Dic 06 2007
Classico, Scientifico e ITIS: Un “popolo” fatto da più di 1.500 studenti
Seicentosessanta alunni al Liceo Scientifico, 354 al Liceo Classico, poco più di 500 all'Istituto Tecnico Industriale: sono più di 1500 gli studenti che da quasi due mesi sono tornati sui banchi delle scuole superiori gioiesi.
Di questi quasi 400 sono nuovi iscritti (200 allo Scientifico, 114 all'Industriale e 80 al Classico). La scuola più numerosa con una popolazione studentesca che supera complessivamente le 1000 unità è l'Istituto d'Istruzione Secondaria Superiore "R. Canudo", sezioni associate: Liceo Scientifico "R.Canudo" e Liceo Classico "P.V.Marone", che da qualche anno riunisce burocraticamente sotto la stessa direzione i due storici istituti della città. Gestire un così gran numero di studenti e due scuole diverse per cultura e tradizione non è affatto semplice come si intuisce dalle parole del preside, prof. Giuseppe Di Stefano : "Mille alunni sono tanti, troppi direi, ma i due istituti, nella loro diversità, convivono bene. E' chiaro che la vocazione della due scuole sotto il profilo formativo è un po' differente e quindi ciascuno rappresenta la propria identità, ma la cosa importante e che si riescano ad armonizzare le convivenze".
Se al Liceo Classico il numero dei nuovi iscritti è stabile (tre prime anche nel 2007) in incremento sono gli studenti allo Scientifico tanto che quest'anno si sono formate tre prime in più. A proposito della condizione strutturale del "R.Canudo" il prof. Giuseppe Di Stefano dice: "La struttura è accettabile, anche se ci sono dei piccoli problemi che nel tempo non si riescono ancora a risolvere (le scuole superiori dipendono dalla Provincia a differenza delle primarie e delle medie che sono di competenza del Comune, ndr), come ad esempio quello delle infiltrazioni di acqua, tanto che sono bastate le prime piogge abbondanti (ad esempio quella di martedì 26 settembre, ndr) per creare delle difficoltà". Il Liceo Scientifico è cresciuto nell'ultimo anno soprattutto nella parte esterna alla scuola con la creazione di un campetto da calcio in erba sintetica, realizzato anche grazie ad una raccolta fondi organizzata dagli stessi studenti attraverso diverse manifestazioni: "Ora occorre completare il resto - dichiara il preside - magari realizzando un'altra iniziativa che impegni direttamente i ragazzi. Perchè puntare sulle strutture sportive? Lo dice un motto latino: mens sana in corpore sano. Io sono convinto che il benessere dei ragazzi passi anche attraverso il benessere fisico". Non ci sono problemi di infiltrazioni al "P.V.Marone"dove le struttura è nel complesso buona considerata anche la restaurazione di quattro anni fa. Ricca l'offerta formativa che i due istituti propongono ai propri studenti, e che alla didattica curriculare aggiunge una serie di progetti a scelta che guardano allo sport, all'informatica, alle scienze, alle lingue soprattutto e a tanto altro ancora: "Il nostro obiettivo per il 2007-2008 - afferma sempre il preside Di Stefano - è quello di confermare ciò che ha avuto successo negli anni passati e di riproporlo con qualità. Del resto la nostra scuola ha già ottenuto buoni risultati a livello regionale da quando mi pregio di guidarla. La nostra è una scuola aperta al territorio e al sociale penso ad esempio al giornalino del classico (‘I sogni del Virgilio', ndr) con il cui ricavato è stato adottato un bambino che frequenta le medie oppure ai progetti realizzati con il Rotary Club. Insomma la nostra è una scuola che punto alla sostanza e che cerca di sfrondare la sua azione dagli orpelli che la società dell'immagine in cui viviamo considera, ahimè, importanti".
"Abbiamo nei due licei - continua Di Stefano - una popolazione studentesca che porta il meglio in termini di predisposizione allo studio tanto che nelle classi di prima ci sono tantissimi studenti provenienti dalle medie con ottimo. Questo fa ben sperare. È chiaro però che occorre la collaborazione di tutte le componente che ruotano attorno all'alunno: insegnanti, genitori e provincia. L'anno è partito per il meglio, dal primo giorno avevamo tutti i docenti, pertanto l'unico pensiero dei ragazzi deve essere quello di impegnarsi nello studio e nel rispetto della comunità".
Aria di rinnovamento invece all'I.T.I.S. "Galileo Galilei" dove la scuola in questi mesi si è trasformata in un cantiere. La provincia ha infatti stanziato 313.000 euro per lavori di manutenzione dell'edificio, e soprattutto la zona del prefabbricato, che riguardano il rifacimento della pavimentazione e della murature delle aule (risalenti agli anni '60), l'adeguamento dell'impianto elettrico, la sostituzione di pannelli e tanto altro, come spiega al nostro giornale il vice preside della scuola, prof. Mimmo Traversa, per conto del preside, prof. Vito Mastrovito (all'epoca dell'intervista impegnato nella sua attività di sindaco): "I lavori riguarderanno anche il ripristino di alcuni servizi riguardanti ad esempio la palestra. A tal proposito vorrei dire che tutti dovremmo imparare a restituire le cose pubbliche nello stesso stato in cui ci sono consegnate. Spero inoltre che una parte della somma possa essere destinata alla costituzione di un'aula magna che oggi purtroppo manca. Chiedo scusa ai ragazzi per i disagi di questi mesi e li ringrazio, insieme ai docenti, per la collaborazione che ci stanno dando". Che tipo di scuola è l'Industriale del 2007? "Una scuola che non condivido perchè non condivido più la scuola italiana - commenta amaramente il prof. Traversa -. È giusto che gli alunni abbiano la loro scuola fatta di I-pod che contengono l'Odissea, ma per me la scuola deve essere fatta di libri, di compiti, di insegnanti. Ormai mi sento anacronistico ed è per questo che terminerò a giugno il mio rapporto di collaborazione con la presidenza". Oggi però sembrano ormai sfatati i miti che considerano l'Industriale una scuola "facile": "Tutte le scuole sono facili e tutte le scuole sono difficili - aggiunge il vice-preside -, dipende dall'approccio. Io mi sono sforzato di dire che tutte le classi sono uguali e così tutti gli insegnanti ma c'è chi purtroppo non la pensa così".
Come tutti gli inizi dell'anno scolastico, anche settembre è stato segnato da qualche sciopero organizzato dagli alunni, più per fare festa a scuola che per protestare realmente contro qualche problema: "Il bambino che fa sciopero - così lo definisce il prof. Traversa - è in genere il bambino di primo superiore o che tenta di non entrare per saltare qualche compito, ma basta che il vice preside si affacci sul piazzale per fare entrare o per far scappare tutti. La suola ormai è diventata un albergo, che però purtroppo a fine anno non emette il conto. Speriamo che il Ministro Fioroni con il ritorno agli esami di riparazione riesca a dare alla scuola italiana una serietà diversa".
Patrizia Nettis
Da: Gioia Oggi. Ringraziamo Filippo Donvito, per averci concesso la pubblicazione dell'articolo.
5 Commenti per “Classico, Scientifico e ITIS: Un “popolo” fatto da più di 1.500 studenti”
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IL SERVIZIO DI "GIOIA OGGI" E' IMPORTANTE. MA DAI CONTRIBUTI RACCOLTI NON EMERGE ANCORA IL RUOLO DELLE SCUOLE SUPERIORI NELLA NOSTRA CITTA' CON UN CONTESTO SOCIALE E CULTURALE TOTALMENTE CAMBIATO. INTANTO E' BENE DIRE CHE PER L'ITIS OLTRE AL RUOLO E' NECESSARIO DIRE CHE PER QUANTO RIGUARDA LA STRUTTURA E' STATA PERSA L'OCCASIONE DELLA DISMISSIONE DEL CINEMA SMERALDO IN MODO DA RIFARE TUTTI I PLESSI; INVECE?….
Scrivo sia come genitore di una studentessa del Classico e sia come ex studente dello stesso.
Il prof. Di Stefano scrive che 1000 alunni sono tanti e che i due profili formativi e vocazionali del Classico e dello Scientifico, sia pure diversi, convivono nell’Istituto unito.
Io non ne sarei così sicuro, forse il Preside poco parla e ancor poco ascolta.
Non riesco a capire la logica dei due Istituti fusi in uno.
Il Classico ha una tradizione non solo a livello locale ma anche a livello provinciale e oltre che ormai tocca gli 80 anni. E’ funzionale, gli iscritti ci sono, le nuove sezioni si formano, allora perchèè non dotarlo di un ” suo ” Preside, che fosse presente sempre e non a turno ? Una presenza che se costante avrebbe una sua notevole importanza.
Così come stanno le cose a me pare di vedere nel Classico ” P. V. Marone ” una costola dello Scientifico. E sul piano culturale questo a mio modesto modo di vedere non è accettabile.
Sarebbe stato logico, ma fino ad un certo punto, se gli iscritti al Classico negli anni fossero calati.
Ricordo che quando mi iscrissi io nel lontano 1973 c’erano solo 2 sezioni e la B aveva meno di 20 alunni. Eppure allora c’era l’indimenticato Prof. Cortese che quotidinamente faceva sentire la sua presenza nei corridoi.
E se 1000 studenti sono tanti a maggior ragione ritengo che avere due capi di istituto sarebbe meglio, sia per i Presidi ma ancor più per gli studenti.
Quindi, per non far torto a quanti hanno fatto cultura dalle cattedre di quell’Istituto, perché non reistituire presidenze separate ?
Tommaso Donvito
Non è stato il settore sanitario quello che ha ha avuto la primogenitura per quanto concerne un Piano di Riordino, poiché e stato preceduto dal Riordino del settore scolastico. Allorquando nel 1998 il Parlamento varò la disposizione riguardante il riordino degli istituti scolastici, con il conseguente accorpamento di Istituti e soppressione di altri, siedevo in Consiglio comunale ed ero delegato dal Sindaco ai rapporti con gli Enti Provinciale e Regionale per quanto atteneva alla edilizia scolastica. La disposizione legislativa prevedeva l'accorpamento di quelle scuole che erano sottodimensionate, e cioé con un numero di alunni inferiore a 500. A Gioia in tale situazione si trovavano 3 Scuole sulle 8 esistenti e cioé la Scuola media Losapio, il Liceo Classico Virgilio Marone e l'Istituto Professionale per l'Agricoltura, sede distaccata di Bari. Il Piano di Riordino Scolastico, infatti, prevedeva per Gioia la soppressione dell'Istituto Professionale per L'Agricoltura e l'accorpamento della Scuola Losapio con la Scuola Media Carano e l'accorpamento del Liceo Classico al Liceo Scientifico. Ho preparato diverse relazioni che ho presentato sia agli organi provinciali che regionali che scolastici e ho partecipato ad incontri presso quelle istituzioni, spiegando le motivazioni per cui personalmente non condividevo tali decisioni per Gioia. Qualche anno prima Gioia si era vista scippare il terzo Circolo Didattico, senza che alcun dito fosse mosso dagli amministratori locali. Grazie all'interessamento del sottoscritto e alle valide motivazioni illustrate nei diversi incontri siamo riusciti ad evitare l'accorpmento delle due Scuole medie sotto un'unica Dirigenza, ma nulla è stato possibile per l'stituto Professionale per L'Agricoltura, che nel suo ultimo anno di vita non aveva neppure un corso completo. Per quanto riguarda il Liceo Classico, nonostante una ricca relazione nella quale si accennava al ruolo storico della gloriosa Scuola, con circa 70 anni di vita, ( una delle fucine culturali più importanti della Provincia di Bari, che ha sfornato menti illustri che onorano oggi sia Gioia che l'Italia intera ); nonostante la personale certezza che il calo delle iscizioni era dovuto alla mancanza di strutture adeguate e che si stava verificando un trend positivo di iscrizioni, dovuto alla ristrutturazione e messa a norma delll'edificio, con nuove aule, laboratori e palestra, nonostante Gioia è il paese più popoloso tra quelli viciniori e poteva accogliere un bacino di utenti abbastanza consistente, il risultato finale è stato l'accorpamento. A questa decisione hanno concorso due elementi: un numero di iscritti inferiore ai canonici 500 previsti dal Piano e il pensionamento dell'allora Preside. Fu lo stesso Consiglio Scolastico Provinciale ad addurre tali motivazioni ai rappresentanti gioiesi che sedevano in tale consesso. Alle rimostranze dei delegati gioiesi si chiedeva di indicare un altro Istituto da accorpare, in sostituzione del nostro, tra quelli che si trovavano in situazioni pressocché analoghe al Liceo di Gioia, perché il Piano prevedeva un determinato numero di Presidenze da sopprimere e non si poteva derogare. Era come dire Mors tua Vita mea,un suicidio tra poveri, con l'handicap che Gioia diventava privo di Presidenza per il citato pensionamento e quindi automaticamente candidato all'accorpamento. Pur condividendo la preoccupazione del dott. Donvito, che cioé un unico Dirigente non può esercitare la sua funzione su due Istituti di circa 1000 studenti, atteso anche che i due Istituti sono ubicati in zone diametralmente opposte e che vivono problematiche diverse, vorrei sottolineare un aspetto ben più grave della realtà scolastica gioiese e che ho già fatto presente in numerose circostanze agli organi interessati sia a livello locale che provinciale e regionale. Gioia è forse l'unico paese d'Italia che da 46 anni non ha nuove istituzioni scolastiche superiori. L'ultima Scuola Superiore, l'Istituto Tecnico Industriale, risale al 1961. Tutti i Comuni limitrofi: Acquaviva, Santeramo, Noci, Putignano, Castellaneta, Santeramo, Turi… Comuni più piccoli di Gioia, si sono dotati di nuove istituzioni scolastiche, mentre Gioia è rimasta al palo e i nostri figli sono costretti a frequentare in altri Comuni con dispendio economico per le famiglie e preoccupazioni per la sicurezza degli studenti. E pensare che ai tempi in cui frequentavo il Liceo Classico avevo compagni che viaggiavano da Palagianello, Mottola, Castellaneta, Acquaviva, Grumo, Sammichele, Toritto, mentre oggi sono i gioiesi a doversi spostare per seguire un corso di studi superiori! Spero che la nuova Amministrazione sia più sensibile delle precedenti a questo problema e che Gioia torni ad avere quanto le spetta in campo scolastico.
Ringrazio il Prof Giannini per le sue puntuali delucidazioni, che in ogni caso non giustificano quanto perpetrato a danni della comunità Gioiese. Allora il quesito che pongo è il seguente: mi risulta che in altri paesi siano stati aperti Istituti scolastici, parlo del Liceo Scientifico di Santeramo, mi risulta che un altro Liceo esista a Cassano, e se non vado errato a Noci ( la prego professore, mi corregga se le mi informazioni non sono esatte ). Questi nuovi Istituti hanno tutti più di 500 studenti ? Oppure sono distaccamenti decentrati di altri istituti e quindi anche essi senza presidenza ?
Nel precedente intervento dicevo che mentre i Comuni limitrofi al nostro si sono dotati di nuovi Istituti superiori, il nostro Comune rimane al palo da 46 anni. Le nuove istituzioni, cui fa riferimento il dott. Donvito, sono sedi distaccate di altri Istituti secondari, per cui dipendono dalle sedi madre e non essendo autonome, con uffici di Presidenza e di segreteria, possono avere solo alcune classi o interi corsi. Solo nel caso in cui si raggiunge il numero minimo per ottenere l'autonomia, i fatidici 500 alunni, si può richiedere di diventare Istiruto autonomo. Tale circostanza si è verificata, ad esempio, per il Liceo Scientifico di Cassano Murge, nato precedentemente come sede distaccata di quello di Gioia del Colle e successivamente diventato autonomo per numero di iscritti. Stesso risultato si sarebbe potuto ottenere per Gioia se ci fosse stata la volontà politica di chiedere per la nostra comunità l'istituzione si sedi distaccate o coordinate di altri Istituti superiori pletorici della Provincia, rispondenti alle esigenze della collettività gioiese.