Nov 15 2007

Capire il passato per programmare il futuro.

Libro BiancoNon è molto difficile trasformare la "grazia" o il "favore" in legittimo diritto. Lo ha dimostrato il movimento cittadino del '94, che si assunse l'onere di coltivare un terreno bonificato dalle insidie e storture politiche dei precedenti anni, grazie al soffio di vento della legalità. Chi oggi si propone con l'intento di  ripetere quella esperienza politica, anche se capace di far di più e meglio, deve fare i conti con il terreno sul quale è chiamato ad operare. Un terreno, sul quale si è appena consumata la più feroce battaglia politica mai vissuta nella nostra città, culminata con una vera e propria implosione dell'assemblea del popolo.
Vittime incoscienti siamo stati noi tutti, mortificati, storditi, impauriti e zittiti. In molti cittadini è svanita perfino la voglia di credere nell'esistenza della sana politica.
Come ogni terreno di battaglia lascia i segni di quanto avvenuto, anche sul nostro territorio sono rimaste tracce evidenti. Le dichiarazioni che attestavano la presenza di illegalità (o a-legalità assenza di legalità - cosa grave se prensente nella pubblica amministrazione), negli ambienti preposti alla organizzazione politica e amministrativa della nostra città, non sono state raccolte e sono ancora sul terreno, come mine inesplose.
E' necessario trovare e far brillare le mine, subito, ancor prima di coltivare il terreno, perché i meravigliosi frutti promessi, possano poi realmente essere raccolti.
Certo, la bonifica richiede del tempo ma è da qui che occorre cominciare.
Potrebbe essere un errore considerare quanto successo alla pari di una banale "crisi politica" e, perciò, concentrarsi esclusivamente nella costituzione di un nuovo movimento politico, avviare una "chiamata alle armi" o una rimpatriata dei "vecchi amici di  buona volontà". E' fondamentale capire dapprima le cause e le responsabilità di quanto successo. Accertare se gli accordi politici disattesi riflettevano affari leciti o altro. Capire cosa ha generato la frattura tra partiti e consiglieri e tra questi e la città.
Il senso di partecipazione alla vita politica della città e la fiducia nelle istituzioni locali non potranno riaffiorare diffusamente nella nostra comunità nel breve tempo dei prossimi cinque mesi e, ancor di più, se non sarà fatta chiarezza su quanto realmente accaduto. C'è bisogno di più tempo anche per questo.
Apriamo pure la porta ai tradizionali partiti di governo, certo, ma solo dopo aver fatto chiarezza. Senza di essa,  al di là della porta ci saranno le stesse figure che hanno già scomodato San Paolo per intercedere in proprio favore,  che in passato dopo aver tirato la pietra hanno nascosto la mano, che da buoni ortolani hanno tentato di creare e curare un proprio orticello.
L'altra sera ho percepito, in alcuni interventi, una particolare musicalità nei toni adoperati nei tanti discorsi tesi a diffondere premurosi e maturi consigli sul "come si fa politica", che mi ha fatto spesso ricordare il rituale e noto gesto di origine siciliana "pizzicotto e buffetto sulla guancia" per dire "unni non ti macia non ti raspari".
Se non comprendete il siciliano ….scrivetemi.

13 Commenti per “Capire il passato per programmare il futuro.”

  1. mauromastrovitoon 15 Nov 2007 at 13:10

    Caro Sebastiano, purtroppo non è semplice nei comuni piccoli, dove ci si conosce un po' tutti, parlare apertamente di illegalità, disinnescare le mine, bonificare il terreno. Può succedere, se il meccanismo amministrativo funziona in un certo modo, che tutti siano contenti (o accontentati) ed in quel caso nessuno vede le illegalità, o quanto meno nessuno ne parla: è quanto è successo, più o meno, nel secondo mandato Povia. Ma può anche succedere che ci siano gli scontenti, soprattutto fra gli appartenenti alla cosiddetta "nomenclatura", ed allora il meccanismo si spezza: a partire dalle lettere anonime, per arrivare ai contrasti personali e finire, com'è successo ultimamente a Gioia, alle lotte intestine che determinano la caduta di un'Amministrazione. Io ho provato a parlare più volte di illegalità, e su più temi. Ne voglio riportare alcuni nella speranza che, come tu dici, possano “esplodere” (in termini di responsabilità politiche, intendo). Nel 2004, in prossimità delle elezioni, avevo denunciato l'illegittimità di un provvedimento varato dalla precedente giunta per "promuovere" alcuni dipendenti comunali. Fu una denuncia che generò solidarietà e soddisfazione (da parte di alcuni dipendenti comunali "poveri"), ma anche ire e la rottura di qualche vecchia amicizia. Tuttavia quella lettera produsse il blocco di quel processo. Blocco che è durato per un po’, fino a quando non si è deciso di sostituire assessori fastidiosi (Mariluna Barbera), spostare dirigenti e competenze, per consentire il compimento del “progetto”. Pare che, finalmente, qualcuno stia indagando su tutto ciò. Delle clientele ho più volte detto e scritto. Si sa che, dalle nostre parti, uno dei sistemi più efficaci per costruire e mantenere le clientele è quello dei posti di lavoro. Una volta si poteva assumere direttamente al Comune, e ci sono numerose testimonianze viventi di quell’epoca nei corridoi di palazzo. Oggi le norme finanziarie non lo consentono più. Il sistema delle clientele va in crisi: nemmeno per idea, fatta la legge, trovato l’inganno. Le assunzioni le faranno le società private. E così si trasforma l’AMIU, carrozzone passivo, in SPES S.p.A., illudendo la città che si sarebbe risanato l’Ente. Invece si crea un sistema di potere, sottratto per giunta al controllo delle minoranze consiliari, escluse dal Consiglio di Amministrazione, e le si affidano “in house” servizi ed appalti, in cambio di subappalti e/o assunzioni che gli stessi sindacati hanno più volte denunciato. Ma ci ha mai detto quest’Amministrazione quanto costa a Gioia il servizio raccolta rifiuti, rispetto ai comuni vicini? E sanno i cittadini quanto costano i servizi di pulizia degli immobili comunali e manutenzione del verde pubblico affidati da maggio alla SPES? Circa 276.000 euro l’anno, contro gli 80.000 circa dello scorso anno. E nel frattempo arriva una sentenza del Consiglio di Stato (ottobre 2007) che annulla l’affidamento diretto del servizio di erogazione energia elettrica e manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione, servizio a sua volta subappaltato dalla SPES, che in tre ani non si è ancora dotata di mezzi e personale per assolvere direttamente al mandato. Che senso ha, e quanto costa, affidare un servizio che poi l’affidatario dà in subappalto? E se non ci sarà qualche ditta che impugnerà davanti al TAR gli affidamenti degli altri servizi detti, noi continueremo a pagare tali servizi ad un prezzo triplo rispetto a quello dello scorso anno. Ma clientele non significa solo SPES. Anche le concessioni dei servizi sono clientele. Allora si mettono in cantiere tutte le possibili attività da poter affidare all’esterno: parcheggi a pagamento, piscina, mensa, cimitero, perfino la realizzazione delle urbanizzazioni della zona industriale. E per mettere in pratica i progetti si seguono varie strade. Ed ogni volta, ovviamente, si lasciano sul terreno mine che. Prima o poi, potrebbero esplodere. Per il Cimitero, ad esempio, i nostri Amministratori hanno deciso di abbandonarlo per qualche anno a se stesso, farlo arrivare ad uno stato di degrado tale da richiedere l’intervento del Salvatore: il concessionario esterno. Si fa la gara per assegnare il servizio all’esterno per 30 anni (senza che la città sappia nulla delle garanzie poste a tutela dei cittadini, che al cimitero prima o poi ci andranno tutti) salvo poi litigare sugli esiti di gara, su cui si rincorrono voci di favoriti che non vincono e di outsider che diventano favoriti. Sì, perché sponsorizzare il vincitore significa poi gestire le assunzioni, i posti di lavoro. E capita che gli sponsor possano litigare fra loro … E, a questo proposito, la trasparenza sulle gare è tutta da dimostrare. Cito ad esempio il nuovo palestrone alle spalle di Via G. Pastore. Il capitolato di gara, riscontrando la bruttezza di quel cubo a dieci metri dai palazzi, prevedeva l’obbligo di “abbellirlo” con adeguate “opere pittoriche” cui veniva assegnato un punteggio dalla commissione esaminatrice. Ebbene, vi pare che siano state realizzate opere pittoriche? Può chiamarsi pittura un telo che riproduce immagini fotografiche sportive? Possono chiamarsi opere pittoriche le fasce verticali colorate? O forse i criteri di valutazione dovevano essere altri, al di là del Capitolato, che evidentemente deve valere per tutti, ma può non valere per il vincitore? E vogliamo parlare della Discarica, e della demolizione delle opere abusive ordinata dai giudici penali, mai fatta eseguire dagli Amministratori nonostante denunce e diffide? E preferisco non parlare di edilizia, di Piani regolatori, di zone F. Caro Sebastiano, come vedi non mi tiro indietro, e qualche mina l’abbiamo individuata, ma non è semplice, per i singoli, fare le bonifiche. Le bonifiche le possono fare i cittadini: cambiando il loro voto, certo, ma soprattutto cambiando l’atteggiamento verso la politica: l’eletto deve essere, per cinque anni, portavoce e punto di riferimento di chi lo ha votato, e per questo l’elettore ha il dovere di controllarne l’operato. Ci arriveremo mai?
    Mauro Mastrovito

  2. Marco Losavioon 16 Nov 2007 at 6:33

    Caro Mauro, è proprio questo il punto. Da quanto dici la “bonifica” non solo è necessaria ma fondamentale!

    Finché sarà affidata a noi stessi, non avverrà mai, o sarà sempre un compromesso. Ecco perché la presenza di un Commissario andrebbe colta come opportunità. Chi, più di un terzo neutrale, può assumersi questo onere? Facciamoci venire un moto di coscienza e magari facciamoci anche promotori di un’azione mirata alla “bonifica” senza la quale, qualsiasi elezione, con qualsiasi candidato, finirebbe col farci sprofondare nel solito torpore…un nuovo fallimento annunciato.

    Personalmente, se un candidato, prima ancora di parlarmi di un programma, non mi parla di una chiara strategia di come intende approcciare l’amministrazione di questo comune nel mantenimento degli equilibri e degli interessi dei cittadini…non lo ascolto neanche. Mi sono realmente stancato sia di torbide e creative aggregazioni politiche che di paladini solitari della giustizia. Ora prolifereranno le liste civiche e avranno tutte più o meno qualcosa di buono…ma saranno tutte “carne da macello”…se prima non si mette in atto questo processo di “bonifica” il quale, non deve essere solo orientato verso gli apparati amministrativi ma anche all’interno dei partiti che da sinistra a destra oramai sanno di vecchio…per non dire altro…

    Marco

  3. Vernia Andreaon 16 Nov 2007 at 11:32

    Chiodo centrato, chiodo affondato! Bravi tutti e due, e sicuramente molto ben informati. Ripeto bravi e spero che si sveglino in tanti, ma conoscendo Gioia del Colle, è che saranno i soliti 200 a leggere, capire e pensare a qualcosa di nuovo. Come si potrebbe fare? Per primo, il commissariato per Gioia non è una fortuna visto che povero lui avrà le informazioni richieste tutte ben filtrate e pronte sul piatto al cui lui può solo dire si. Il commissario non conosce nulla delle trame qui solo accennate. Non conosce la profondità del problema e non conosce i delinquenti che hanno fatto precipitare la nostra città in questo delirio politico. Siamo noi, noi tutti, i cittadini a cui stà al cuore questo paese che dobbiamo denunciare tutti i mali, costringendo i soliti furbi a chiedere amnistia in cambio di restituizione dei loro appalti e altri favoritismi. E’ vero che sono tanti che con questi metodi hanno un posto di lavoro, e per loro mi spiace tanto, ma anche un lavoro per delinquenti è un lavoro abusivo. Allora avanti tutti a scrivere anche in onimato quello che sanno, costruite una raccolta di queste denuncie o pentimenti, e poi avanti col lavoro. Abbiamo a Gioia fior d’avvocati che sono capaci di filtrare le cose legali da quelle non tanto legali, ci sono ragionieri e impiegati alle finaze che possono aiutare a capire queli intrecci esistono, e come slegare i nodi. Infine ci sono tanti che hanno creato del giusto e del vincente nel commercio e nelle imprese varie. Avanti loro con il loro consiglio. E alla fine tutti insiemi dobbiamo trovare quei 7- o 8 che hanno le carte in regola per portare avanti il proggetto di rinascita dalle ceneri politiche del nostro paese. Fuori tutti i politici che fin oggi hanno solo danneggiato il loro incarico. Avanti con umiltà , serietà e sincerità verso il popolo votante. Buon proseguimento, io vi leggo e vi auguro tanta forza civile per questo rinnovo. Il Vostro amico paesano Andrea Vernia

  4. Sebastiano Tangorreon 17 Nov 2007 at 17:20

    Caro Mauro, spero che quello che scriviamo sia raccolto e che il consolidamento della legalità nella nostra città sia il primo punto di ogni programma politico dei vecchi, rifatti e nuovi partiti. Che con vigore sia isolato chiunque provi ad annientarla, perchè la legalità, sopratutto nella gestione della cosa pubblica è una cosa seria, benchè qualcuno lo dimentica e ci scherza su con poco brillanti storture.

  5. filippo donvitoon 17 Nov 2007 at 21:52

    Ho letto tante volte gli interventi di Sebastiano e Marco prima di scrivere il mio commento. Perchè l'analisi dell'accaduto è convincente, mentre nutro qualche perplessità sui rimedi. Quello che accadeva al Comune di Gioia per me non è una novità, l'ho denunciato tante volte sul mio giornale, ma non mi sembra di aver trovato particolare solidarietà quando lo facevo. Le dicevo anche negli anni d'oro di Povia, quando l'intera giunta mi querelò e nessuno scriveva lettere per darmi ragione (va dato atto a Mauro invece di aver condotto negli anni successivi diverse battaglie). Ora che la situazione è esplosa definitivamente, si invoca la necessità di capire il passato per programmare il futuro. Scusate ma io certi meccanismi li capivo già 'al presente', non ho bisogno di tornare indietro. Ecco perchè sono passato alla fase successiva, quella della ricostruzione. Se qualcuno si illude che il commissario possa bonificare 'il terreno', forse non conosce la situazione gioiese. Potrà forse far brillare qualche piccolo ordigno, ben poca cosa rispetto a quanto servirebbe. E quanto il Comune si ritroverà con una serie di debiti da pagare, i 'guai' saranno ancora più chiari. Le bonifiche 'vere' le può fare la magistratura (e se non riescono a farli i giudici, figuriamoci se può farla un commissario…)oppure 'il popolo' attraverso il voto (come dice giustamente Mauro) cambiando i propri amministratori. Nei commenti di Sebastiano e Marco leggo allusioni a volte chiare a volte più velate al mio progetto di cambiamento che evidentemente non li ha convinti. Quello che invece amareggia me è che a quel progetto proprio persone pulite ed intelligenti come loro avrebbero dovuto dare fiato e sostegno. Invece il sostegno l'ho avuto soprattutto dalla gente comune e da persone che vogliono costruire con me il progetto, mentre coloro da cui mi aspettavo un contributo concreto (di Sebastiano e Marco, ovvero di persone intelligenti e per bene a Gioia ve ne sono abbastanza) hanno preferito limitarsi a fare gli opininisti invece di scendere in trincea con me. Il mio progetto di cambiamento è molto chiaro ma è al tempo stesso aperto e quindi chiunque avrebbe potuto e potrebbe contribuire a migliorarlo. Invece ""si pontifica" (mi sia consentito il termine) e così non si cambia nulla. Non so se il problema sia io e cioè se qualcuno non mi abbia ritenuto persona credibile ed affidabile, ma in tal caso basterebbe dirlo e motivarlo. Ma la realtà è che in tanti mi hanno detto che questo progetto era la giusta strada. Gli opinionisti in questa fase servono sino ad un certo punto, nel senso che o indicano una strada diversa oppure percorrono quella che io ho indicato, che al momento è l'unica emersa per il cambiamento. E che certe opinioni invece non lo aiutano. Perchè se con una lista e tot voti puoi ottenere un certo risultato, è ovvio che con più liste che condividano il progetto e tot voti moltiplicato per quattro, puoi cambiare molto di più. E visto che gli eletti in democrazia li decide il popolo, è facile intuire che molti di quelli che tutti vorremmo mandare a casa, resteranno al proprio posto. Spero sia chiaro che la mia non è una polemica nè con Sebastiano nè con Marco, ma una provocazione nei confronti di persone verso cui nutro molta stima. Ringrazio Grillino e Frandalex per i loro post sull'Epilogo. E rinnovo l'invito a collaborare con il nostro progetto per cambiare Gioia.
    Filippo Donvito

  6. Marco Losavioon 19 Nov 2007 at 22:03

    Caro Filippo,
    mi spiace che tu abbia pensato che io sia contrario alla tua iniziativa e lungi da me dal diventare opinionista. Ci mancherebbe! Mi esprimo come un comune cittadino pertanto commetto errori e non mi ergo a giudice di nessuno.

    Qualsiasi iniziativa mossa da sani e onesti principi non può che trovarmi favorevole a prescindere. E mi fa molto piacere che tu sostenga di possedere tutte le conoscenze di cui necessita chi si candida ad amministrare una città. Conoscere il passato, i vincoli, i motivi del fallimento, conoscere le dinamiche che si articolano all’interno della comunità, le esigenze, le priorità, avere un’idea strategica di come coordinare e generare azioni che vedano i vari attori del territorio coesi da un fine condiviso, avere una visione a medio-lungo termine della città, della società, di tutta la scala sociale, di come rendere la cittadinanza attiva nel progetto politico, individuare una inevitabile strategia di cooperazione tra le altre parti politiche che entreranno in campo, conoscere come si interagisce con le amministrazioni provinciali e regionali, e conoscere quindi anche tutti i “condizionamenti”, gli “orticelli”, gli “interessi”, le “lobby”, l’”alegalità” ecc…più volte oggetto di denuncia e come affrontarli, indebolirli o debellarli in modo da garantire una governabilità ed un’azione di governo fluida, trasparente e tesa al bene comune (termine oramai abusato…).

    Questo e tanto altro è necessario conoscere e sono convinto che molta gente (tra cui probabilmente ci sei tu) sia sufficientemente preparata ma tanti no, in tanti si pensa che per governare sia sufficiente buona volontà, disponibilità, onestà. Purtroppo no, serve tanto altro ed è anche per questo che abbiamo pensato di promuovere un progetto di “Scuola di formazione all’impegno sociale e politico”. Vedi, io auspico semplicemente che molte buone persone non finiscano inesorabilmente stritolate all’interno di un sistema complesso che ha mostrato già diverse volte di essere capace di prendere il sopravvento. Vorrei che tutti coloro che oggi sono mossi da una grande buona volontà abbiano anche il tempo e la possibilità di approvvigionarsi delle informazioni minime ma necessarie in modo da poter essere operativi e un po’ più pronti…

    Tutto qui. Quindi il mio sostegno alla tua, come ad altre iniziative animate da pincipi sani, non mancherà ma spero però che vi sia anche un piano concreto e credibile che consenta di amministrare Gioia.

    Ciao
    Marco

    p.s. proviamo però ad utilizzare questo spazio per affrontare tutti insieme un vero dibattito politico incentrato su cosa si vuole fare e come…

  7. filippo donvitoon 19 Nov 2007 at 23:17

    Caro Marco, ti ringrazio per la tua risposta. Vedi io non ho la presunzione di conoscere tutte quelle cose che hai giustamente evidenziato, ma credo di avere alcune idee chiare su come bonificare il terreno. Poi c’è la costruzione di un progetto per la città e soprattutto la necessità  di uno staff di persone in grado di realizzarlo. E tutto ciò non è affatto semplice. Quando io lancio una provocazione a te, a Sebastiano o ad altri è perché vorrei che le personi capaci ed oneste si mettessero in gioco. Nessuno di noi da solo può vincere battaglie contro il sistema, solo unendo le forze sane è possibile il vero cambiamento. Noi stiamo ascoltando la gente attraverso alcune iniziative e presto, grazie allo strumento offerto da questo ottimo sito, lanceremo anche proposte concrete. L’iniziativa della scuola di formazione è molto interessante ed all’interno del movimento vedremo di sfruttarla. Come cercheremo di utilizzare ogni occasione per costruire qualcosa di positivo per Gioia. E di far tesoro di tutti i suggerimenti che verranno dalla gente e dalle persone che come te che hanno cuore il futuro di questa città. Con sincera stima.
    Filippo Donvito

  8. Tommaso Donvitoon 22 Nov 2007 at 20:22

    ” CAPIRE IL PASSATO PER PROGRAMMARE IL FUTUTO “: a mio modesto modo di vedere significa una sola cosa in concreto, e cioè RINNOVAMENTO. E’ questa l’istanza che teoricametne viene dal basso.
    E nell’ottica del rinnovamento, capire il passato per programamre il futuro allora significa chiudere con il modo di fare politica che impera da sempre e chiudere con una classe politica che l’ha mantenuto, quel modo di fare politica. Per realizzare ciò è indispensabile il sopracitato rinnovamento, che dapprima deve essere degli uomini e poi dei metodi. L’accortezza della scelta deve essere indirizzata verso questi obiettivi. Francamente non credo nella formazione: se aspettiamo che cresca una classe politica formata, allora rimarremo sempre con le solite persone.
    E d’altro canto devo dire che ciò che leggo qui riesce a far vacillare qualsiasi buona intenzione: perché non credo che esista una persona che desideri fare politica in maniera attiva, uscendo allo scoperto (sia pure all’insegna del ‘ ma ‘ndò vai se la tessera nun ce l’hai ‘ e altro, quindi Don Chisciottesco ) che possa dire di essere preparato e pronto a sostenere l’impegno.
    E di fronte a questa incertezza a chiunque può venire il dubbio circa la opportunità di una sua scesa in campo: sincerametne a me personalmente sta venendo.
    E questo proprio per l’assenza di interessi personali.
    Allora cosa voglio dire: teorizziamo pure, esprimiamo liberamente le proprie opinioni, ma poi facciamo qualcosa di concreto, agiamo, impegnamoci di persona, sennò dopo la teoria sul campo rimmarrano sempre e solo le solite persone. E noi avremo capito il passato ma avremo anche capito che il futuro sarà uguale, quindi senza speranza.
    Un cordiale saluto a tutti
    Tommaso Donvito

  9. mauromastrovitoon 23 Nov 2007 at 12:39

    DALLA PROTESTA ALLA PROPOSTA recitava uno slogan coniato dal mio partito, tanti anni fa. Caro Marco, tu chiedi, giustamente, di tracciare una proposta globale, che offra alcune “garanzie” di coinvolgimento della città nei processi di formazione delle scelte e di governo amministrativo. Io credo di avere una discreta esperienza oramai, nei partiti e nei movimenti, e di avere in proposito un’opinione ben precisa: l’unica vera garanzia la può dare la rinascita del senso civico, inteso come partecipazione alla vita della città, come rispetto della cosa pubblica e delle Istituzioni. Non è solo la proposta, infatti, che garantisce la partecipazione: dall’altra parte ci vuole davvero la VOGLIA DI PARTECIPAZIONE. Se questo, come credo, è vero, la battaglia è ardua, impari, direi quasi donchisciottesca: occorre intraprendere un percorso lungo e faticoso fatto di impegno, di partecipazione, di dedizione, di delusioni e amarezze che non devono piegare ed indurre all’abbandono, ma devono viceversa rafforzare l’impegno. Perché dobbiamo scontrarci con una mentalità diffusa che tollera, spesso persegue, la raccomandazione, il favoritismo, l’inciucio. Perché dobbiamo scontrarci con una società, e soprattutto con una TELEVISIONE, che offre messaggi opposti. La pubblicità, che si dice essere l’anima del commercio, ha bisogno di rivolgersi a “numeri”, non a teste pensanti. Per fare scelte utili per la collettività, come tu giustamente chiedi, c’è invece bisogno di teste pensanti, anche poche sarebbero sufficienti, purché capaci ed oneste, e non di grandi numeri. Tutto questo non deve scoraggiarci ed indurci all’abbandono: la storia recente ci insegna che qualche volta la gente comune, pur senza “santi in paradiso”, si fa sentire e, se i fini sono giusti, si può sovvertire, dal basso, anche l’orientamento di un intero Consiglio comunale, o l’interesse economico di vere lobbies di potere. Con ciò non intendo eludere la tua richiesta, e pertanto offrirò qualche spunto di riflessione in proposito, senza per questo pensare di essere esauriente né di voler tracciare un programma amministrativo. Dividerò in due categorie la risposta: Comportamenti dell’Amministrazione e Azione amministrativa.

    COMPORTAMENTI
    Se pensiamo di avviare una fase di inversione nel processo di distacco dei cittadini dalla cosa pubblica, ritengo prioritario instaurare un rapporto di collaborazione virtuoso fra l’Amministrazione comunale e le Scuole dell’obbligo. Ciò perché è necessario formare la coscienza civica dei bambini, ma anche perché i bambini sono utile strumento di coinvolgimento dei familiari, e quindi della società intera. Pertanto su problematiche quali la produzione e raccolta dei rifiuti, la creazione, gestione e manutenzione del verde pubblico, la difesa dell’ambiente, il rispetto degli animali, la solidarietà, il rispetto e la riscoperta degli anziani, credo che il coinvolgimento dei bambini sia lo strumento più utile per creare percorsi virtuosi di partecipazione dell’intera cittadinanza ai processi decisionali e, soprattutto, gestionali. Abbiamo avuto esempi positivi (l’adozione degli alberi promossa dal WWF) naufragati miseramente a causa dell’abbandono delle piante da parte dell’Amministrazione: questi esempi devono essere di monito per il futuro. Ovviamente è necessario che i bambini, e di conseguenza i familiari tutti, imparino anche a rispettare le regole e le Istituzioni, il che significa senso civico. Per questo è fondamentale, a mio avviso, restituire alle forze dell’ordine, ed in particolare ai VIGILI URBANI, la credibilità perduta. Credibilità che va riconquistata attraverso un’attenta analisi dell’operato dei Vigili Urbani, e soprattutto attraverso un RITORNO FRA LA GENTE. Il vigile deve diventare l’amico, il punto di riferimento del cittadino per segnalare le irregolarità, i soprusi, i disagi della gente. Per agevolare questo percorso ritengo utile anche l’istituzione del Vigile di quartiere, che possa fungere da ausilio e da raccordo fra la città e i Vigili Urbani. Altre iniziative annunciate, quali il ciclobus, o da avviare, quali il pedibus (accompagnare i bambini a scuola in gruppo bicicletta o a piedi) sperimentate in altre realtà andrebbero, a mio avviso, promosse e sostenute dall’Amministrazione. Ciò consentirebbe di responsabilizzare i bambini, facendogli conoscere la città ed anche i suoi pericoli (es. educazione stradale), coinvolgere residenti e negozianti sul percorso, che vigilino e sorveglino (insieme agli accompagnatori adulti) sull’incolumità degli scolari, creando nel contempo un tessuto di conoscenze e relazioni sociali, patrimonio che la società moderna ha ormai disconosciuto. Sembrano iniziative banali, di poco conto, ma sono convinto che siano le premesse necessarie per fondare su basi solide la società del domani. Ovviamente occorre anche agire concretamente in altre direzioni.

    Per quanto concerne il sostegno alle aziende, occorre istituire strumenti agili e flessibili per rispondere in tempi ragionevoli alle istanze, e realizzare opere effettivamente utili alle aziende. Quindi infrastrutturazione delle aree artigianale ed industriale, e controllo reale sull’utilizzo delle stesse aree. Non è ammissibile che Gioia abbia un Piano di Insediamenti Produttivi nella zona Industriale D/1 (presso l’Ansaldo, per intenderci) varato nel 2001, ma inattuabile perché mancano le urbanizzazioni e le viabilità di accesso. Parimenti non è ammissibile che le aree nella zona D/2 (via Bari, per intenderci) siano assegnate da anni a pseudo-imprenditori che non attuano gli interventi e tengono i suoli bloccati, rendendo impossibile l’assegnazione ad imprenditori che invece vorrebbero realizzare le loro iniziative.

    Un capitolo a parte merita la tutela dei prodotti tipici, ed in particolare della mozzarella. Si moltiplicano le iniziative di promozione e sostegno della mozzarella, ma di pari passo si moltiplica la frammentazione e la divisione fra i produttori. Ritengo invece che sia giunta l’ora di fare fronte comune, per arrivare alla formazione di un consorzio unico di produttori che persegua il riconoscimento del marchio di origine e di indicazione geografica. In questo processo il Comune deve essere promotore e garante nei confronti di tutti i produttori, agendo con trasparenza (quindi concordando le azioni con una nutrita rappresentanza dei produttori) e con intelligenza. Muoversi sul mercato delle fiere nazionali ed internazionali senza una strategia, come si è fatto finora, è solo uno spreco di risorse, utili al più per fare un viaggetto di piacere.

    Occorre guardare con attenzione alle fasce sociali deboli, raccordandosi con l’operato delle società di volontariato, che devono avere un ruolo attivo nell’indirizzare l’operato dell’Amministrazione in campo sociale, attraverso forme di consultazione e partecipazione da stabilire e fissare con appositi regolamenti. Anche in questo campo, comunque, occorre riscoprire nell’individuo, e nella società, i veri valori, perché sono il consumismo esasperato e l’individualismo i veri nemici della società. Per cui occorre promuovere la cultura della solidarietà e della tolleranza, tutelando parimenti la legalità ed il rispetto delle regole.

    AZIONE AMMINISTRATIVA
    Il primo passo da fare è l’istituzione del Difensore civico. Questo passo è strumento di difesa del cittadino, ma è anche indispensabile per dare attuazione alle forme di partecipazione previste dallo Statuto. Infatti i Referendum popolari non possono aver luogo, in quanto, ai sensi dello Statuto comunale, devono preventivamente passare al vaglio per l’ammissibilità di una commissione presieduta dal Difensore civico.

    Sarebbe utile anche modificare il Regolamento del Consiglio comunale, per evitare che i Consiglieri eletti in un partito o schieramento possano successivamente cambiare collocazione politica. Non ho verificato se è tecnicamente fattibile, ma mi pare che una cosa analoga sia stata proposta alla Camera dei Deputati, per cui …

    Occorre poi una trasparente analisi sull’uso del territorio, per arrivare ad un nuovo Piano Urbanistico che tenga realmente conto degli interessi di tutti e non di pochi (ed in questo quadro si inserisce l’idea di interrare i binari, per fornire davvero impulso a tutta la città, non solo ai pochi amici proprietari dei suoli già destinati a diventare edificabili).

    Occorre dedicare attenzioni e risorse al personale del comune, che deve essere visto come patrimonio pubblico (e non, come a volte succede, viceversa, ossia che il comune venga visto da qualche dipendente come patrimonio personale). Per far questo occorre fornire al personale formazione ed incentivi, ma occorre anche vigilare sui ruoli politici svolti dai dipendenti, istituire strumenti di controllo sull’operato di dirigenti e funzionari, sistemi di rotazione dei compiti fra i dipendenti.

    Io credo in tutto questo, ma non credo che sia possibile realizzarlo se la città resta lontana dal palazzo. Bisogna scendere in campo, direttamente o indirettamente a sostegno di qualcuno, ma apertamente. Occorre che si dica basta alla vecchia politica, anzi BASTA AI VECCHI TRAFFICANTI DELLA POLITICA! E’ l’ora del cambiamento, dei metodi e delle persone, e nessun cittadino che abbia a cuore le sorti della città può restare fermo, magari a scrivere su un blog nascosto dietro un comodo nick-name. E’ l’ora di scendere in campo: per la nostra città! Altrimenti non avremo altra strada che aspettare, pazientemente speranzosi, che la bonifica la facciano i Giudici. Ma non è già successo una volta?
    Mauro Mastrovito

  10. grillinoon 24 Nov 2007 at 10:05

    Intenzioni quelle citate da Mastrovito, da sottoscrivere senza ombra di dubbio. Sarà però necessario non avere timori o titubanze nell’eventualità di scontrarsi con le note lobby di interessi che spopolano nel nostro comune. Un esempio fra tutti, il “coraggio” di prendere di petto la questione ordine pubblico, sia da parte dei vigili urbani, ma anche dei carabinieri. Vi è un senso di insicurezza avvertita dalla popolazione, causata maggiormente da episodi di vandalismo e mancato rispetto delle più comuni norme del vivere civile. Basta guardare cosa succede nelle zone di piazza pinto, o piazza dalla chiesa. Cosa si è fatto per tutelare quanto speso per riammodernare questi spazi? Niente. E poi chiedo, si continuerà ad edificare chissa fino a quando, senza tenere conto delle reali necessità del mercato? E con quali conseguenze per chi ci abita (allagamenti delle strade, viabilità scadente, una per tutte la zona di via acquaviva). Questi sono alcuni dei problemi che dovrà affrontare chi si candida a governare questa città. Ci vorrà un bel coraggio. Auguriamoci di ritrovarlo tra quanti “a voce” dicono di averne. Con simpatia.

  11. mauromastrovitoon 26 Nov 2007 at 9:52

    Caro Grillino, ti racconto un episodio, per capire come vanno le cose in Amministrazione.
    Insieme a mio fratello Massimo abbiamo progettato alcuni interventi edilizi, per conto di più committenti (SEV, COLAPIETRO, ACQUAFRESCA), nella zona di Via Acquaviva, e precisamente intorno al nuovo rondò, ossia la zona più critica per gli allagamenti .
    Preoccupati proprio per questo problema, ci siamo recati presso l’Amministrazione, tecnici e costruttori, a rappresentare il problema, e abbiamo dato disponibilità a fornire anche un concreto contributo (sia in termini di proposte progettuali che in termini di esecuzione pratica delle opere). Era giusto un anno fa.
    L’Amministrazione parve apprezzare, per cui ci impegnammo per studiare la soluzione, che fu poi proposta, con una stima sommaria dei costi, all’Amministrazione.
    In osservanza della normativa vigente, erano previsti due impianti di trattamento preliminare delle acque meteoriche (uno nei pressi del parcheggio COOP ed un secondo, più grande, nel rondò con successiva dispersione delle acque depurate nel sottosuolo mediante pozzi trivellati in zona anidra (ossia non direttamente in falda). Il tutto supportato da analisi statistica sulle precipitazioni e da valutazione idrogeologica circa la capacità assorbente del sottosuolo.
    Costo stimato delle opere: da 500 a 600 mila euro.
    L’amministrazione ci dette appuntamento al periodo festivo, fra natale 2006 e capodanno 2007, per approfondire le valutazioni. Nonostante solleciti delle imprese costruttrici, non siamo stati più chiamati.
    Qualche mese dopo fu inserito nel Piano Triennale delle opere pubbliche il progetto della fogna a servizio dell’area in questione (progetto che a dire il vero già esisteva, in forma preliminare): costi preventivati 1.900.000 euro.
    Le acque, secondo questo progetto, saranno trasportate, con condotte da 1400 mm., fino alla via di Bari (oltre la lottizzazione Valentini, l’ultima dopo Borgo delle mimose) dove sono previsti i pozzi disperdenti.
    La giustificazione è che quella zona appariva più idonea a smaltire le acque nel sottosuolo.
    La sostanza è che l’opera costerà almeno il triplo, e non si sa quando sarà realizzata.
    Così va il mondo, a Gioia del Colle.
    A te ed ai lettori il commento.

  12. lady oscaron 26 Nov 2007 at 18:28

    L’impressione è che non si discuta più ma si aggredisca. Si respira una strana aria che sa di vendetta. O di rivincita. Comprendo l’animo di alcuni fra coloro che ammessi nella stanza dei bottoni si trovano a fare anticamera. Non credo che sia tutta una questione di “pagnotta” , penso più che si tratti di esercizio del potere; mia nonna dice che logora chi non lo ha, immaginate cosa può accadare a chi lo ha avuto e poi l’ha perso, senza contare che molti personaggi illustri a forza di ricevere onori e privilegi hanno finito per credere di meritarli davvero.Ma questo non mi preoccupa, come i bimbi dell’asilo ho capito che del gatto e la volpe non bisogna fidarsi.Ho visto alcuni cowboys all’assalto di Palazzo San Domenico sulla copertina di Gioia News che, a dire il vero, non mi è piaciuta tanto, forse perché sono sempre stata dalla parte degli indiani. Ricordate Guccini in “Dio è morto” ? Bene anch’io credo che “questa mia generazione è preparata a un mondo nuovo ed una speranza appena nata”. Alcuni dicono che sono troppo giovane per capire di politica, io ritengo di poter chiedere al futuro sindaco non solo cosa farà ma soprattutto come lo farà,in fondo non è la quantità di trucioli che fa il buon falegname.Ho creduto in uomini di cui continuo a fidarmi perché ritengo che possano ancora fare molto per il paese, se avranno la forza di andare oltre vecchi schemi ed il coraggio di dare spazio a chi ha buone idee e pochi voti.Non è trascorso molto da quando ha votato la prima volta eppure i tempi sono cambiati le carte truccate le riconosco meglio.

  13. Donato Stoppinion 03 Dic 2007 at 22:40

    Il sapere che tu abbia imparato a riconoscere le carte truccate mi consola, anche se in parte. Dovresti imparare anche a riconoscere chi gioca con i dadi, sempre truccati, o continua a bluffare pur di rimanere lì incollato alla sua comoda e luccicante poltrona. Di politici cow-boys ce ne sono tanti in giro, ed in effetti quel fotomontaggio per essere realmente credibile avrebbe dovuto contenere numerosi altri personaggi da "fumetto" che oggi, atteggiandosi a grandi strateghi, "sparano" nel mucchio dimenticando che quei colpi dovrebbero rivolgerli anche verso se stessi. Non si possono lanciare, visto che siamo in tema, frecce al vetriolo facendo finta di non sapere di essere entrati a far parte di quella stessa categoria con il classico metodo della "raccomandazione" politica. Come direbbe qualcuno, calato dall'alto, per ritrovarsi dalla sera alla mattina nel bel mezzo di una tavolata ben imbandita senza saper come e perchè. Essere lì come i classici cavoli a merenda. Dov'è la differenza fra lui e gli altri che oggi si sta denigrando o accusando? E' questa la novità del Partito Democratico? Se poi, nonostante tutto si continua a far finta di niente e si continua a fidarsi di chi non ha avuto alcun riguardo per la gente comune, per i propri cittadini, allora vuol dire che il passato, nonostante le tante belle parole, non ci ha insegnato nulla se si continua ad "ingoiare", come tanti struzzi, anche le azioni più negative che si siano mai viste da quindici anni a questa parte. Se poi si dimentica e si cancella il tutto con un colpo di spugna allora credo la Lady Oscar avrà pure imparato a riconoscere le carte truccate ma non ha ancora trovato il coraggio non solo di farle sparire ma di cacciare colui che le ha usate, cioè il "baro", l'unico vero responsabile di un piatto andato a male. Un saluto. Donato Stoppini

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