Teatro Rossini – L’Istruttoria
Il 7 marzo 2008 alle ore 21.00 – Teatro Rossini di Gioia del Colle - Nutrimenti Terrestri presenta:
L'ISTRUTTORIA
con : Claudio Gioè – Donatella Finocchiaro – Regia di NINNI BRUSCHETTA - Genere: Contemporaneo di Claudio Fava.
E' la storia degli atti del processo in morte di Giuseppe Fava, firmata dal figlio del giornalista ucciso, Claudio, per la regia di Ninni [...]
Il 7 marzo 2008 alle ore 21.00 – Teatro Rossini di Gioia del Colle - Nutrimenti Terrestri presenta:
L'ISTRUTTORIA
con : Claudio Gioè – Donatella Finocchiaro – Regia di NINNI BRUSCHETTA - Genere: Contemporaneo di Claudio Fava.
E' la storia degli atti del processo in morte di Giuseppe Fava, firmata dal figlio del giornalista ucciso, Claudio, per la regia di Ninni Bruschetta. Atti ricostruiti e drammatizzati in forma teatrale, conservando sempre estrema fedeltà alla verità delle cose che in quel dibattimento furono dette. E di quelle che furono taciute. In scena due volti noti del nuovo cinema italiano, Claudio Gioè (già apprezzato in "I cento passi" e "La meglio gioventù" di Marco Tullio Giordana) e Donatella Finocchiaro.
E' la storia degli atti del processo in morte di Giuseppe Fava, firmata del figlio del giornalista ucciso, Claudio, per la regia di Ninni Bruschetta. Atti ricostruiti e drammatizzati in forma teatrale, conservando sempre estrema fedeltà alla verità delle cose che in quel dibattimento furono dette. E di quelle che furono taciute.
Ma questo processo, vecchio archetipo del teatro-verità, è anche un pretesto per raccontare un tempo e un luogo.
Il tempo è quello dell'omicidio di Pippo Fava, assassinato dalla mafia davanti all'ingresso del Teatro Stabile di Catania il 5 gennaio 1984.
Il luogo è la sua città che, nel racconto teatrale, diventa – di volta in volta – il luogo della ribellione e quello della rimozione. Una città capace di celebrare i propri morti, rispecchiarsi nella loro battaglia e di divorarne al tempo stesso la memoria.
Così fu anche per Giuseppe Fava.
Duecentotrentaquattro udienze, duecentosessanta testi ascoltati, seimila pagine di verbali… Di quel processo, poco conosciuto, oggi resta in apparenza solo una sentenza di condanna, ormai definitiva.
Eppure, dietro i riti della giustizia, c'è sempre altro.
Come la celebre Istruttoria di Peter Weiss non è solo il canto d'orrore e di dolore per l'inferno dei lager nazisti, anche questa istruttoria racconta la morte di un giornalista per narrare tutta la ferocia della mafia, l'oltraggio irrisolto della sua violenza, la viltà dei complici.
E soprattutto la rabbia dei sopravvissuti.
5 marzo 2008











