Nov 12 2007

Per un’alba nuova

Io voglio teE' trascorso poco tempo dallo scioglimento del Consiglio Comunale presieduto da Mastrovito e si è già vista la nascita di nuove iniziative che mostrano un impeto alla "avanti popolo alla riscossa" al quale rimbomba un sonoro "ma ‘ndo vai se la tessera non ce l'hai"… Io credo che al di là di ogni buona intenzione, si debba riflettere ulteriormente su alcuni elementi che Franco Ferrara ha sottolineato nel suo articolo "L'Epilogo".

La prima questione che ritengo importante è la "conoscenza dell'esperienza". Non cancelliamo tutto, non azzeriamo un trascorso che ha mille insegnamenti da trasmettere. Piuttosto, chiediamo un resoconto dettagliato e proviamo a comprendere quali possano essere stati tutti gli elementi che hanno condizionato la gestione sin dall'inizio per poi giungere al noto epilogo. Senza questa conoscenza, chiunque, anche di buona volontà, rischia di cadere rovinosamente al prossimo mandato con un danno per la città a questo punto incalcolabile.

Altro tema molto importante è relativo alle "competenze giuste per amministrare il bene di tutti". Quando vi sono questi momenti storici nella vita di una comunità, l'istinto che pervade molte persone dotate di un forte senso civico e, magari, anche un'alta onestà intellettuale è la tentazione di "scendere in campo", ossia di diventare attivi in prima persona. Ottimo, bello ma…a mio avviso vi è un monito che dobbiamo tutti avere ben presente nella propria coscienza. Non è assolutamente provato che l'essere un eccellente professionista, un riconosciuto tecnico, uno stimato imprenditore, sia garanzia di altrettanta eccellenza nell'amministrazione del bene comune anche se in settori analoghi a quelli ricoperti dalla propria professione. E' una questione molto datata ma spesso si cade ancora oggi in questo "tranello". Pertanto il monito è alla preparazione politica, alle dovute competenze che chiunque abbia intenzione di "scendere in campo" sia disposto ad acquisire. E non mi riferisco alla "differenza che c'è tra una delibera e una determina" (anche se abbiamo ascoltato da qualche consigliere uscente che ha impiegato un anno per capire come funziona il Comune…), bensì a come si approccia l'aspetto politico nel mantenimento di un equilibrio tra tutte le componenti della comunità pur perseverando un obiettivo strategico che debba essere però collocato e integrato all'interno dell'intero "sistema paese" il quale, a sua volta, è posto su un territorio provinciale e regionale. Ciò non può e non deve senza dubbio prescindere anche da come si ascolta il cittadino, come si rileva un'esigenza, come si attiva la partecipazione diretta in modo da ambire anche alla cosiddetta "cittadinanza attiva". Mi piacerebbe allora poter visionare programmi che oltre a contenere un elenco di idee e "cose da fare" più o meno utili, più o meno interessanti e creative, lasciassero intendere il proprio obiettivo strategico, a quale tipo di società si mira facendo chiaro riferimento ai principi guida che si ritiene di adottare in tutti gli ambiti essenziali di ogni comunità. Il tutto, tenendo conto che esistono "storture", "cattive abitudini", "lobby"…e questo non vuol dire che si debba avvallare l'attuale modus operandi, ma non bisogna neanche pensare che sia possibile eliminarlo attraverso illusorie terapie d'urto…

E vengo quindi all'ultimo dei tre argomenti. Le "lobby", i "condizionamenti", gli "interessi personali", quell'alegalità denunciate e diffusa anche all'interno degli uffici comunali stessi. Se è vero che tutto questo ha pervaso sino ad oggi il nostro sistema allora mi chiedo se non fosse necessario avviare ancor prima di un qualunque altro nuovo percorso, un processo di "bonifica". Individuare cosa c'è alla base di tutto ciò aiuterà ad individuare come cambiare veramente, senza falsi proclami, senza demagogie, arrivando anche a mutare, adeguare, la mentalità del cittadino stesso. E mi chiedo: non è meglio che ciò avvenga per tramite di un terzo neutrale e certamente garante quale il Commissario è? Siamo certi di essere veramente in grado di presentarci già ad aprile 2008 pronti ed efficaci per una nuova gestione di Gioia del Colle?

1 Commento per “Per un’alba nuova”

  1. Antonio Rizzion 12 Nov 2007 at 20:27

    Il quadro sinottico tracciato da Marco Losavio è preciso e perfettamente condivisibile. Io credo che fin qui sono stati registrati tanti contributi d’idee apprezzabili e condivisibili; il problema grande resta (lo sappiamo bene, avendo ascoltato, da tanti decenni, tanti comizi pre-elettorali, pieni di tante pie intenzioni e promesse poi disattese, con tanti scenari idilliaci poi tradotti in clamorose riconversioni) governare rispettando la tabella di marcia con cui si giunge a guidare la città, grazie alla volontà elettorale.Quando analizziamo i tanti insuccessi amministrativi che ci circondano, comprendiamo subito che sono tanti gli intoppi che i politici all’opera si creano da soli (per incompetenza, dissesti finanziari o altri eventi) o perché non ben assecondati dall’enorme trafila burocratica, che pone i comuni all’ultimo gradino della piramide dei poteri statali, cosa che porta a decentrare di conseguenza i diritti soggettivi e gli interessi legittimi dei cittadini negli scantinati della fantomatica piramide del potere suddetta. E’ chiaro che a noi cittadini interessano i fatti e ci aspettiamo che ci sia in futuro più volontà pragmatica di risolvere i problemi reali, di quanta in realtà c’è ne sia stata. E quindi che fare? Nessuno ha la bacchetta magica, né esiste un homo novus stile Gaio Mario o un salvatore della patria vestito da profeta o messia. Occorre che ognuno faccia al massimo il proprio dovere ed esprima al meglio le proprie capacità, laddove le competenze e la capacità di reggere l’agone politico glielo permettono. La bonifica reale ed il ricambio, confidando nel fatto che ricambio ci sia, passano indenni se chi sarà chiamato dai cittadini a governare questa città, lo farà imparando dal recentissimo passato. Un passato in cui sono emersi troppi personalismi, in cui c’era confusione e lotta fra ruoli (sindaco contro presidente del consiglio, consiglieri contro assessori, etc etc); ed essere un buon politico a livello locale, richiede prioritariamente proprio questa capacità di far squadra con chi la cittadinanza ha deciso di eleggere, e non solo con chi ci si trova d’amore e d’accordo a livello di segreterie. E non c’è bisogno di scrivere programmi preconfezionati, spesso ricchi di retorica ed ovvietà (in stile carta fondamentale dei diritti dell’uomo): se solo ci si limitasse ad usare il buon senso e la solerzia che alcuni manuali e codici di diritto riconoscono al buon padre di famiglia o la capacità di mediare di un buon amministratore di condominio, che riesce a mettere le pezze a tutte le beghe che i tanti e rissosi condomini di turno sollevano su ordinaria e straordinaria manutenzione e si sapesse accettare anche critiche civili, dovute al fatto che esporsi al pubblico non comporta solo inchini e sorrisi maliardi, allora forse vivremmo in modo più armonico in un paese di controllori attenti e non d’ignavi cittadini, esposti al politico più trendy di turno. E’ chiaro che chi scrive su questo portale cerca d’alimentare un dibattito cittadino, su importanti questioni politico-civiche, che fino ad oggi era mancato. Quindi ci possono anche stare le incomprensioni, gli equivoci o i fraintendimenti, essendo noi tutti ben consapevoli che il mezzo elettronico permette una rapidità d’accesso alle altrui vedute estremamente rapido e democratico, con l’unico limite che spesso basta una parola di troppo per scatenare le ire altrui o una lettura troppo faziosa o superficiale d’alcuni commenti che innesca subito i toni della polemica ad ogni costo, sul piano personale o squisitamente ideologico. A proposito dell’alba nuova, c’è chi come Kahlil Gibran affermava che non c’è altra via che la notte per arrivare ad un nuovo giorno; di notti lunghe e tumultuose a Palazzo San Domenico se ne son viste anche troppe…….

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