Mag 25 2008

San Filippo Neri: cronologia e circostanze storiche principali

Autore: La Redazione Categorie: In Primo Piano, Storia ore: 3:00 Stampa questo articolo Stampa questo articolo Post2PDF

 A cura di Mario Girardi 

1515
21 luglio: Filippo nasce a Firenze

1517
Lutero affigge alla porta del duomo di Wittemberg le Novantacinque tesi contro l'abuso del commercio delle indulgenze: non è ancora ribellione all'autorità del papa, Leone X, che chiude in quest'anno il V concilio Lateranense contro la corruzione romana e per il completamento della riforma della Chiesa.

1520
La bolla Exurge Domine di Leone X condanna Lutero

1524
Gaetano da Thiene istituisce la congregazione dei chierici regolari teatini per la restaurazione nel clero dell'ideale apostolico primitivo.

1527
Il sacco di Roma ad opera dei Lanzichenecchi si protrae per nove mesi con migliaia di morti e grandi distruzioni.

1528
Clemente VIII riconosce la regola dei cappuccini, ramo rigorista dell'ordine francescano, fondato dal 1525 Girolamo Emiliani fonda la congregazione dei chierici regolari somaschi per l'istruzione e l'educazione dei giovani.

1530
Antonio M. Zaccaria fonda a Milano la congregazione dei chierici regolari barnabiti per la predicazione popolare e l'assistenza agli infermi.

1532
Filippo è inviato a San Germano (Cassino) presso lo zio cugino del padre che lo vuole avviato alla mercatura, ma preferisce le visite al santuario benedettino della Montagna Spaccata a Gaeta.

1534
Filippo giunge a Roma e trova alloggio presso il fiorentino Galeotto Caccia quale precettore dei due figli; frequenta la Sapienza. Ignazio di Loyola fonda la Compagnia di Gesù, al servizio del papa contro eretici e infedeli.

1537
Filippo lascia gli studi e si dedica all'attività ospedaliera.

1544
Nelle catacombe di S. Sebastiano, Filippo riceve il dono dello Spirito nel giorno di Pentecoste.

1545
Si apre a Trento il concilio generale della Chiesa: i protestanti rifiutano di prendervi parte.

1547
Il concilio approva il decreto sulla giustificazione, ribadendo la necessità delle opere buone per la salvezza.

1548
Per sovvenire alle necessità di tanti pellegrini (romei) e convalescenti che si aggiravano per le strade di Roma, Filippo costituisce la Confraternità della SS. Trinità, detta dei pellegrini e convalescenti.

1550
L'istituzione della Confraternità si dimostra così provvida che diviene una specie di comitato centrale dell'Anno Santo, provvedendo a migliaia di persone.

1551
Filippo riceve il sacerdozio e prende dimora a S. Girolamo della Carità. All'attività assistenziale affianca iniziative spirituali: dà inizio a Roma alla pratica delle Quarantore, sorta a Milano, incoraggiata da Paolo III e propagata da domenicani, cappuccini e barnabiti sin dal 1537 per incrementare il  culto eucaristico.

1552
Pratica assai ripetuta, coinvolgente migliaia di persone (compresi cardinali e prelati per una grande sagra spirituale) è quella che durava l'intero giorno del giovedì grasso: la visita delle sette chiese, ovvero alle 4 basiliche maggiori (S. Pietro, S. Giovanni in Laterano, S. Paolo fuori le mura, S. Maria Maggiore) più S. Sebastiano, S. Lorenzo, S. Croce in Gerusalemme; oltre 20 Km. A piedi cantando e pregando, con refezione e sosta alla Villa Celimontana. Non aveva carattere penitenziale ma era intesa in alternativa alle sfrenatezze del carnevale romano perché univa ll'aspetto prettamente devozionale una sana ricreazione, che permetteva tra l'altro l'avvicinamento di un ampio pubblico alla storia dei primi cristiani.

1554
Nascita dell'Oratorio.

1563
Si chiude il concilio di Trento; primo incontro di Filippo con il card. Carlo Borromeo alla visita delle sette chiese.

1575
Con la bolla Copiosus in misericordia Gregorio XIII sancisce l'istituzione della Congregazione dei preti e chierici secolari dell'Oratorio per il rinnovamento religioso e assistenziale.

1595 26 maggio
Filippo muore. Aperto il processo canonico quello stesso anno, Filippo sarà dichiarato beato nel 1615 ed infine elevato agli onori degli altari nella Chiesa universale nel 1622 assieme a Isidoro agricoltore, Ignazio di Loyola, Francesco Saverio, Teresa d'Avila (<quattro spagnoli e un santo>, commenteranno pungenti i romani).

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