Domenico Blasi
Saggi di storia pugliese
Tra le pagine della prestigiosa rivista "Pratiche e rituali scomparsi della cultura popolare - Forme di superstizione e inveterate credenze della gente della Murgia" del dottor Erasmo Pastore
Ben sei lustri sono trascorsi dalla prima pubblicazione di "Riflessioni - Umanesimo della Pietra", frutto di una ricerca sul territorio rurale della Murgia dei trulli, che per mesi aveva riunito operatori culturali e studiosi di Martina Franca. Nel pomeriggio alle 19, nel chiostro del Comune gioiese, vengono presentate dal direttore del prestigioso periodico, Domenico Blasi, le ultime due "Riflessioni", la numero 29 e 30, pietre miliari della storia di terre murgiane, solchi culturali tracciati in un percorso trentennale da professionisti, storici e studiosi, intellettualmente avvinti da una comune sete di conoscenza ma ancor più da un forte senso di appartenenza, posto al servizio di una capillare ricerca condotta con appassionato entusiasmo, geniale intuizione ed inedite testimonianze documentali.
Questa la fonte da cui scaturisce il bisogno di difendere dall'oblio, da analisi superficiali, dagli sfregi inferti da una irrispettosa modernità in nome e per conto di un presunto progresso, la storia e l'identità di un territorio davvero unico nel suo genere. Un territorio, la Murgia, dalla personalità affascinante, dalle architetture sapienti, aspra e al contempo dolcemente intensa e vigorosa, dal passato ancora denso di significanti misteri, in attesa di uno sguardo attento, di un'analisi lucida, a tratti scientifica, ma anche vissuta con palpitante, partecipata condivisione.
Tra i gioiesi che hanno collaborato con Umanesimo della Pietra nel corso del trentennio attraverso numerosi e pregevoli "innesti storici", il dottor Erasmo Pastore, appassionata e brillante memoria storica dell'agro gioiese, sempre disponibile nel condividere le sue conoscenze e il suo ricco patrimonio documentale e fotografico con appassionati del settore. In "Pratiche e rituali scomparsi della cultura popolare - Forme di superstizione e inveterate credenze della gente della Murgia", saggio pubblicato nel numero 29 di "Riflessioni - Umanesimo della Pietra", corredato dai disegni di Cristina Comasia Ancona, un excursus che esplora l'universo della superstizione popolare con la consueta vivace arguzia ed ironia che tanto piacevole rende la lettura delle pagine vergate dallo studioso gioiese ed ancor di più l'ascolto "a viva voce". Sue anche alcune delle foto e dei reperti documentali a supporto dell'egregia ricerca storica di Claudia Notarnicola, pubblicata nello stesso numero, sui cambiamenti del paesaggio agrario di contrada Terzi, in questi giorni al centro dell'attenzione per la sua "opera incompiuta", un parco che dovrebbe sanare la ferita inferta da una discarica comunale, infelicemente "incastonata" nella sua lama.
Nel 30° numero, in copertina i versi di Neruda per salutare "l'indimenticato" Italo Palasciano, cui Domenico Blasi dedica un accorato editoriale. Nella stessa pubblicazione un prezioso indice trentennale di agile consultazione per autori e argomenti, a cura di Franco Dimichele.
"Nel luglio del 1978 - ricorda Domenico Blasi, direttore del periodico - fu presentata un'originale schedatura del fenomeno masserizio nell'agro martinese, un cortometraggio della durata di 45 minuti, oltre cinquemila diapositive a colori, distribuite tematicamente in una serie di audiovisivi ed una pubblicazione che tanto successo riscosse: Riflessioni-Umanesimo della Pietra. Per la prima volta si operava una catalogazione delle emergenze architettonico-ambientali di un territorio, verificando i rapporti d'interdipendenza fra città e campagna. Oggi il Gruppo Umanesimo della Pietra onlus, associazione strutturata come un centro studi - continua Blasi - è diviso in diversi gruppi interagenti che si occupano di storia, arte, architettura, agricoltura, zootecnia, botanica, zoologia, tradizioni popolari, gestione dell'ambiente, musica, arti figurative, turismo culturale e scuola. Inoltre si organizzano conferenze e si individuano percorsi culturali alternativi o inediti".
Oggi il Gruppo annovera corrispondenti in trenta comuni pugliesi e un'efficiente rete di distribuzione delle pubblicazioni, inoltre dal '93 ha una propria sede sociale, adibita anche a centro studi, nel cuore del centro storico di Martina Franca, in una palazzina del ‘700. Da questa "cabina di regia" opera a livello interprovinciale, intessendo interessanti collaborazioni con università italiane e straniere, con associazioni culturali, enti locali, con il mondo della scuola e dell'imprenditoria.
La Fondazione Agnelli di Torino e il Formez dell'ex Cassa del Mezzogiorno negli anni '80 hanno rivolto il loro interesse alla struttura associativa ed all'attività di ricerca di questo gruppo di volontariato culturale, "da sempre animato - conferma Blasi - dal desiderio di superare i limiti del cosiddetto meridionalismo storico per recuperare l'identità culturale di ciascuna tessera del variegato mosaico meridionale, al quale imporre un orizzonte europeo che ne esalti la specificità".
Pubblicato su : Il Levante del 19 giugno 2008
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