Dic 31 2007
Il giocattolo tele-dipendente
Oltre alla sicurezza altrettanta attenzione va dedicata nella scelta del regalo giusto.
Perché non sempre i giocattoli stimolano l’immaginario del bambino, e spesso riproducono la tele-dipendenza anche lontano dallo schermo. Tradizionalmente il gioco aveva la funzione di far esprimere liberamente il bambino, consentendogli di creare il suo personale mondo immaginario; i bambini creavano il proprio gioco a partire dal primo oggetto che capitava tra le mani. Nell’ottocento, subentra il concetto del gioco come strumento per inserire il bambino in una sorta di miniaturizzazione del mondo adulto. (la bambina che gioca a fare la mamma oppure del bambino che gioca a fare la guerra).
Un concetto di giocattolo che perdura tuttora, visto che ampie quote di mercato del giocattolo sono occupate da oggetti che si fregiano dello stesso marchio del suo corrispettivo adulto: come certe automobiline, o addirittura come le cucine in miniatura per le cuoche in erba.
Negli anni ‘70 sono subentrati i giocattoli che potremmo definire tele-dipendenti, cioè imposti da cartoni animati o serie televisive. La tivù ha creato un suo pubblico di bambini che guardano tutti gli stessi programmi, a tutte le latitudini e giocano con gli stessi tele-eroi.
Ogni personaggio dei cartoni animati è rappresentativo del periodo storico ed il tutto viene riprodotto sotto forma di giocattolo per i più piccoli.
Mazinga simbolo dell’avvento del computer e dei robot; gli ecologici Puffi e Ape Maia; i Power Rangers figli della caduta del muro di Berlino e delle ideologie politiche.
La vita dei giocattoli è brevissima, si evolvono come un vortice ogni anno, ritrovandoli sugli scaffali nuovi o rivisitati con nuove caratteristiche come le bambole che vengono presentate ogni anno sempre con qualche congegno nuovo. Ma una cosa li accomuna: quasi tutti rappresentano il mondo dei cartoni animati visti e rivisti in tivù.
Le classiche costruzioni sono sempre meno ricercate, ma non si tratta più dei piccoli pezzi di plastica con cui costruire rudimentali e fantasiose casette: oggi le costruzioni hanno il progetto costruttivo preimpostato e occorre seguire passo passo le istruzioni. Altro che semplici mattoncini.
Il bambino è solo: avere o non avere questi giocattoli significa far parte o no del gruppo. Non possedere l’ultimo modello può emarginare il bambino. Genitori e nonni hanno ormai delegato alle tivù la scelta dei giocattoli da regalare ai loro figli e nipoti: adulti, che comprano non tanto ciò che chiedono i bambini, ma ciò che chiede la tivù.
Gli psicologi dell’infanzia consigliano pochi e semplici comportamenti :
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Scegliere giochi di condivisione, perché crescendo va assecondata, nel bambino, la capacità di giocare con altri
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Scegliere il gioco pensando al bambino che lo riceve, e non per realizzare i desideri insoddisfatti di noi "grandi"
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Per rivivere qualcosa delle proprie emozioni infantili meglio dedicare del tempo a giocare con i più piccoli.
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Non c’è bisogno di regali costosi e importanti: per suscitare curiosità e divertimento in un bambino, basta poco
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Cerchiamo indirizzare la nostra scelta verso giocattoli che permettano un intervento attivo e fantasioso, che si possano cioè prestare a diversi utilizzi.
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