Nov 24 2007
Servizi sociali, a Gioia una mappa delle professionalità
Prosegue la ricerca-azione della rete operativa composta da Ifoc, Dipartimento di Psicologia dell'Università di Bari, Centro Studi Erasmo, Fondazione Di Vagno Servizi sociali, a Gioia una mappa delle professionalità Presentati in un workshop i risultati sui bisogni formativi degli operatori nell'ambito del Progetto Modus per il Piano sociale di zona.
GIOIA DEL COLLE - Donna, quarantenne, laureata, lavoratrice dipendente (ma volontaria nel 30% dei casi). Opera nelle aree disabili, salute, infanzia, famiglia e anziani. Fa largo uso di competenze legate all'assistenza e all'efficacia personale, ma ciò che chiede è soprattutto: più formazione di tipo manageriale. In estrema sintesi, è il profilo-tipo di chi lavora nei servizi sociali di Gioia del Colle, comune che si è appena dotato della prima mappatura delle varie professionalità impegnate nel settore. Ciò nell'ambito del progetto sperimentale Modus, legato - attraverso i Por della Regione Puglia - al prossimo piano sociale di zona (ambito comprendente anche Casamassima, Sammichele e Turi). L'analisi ha riguardato ben 40 enti pubblici e privati, cooperative sociali ed associazioni, attraverso 138 questionari strutturati, da cui ad esempio emerge il quadro delle figure più impegnate: operatore sociosanitario (26%), educatore professionale (20%), assistente sociale (16%), servizi ausiliari (13%), dirigente (12%), psicologo (9%); a seguire l'animatore socio-educativo e altro.
Ogni tipologia è stata radiografata: dalle informazioni socio-anagrafiche alle caratteristiche operative delle professioni, dalle competenze ai bisogni, fino alle considerazioni sulle trasformazioni in atto nel settore. I risultati sono stati presentati in un workshop nella Sala De Deo di Gioia; oltre ai rappresentanti dell'amministrazione comunale, sono intervenuti Pasqua Demetrio dell'Ifoc; Rocco Mennuti, Francesca Palano ed Emanuela Ingusci del Dipartimento di Psicologia dell'Ateneo barese; quindi gli esperti Francesco Ferrara, Lucia Corona, Antonella Sisto e la dirigente comunale ai Servizi sociali Franca Tarulli.
Attivato in rete da Ifoc (capofila), Dipartimento di Psicologia dell'Ateneo di Bari, Centro Studi Erasmo e Fondazione G. Di Vagno, Modus testa nuovi modelli di analisi delle politiche sociali e dei servizi attraverso una doppia azione: un sistema permanente di rilevazione di domanda e offerta di servizi, e - appunto - una ricerca sui bisogni formativi degli operatori sociali del pubblico e del privato. Affiancate - a rafforzare l'efficacia - dall'analisi, ormai prossima, della spesa sociale in atto nei comuni del Piano.
Partito a marzo per concludersi entro l'anno, Modus procede per fasi: dopo la condivisione degli obiettivi della ricerca, attraverso workshop, seminari e focus group con in tutto una settantina di referenti del pubblico e del privato, è emersa l'area prioritaria su cui concentrarsi: quella dell'inclusione sociale (declinata in quattro sottoaree: formazione e lavoro, legalità e devianza, povertà, accesso ai servizi). In autunno è iniziata la fase delle interviste semistrutturate per la rilevazione dei servizi e della spesa sociale. Sono infine previsti seminari per trasferire i risultati, creazione di un database dei fenomeni emersi, un dossier sull'evoluzione di domanda e offerta dei servizi sociali negli ultimi due anni.
Fabio Nardulli - Ufficio Stampa di Progetto
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