Dic 01 2007
E’ cambiato il vento. Anche su Gioia ora soffia il LEVANTE!
Levante, levantino, o per una settimana o per una quindicina. Recita così uno dei tanti proverbi meteorologici del folklore gioiese. Certo che gli addetti ai lavori della nuova testata giornalistica, che sotto forma di quotidiano d'informazione locale è sbarcato a Gioia lo scorso 23 venerdì novembre, si augurano che la durata del Levante sfogliabile sia superiore a quella dell'omonimo vento proveniente da est, del su citato proverbio. Aneddoti a parte, metterei un attimo da parte la pubblicità o la promozione sterile e propagandistica ed analizzerei per un attimo, chiedendo anche quali sono i punti di vista dei tanti ed attenti lettori del portale gioiadelcolle.info, la mission che un giornale intercomunale può perseguire. La dietrologia la lascio ad altri, spero di dare un'analisi puramente empirica dell'equazione territorio-informazione; il Levante parte dall'angolo più orientale della provincia barese, Monopoli, città di mare, florida e dinamica, la città del polo mediatico di Canale 7 ed abbraccia l'intero sud-est barese, con Gioia, Cassano e Sammichele a fungere da avamposti a confine con l'Alta Murgia. Il sud est barese quindi e non Bari e la famosa quanto confusa area metropolitana; il punto è che Gioia nello scenario territoriale locale è sempre stato un crocevia fra tre province, insomma una vera e propria terra di mezzo. Ora con questo nuovo prodotto, sommatoria di tutte le microrealtà ad est contigue, c'è la possibilità di stare in rete in modo continuo, avere un filo comune che unisce i campanili e non li mette più in condizioni d'atavica rivalità, attraverso l'analisi quotidiana di piaghe comuni o vizi e virtù condivise. Per capire che siamo tutti parte di un territorio unico, che ha le stesse bellezze paesaggistiche e ahimè gli stessi problemi; con ricette comuni e concertazione proviamo a stringere legami economici e culturali che la disciplina pattizia del recente passato (patti territoriali, GAL ed altri accordi similari) non sempre è riuscita a stringere. Massimo rispetto e reciproca collaborazione con le testate locali, ma cerchiamo di fare sintesi; guardiamo fuori della finestra ogni tanto e se vediamo che l'erba del vicino è più verde, cerchiamo una volta tanto di non calpestarla oppure d'esaltarla, coprendoci di vittimismo. Capiamo da chi e che cosa possiamo apprendere, in modo da essere anche più simpatici nell'immaginario collettivo dei comuni viciniori, che ancora ci rammentano con caustiche etichette d'evangelica memoria.
Antonio Rizzi
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