Nov 12 2007
Lettera aperta di Paolo Covella
Lettera Aperta
ai Partiti, ai Movimenti, alle Associazioni, ai Cittadini e agli Elettori che hanno a cuore il rinnovamento della sinistra.
Cari Amici e Compagni,
la traumatica caduta della giunta comunale, sollecita tutti noi ad impegnarsi affinché ciascuno con la sua storia, la sua esperienza e la sua sensibilità, possa contribuire alla costruzione di una alleanza che veda protagonisti tutti coloro i quali non intendono rassegnarsi alla marginalizzazione di una area politica, plurale e moderna, come è quella che comprende le varie sensibilità laiche, cattoliche e di sinistra presenti nel nostro Comune.
Mi rivolgo pertanto a voi, in qualità di semplice militante della sinistra, per invitarvi a coinvolgere partiti, associazioni e singoli cittadini affinché diano il loro contributo di conoscenze, di esperienze e di concreto impegno politico, in vista delle prossime elezioni comunali.
Una nuova opportunità può essere così offerta a tutto il Centro sinistra, per recuperare il distacco e la delusione, causati dalle divisioni interne alla coalizione, e per rimotivare le ragioni e le speranze che l'hanno portata al governo della città più volte nell'ultimo decennio.
Tuttavia, perché ciò avvenga, occorre saper rinunciare ai tradizionali difetti che caratterizzano l'insieme della classe politica cittadina, per dare risposte adeguate ai bisogni e alle aspirazioni della città, rinnovando nel profondo pratiche e contenuti della politica e restituendo ad essa non solo un corpo ma anche un'anima e un'etica all'altezza delle aspettative della gran parte dei cittadini.
Anche per questo, occorre evitare che, sotto la spinta emotiva delle recenti contrapposizioni, come sembra già stia avvenendo, anziché costruire una valida e coerente piattaforma programmatica, si inseguano inutili rivincite personali, assecondando personaggi e metodi che appartengono alle stagioni più deteriori del recente passato che vogliamo invece superare.
La sinistra gioiese, pur nelle sue deboli articolazioni organizzative, è ricca di personalità, di intelligenze e di militanti attivi che possono dare vita ad una esperienza fondata sul pieno riconoscimento delle differenze, in modo da mettere a punto in poche settimane, una proposta politica e programmatica da far valere al tavolo negoziale della coalizione di centrosinistra e una lista forte, autonoma e aperta.
Le questioni sulle quali mi sembra giusto sviluppare una riflessione più ampia e partecipata, riguardano:
1) Il giudizio da dare sulla qualità effettiva e su quella percepita dell'azione di governo delle varie amministrazioni che si sono succedute in 11 anni di maggioranze di centrosinistra, anche alla luce delle ricorrenti polemiche, tutte interne alla coalizione, circa il ruolo delle lobbies e della questione morale.
2) L'ipotesi che la nascita del PD, pur rappresentando un fatto positivo per la vita politica locale e nazionale, non riesca a smaltire nei prossimi mesi, le contrapposizioni tra i vecchi gruppi dirigenti e tra questi e i partiti della coalizione, che potrebbero riflettersi negativamente sulla qualità di una eventuale futura azione di governo.
3) Le precauzioni da prendere nella formazione del programma e nella composizione degli eventuali assetti di governo, rispetto a quelle forze politiche e a quegli amministratori, che volessero fondare il loro peso contrattuale, sul trasversalismo e sul trasformismo.
4) La necessità di rimarcare il profilo politico del centrosinistra, sia dal punto di vista identitario che programmatico e dei metodi di governo, che facciano comprendere, soprattutto agli occhi delle nuove generazioni, le reali differenze che intercorrono nel modo di concepire lo sviluppo della città, tra la destra e la sinistra.
5) L'opportunità di costruire una lista unitaria per evitare la dispersione e la penalizzazione dei consensi ottenuti con le singole liste, e di presentare un proprio candidato alle primarie per la scelta del candidato sindaco.
6) L'utilità di porsi come obbiettivo, sottoscrivendone le regole, quello di non limitarsi a costruire un provvisorio cartello elettorale, ma di coordinarsi con gli eventuali eletti, che non potranno stare nelle istituzioni a titolo personale, sia se essi lavoreranno alla opposizione, sia se avranno compiti di governo, per affermare una prassi più trasparente del governo della città ed ostacolare ogni eventuale deriva affaristica e clientelare.
Se pensate che questi argomenti possano costituire un primo terreno di confronto tra di noi, confermiamoci reciprocamente le rispettive volontà, e avviamo una discussione seria per individuare collegialmente percorsi, modalità e termini di una iniziativa politica che tanto può dare alla qualità della democrazia, alla buona politica e al buon governo della città nei prossimi anni.
Un cordiale saluto a tutti.
Gioia del Colle, 8 novembre 2007
Paolo Covella
7 Commenti per “Lettera aperta di Paolo Covella”
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Premesso che potrei condividere l'appello lanciato da Paolo Covella, resta però ancora qualche passaggio che mi sfugge e penso sfugga alla stragrande maggioranza dei gioiesi. E penso pure che Paolo Covella debba dire apertamente cosa veramente ne pensa prima di lanciare il suo appello, al fine di renderlo meritevole di attenzione e condivisione. Al momento il suo è un appello ideologico, ma penso che prima di essere condiviso debba essere meglio dettagliato con dei "buoni chiarimenti". Mi riferisco a due sue dichiarazioni pubbliche a mezzo stampa. Alla "Gazzetta del Mezzogiorno del 7 settembre 2007" Paolo Covella dichiarava: "Vito Mastrovito, che continuo a ritenere il miglior sindaco della storia di Gioia del Colle" e su un altro giornale locale parlava di "a-legalità" all'interno degli uffici comunali. A questo è da aggiungere la circostanza che lo scioglimento del consiglio comunale, è stato causato dalla sfiducia di 7 consiglieri di centro-sinistra. Allora mi domando e chiedo? Appare evidente che l'attuale centro-sinistra di Gioia del Colle è diviso in due, una parte che ha sostenuto il sindaco, l'altra che lo ha defenestrato, Paolo Covella sembrerebbe stare con l'ex sindaco, vorrei chiedergli allora: Quale atteggiamento Paolo Covella assume nei confronti dei 7 consiglieri che hanno defenestrato l'ex sindaco? Perché appare ovvio che, per essere credibile, deve stare da una parte sola e non con due piedi in una scarpa; altrimenti appunto la sua è solo ideologia. Quali propositi ha per risolvere i problemi di "a-legalità" denunciati solo a parole a mezzo stampa? Questi problemi se sono a-legali, pressuppongono dei comportamenti da codice penale dei dirigenti e funzionari o impiegati comunali tali da poter essere possibile oggetto di denuncia alla procura della repubblica? Se si perché non lo ha fatto e se no perché usare il termine di a-legalità che è un termine che evoca cattiva gestione, malafede e … malaffare? Se non c'è reato, avrebbe fatto meglio ad usare il termine di "inefficenza". Ma ricordo anche le parole dell'ex sindaco quando pubblicamente parlava di "orticelli". Cosa ne pensa Paolo Covella degli "orticelli". Avremo due coalizioni di centro-sinistra? Penso che tanti cittadini aspettano queste risposte di Paolo Covella prima di cominciare a discutere e condividere il suo appello. Essendo note le capacità politiche e oratorie di Paolo Covella, che davvero ritengo uno degli "ultimi affezionati alla politica autentica", attendiamo risposte serie a queste domande e ad altre che i cittadini vorranno porre tramite questo blog.
Ringrazio “Rocco” per l’attenzione prestata alla mia Lettera aperta e rispondo alle sue obiezioni. 1) Confermo il mio giudizio sulle qualità professionali e culturali di Mastrovito, ma confermo anche quello che ho poi scritto su Gioia Oggi a proposito della sua inidoneità politica e caratteriale a fare il sindaco. 2) Alegalità: ho già proposto la definizione più accreditata di quel termine (sempre su Gioia Oggi). Un amministratore non può stare tutto il giorno sulla caserma dei carabinieri: in materia di organizzazione e di funzionamento del personale, (salvo reati evidenti) egli deve coordinare, controllare, prevenire, formare, convincere, sanzionare ed infine denunciare. Ho affrontato di petto queste problematiche, ma la scarsa percezione del pericolo mista ad una sorta di indisponibilità a condurre sino in fondo la battaglia contro gli “orticelli”, sono state tra le principali cause che mi hanno indotto a dimettermi da assessore dopo poche settimane. 3) Nel rapporto tra causa ed effetto, le firme di 7 consiglieri (che seguono i voti contrari al bilancio di 13 consiglieri) sono un grave fatto politico in sé. Ma sono anche la conseguenza della ostinazione (e degli errori di manovra) con la quale Mastrovito ha tentato di trascinare sino all’ultimo, una esperienza ormai giunta al capolinea e che, se prorogata ancora per due anni, avrebbe portato a sicura sconfitta il centro sinistra. Spero, con queste brevi considerazioni di aver pagato il pegno alla dogana della chiarezza e della coerenza. Ma questo è il momento di guardare avanti: e di costruire un percorso senza veti, senza riserve e senza retropensieri. Il tema dato è cosa fare per la città e come farlo. Con chi farlo, elettoralmente parlando, è più difficile: Giovanni XXIII, però, guardava alla destinazione, non alla provenienza… Con quella lettera, ho chiesto solo di fare uno sforzo per trovare soluzioni, sinergie e slanci necessari, senza pregiudizi, senza retorica e senza luoghi comuni. Ciao.
Gent.mo Sig. Covella,
in merito al suo articolo pubblicato su Gioia Oggi, vorrei cogliere l’opportunità per progerLe due osservazioni.
Nell’articolo c’è scritto:
“Non avendo interessi personali, ho pensato che il rapporto di collaborazione che ho con l’assessore Loizzo, poteva tornare utile alla città, nel suo rapporto col Governo regionale. Cosa che puntualmente si è verificata in poche settimane e su questioni importanti per Gioia del Colle: dalla sanità, alla viabilità, all’ambiente, ai trasporti.
I 3 milioni di euro del Cipe per l’allargamento della SS 100 a sud dell’aeroporto (poi confluiti nei finanziamenti Governativi) si debbono forse ad un miracolo di Padre Pio?
E i 6.3 milioni di euro per la costruzione del nuovo ponte ferroviario e la riparazione dei sottopassi, pensate che siano piovuto dal Gioco del lotto?
E un posto in prima fila nella prossima programmazione dei Fondi Europei per progetti importanti per la città, per caso si doveva acquistare dal fruttivendolo?
…con quei fondi, proprio grazie a Mario Loizzo, Gioia potrà ottenere un’opera sotrica, unica dopo 60 anni, quale sarà il nuovo ponte di via Lagomagno”
Qui, innanzitutto si evidenzia come milioni e milioni di euro vengano erogati grazie ad un’amicizia….poi si evidenzia che se non ci fosse stato Lei e la Sua amicizia con Loizzo, Gioia con il Governo Regionale non avrebbe ottenuto nulla. E Povia? A che serve averlo in Regione (nonchè alla provincia)? Poi si fa riferimento anche all’Europa…e Lavarra? A che serve averlo come eurodeputato?
Insomma due elementi molto pesanti: il primo, sinceramente anche un po’ avvilente, su come siamo riusciti ad aver dei soldi (un modus operandi all’italiana di cui, evidentemente, ce ne fregiamo) e il secondo, un chiaro j’accuse di inutilità nei confronti di due autorevoli rappresentanti della nostra comunità all'interno degli organi istituzionali citati (Regione e Parlamento Europeo). Ovviamente potrei sbagliarmi nell’interpretazione, ma mi piacerebbe avere una Sua risposta.
Circa l’alegalità, che ha brillantemente spiegato su Gioia Oggi c’è però un mio dubbio personale quando dice:
“Ma c’è un altro aspetto che mi ha indotto a scappare da quella palude: la totale indifferenza di fronte alla diffusa alegalità che si percepisce in alcuni settori della vita cittadina, dal commercio all’edilizia, dall’urbanistica alla viabilità, causata essenzialmente dalla inerzia e dalla indolenza che regnano in alcuni uffici del Palazzo e che oltre a procurare danni economici al Comune, comportano disservizi ai cittadini e figurace per il sindaco e per la coalizione.”
Qui si menziona chiaramente la presenza di "storture" all’interno degli uffici comunali e per di più in settori molto delicati (edilizia, commercio, sanità, urbanistica…). Si menzionano danni economici e disservizi ai cittadini. Se "un amministratore non può vivere sulla caserma dei Carabinieri"…dobbiamo forse ambire al contrario? Cosa dobbiamo fare per risolvere questo problema? Lei è "scappato dalla palude"…ma si ripropone…scapperanno anche gli altri o finiremo tutti sommersi? Quali azioni si devono svolgere? Io non vorrei andare a votare senza che questi problemi gravissimi non abbiano trovato una possibile soluzione.
Cordialmente,
Marco Losavio
Trovo io avvilente e persino un po’ spiritoso, il modo retorico e tendenzioso con il quale lei ha sollevato il problema di quei finanziamenti. Se la botta è a Povia e a Lavarra, La prego, si rivolga direttamente a loro: si sbrigherà molto prima.. Quando si programmano interventi finanziari, specie in materia di infrastrutture, esistono priorità, compatibilità, urgenze che un uomo di governo o un semplice amministratore, ha il dovere di far valere sulla base di una serie di indicatori, e tra questi la qualità e la congruità delle indicazioni che gli pervengono. E se tra questi indicatori vi sono anche le sollecitazioni di persone legate al territorio e al suo sviluppo, che promuovono, senza essere lobbisti (per non dire altro…), gli interessi della propria città, tanto meglio. Il finanziamento relativo alla SS 100, ha dietro di sé una storia fatta di partecipazione popolare del Comitato per la messa in sicurezza della SS 100 guidato da Giorgio Gasparre che è bene Lei vada a rileggere nella cronaca cittadina degli ultimi anni. L’esigenza poi di riqualificare il nodo ferroviario di Gioia, non nasce dall’antica amicizia tra Covella e Loizzo, ma dalle impellenti necessità di agevolare i lavori di completamento della Bari-Taranto e dalle pressanti esigenze della città come è stato dimostrato in occasione della chiusura del passaggio a livello nel luglio scorso. La domanda è: si tratta di false opere? Inutili? Clientelari? Demagogiche? Loizzo deve scusarsi per aver osato risolvere due problemi essenziali per questa città? Me lo faccia sapere: utilizzerò la mia amicizia per farglielo capire…. In ogni caso, se proprio dovesse interessarLa, la informo che io ho dato il mio piccolo contributo sia a quel Comitato, sia alle politiche dei trasporti in qualità di segretario regionale della Filt Cgil per tanti anni…Quanto alla famigerata questione della alegalità, cerchiamo di uscire dal dibattito filologico ed evitiamo di macerarci le meningi di fronte ad un problema che incomincia ad avere il sapore della beffa. La alegalità che riguarda gli atteggiamenti nella pubblica amministrazione, che è l’anticamera della illegalità, va prevenuta tramite una politica del personale fatta di controlli, di sana impostazione che tenda a valorizzare le risorse, che premi le qualità professionali, che consenta periodicamente la rotazione degli incarichi, che elimini la concentrazione del potere in poche mani, ecc. Tanto per essere più chiaro, nelle poche settimane in cui ho avuto la possibilità di fare l’assessore, su questo tema, mi sono speso con proposte concrete: 1) Il monitoraggo della attività del Comando della Polizia Municipale, la cui drammatica inadeguatezza, è alla base della mancanza dei controlli che attengono alla vivibilità cittadina e alla legalità nei settori che ho indicato (Commercio, urbanistica, traffico, lavori pubblici, sicurezza ecc. ecc.); 2) l’immediata revoca delle attribuzioni di Direttore Generale al Segretario generale del Comune, perché tale delicata funzione va assolta con maggior impegno per avere il pieno controllo e il coordinamento delle attività burocratiche e amministrative del Comune; 3) la rotazione di alcuni incarichi anche apicali, per svecchiare sonnolenze e inefficienze ben individuate; 4) la ripresa di una sana concertazione con le OO.SS. che hanno il diritto di reclamare le loro spettanze ma anche il dovere di essere attenti alla qualità dei servizi offerti alla cittadinanza; 5) il superamento di alcune Sezioni autonome che sono alla base delle disfunzioni operative su aspetti importanti della attività del Comune; 6) il potenziamento di alcuni Uffici, in primis dell’Ufficio Tecnico, dove si annidano le principali criticità che espongono il Comune e i cittadini a situazioni conflittuali spesso dolorose per la cittadinanza e per le casse del Comune. Purtroppo, come ho già ricordato all’amico Rocco, “ …la scarsa percezione del pericolo mista ad una sorta di indisponibilità a condurre sino in fondo la battaglia contro gli “orticelli”… “ non hanno avviato la soluzione dei problemi. Se anche lei, fingendo di non capire queste motivazioni, inclina alla ironia e alla retorica, su questo problema aiuterà a far crescerà un sentimento di sfiducia nella cittadinanza: e la mala pianta della inefficienza (dalla quale sovente germogliano i frutti della alegalità), crescerà sempre più rigogliosa. P. S. : visto che il suo commento è riferito alla mia Lettera aperta, avrei preferito una Sua opinione su quel messaggio. Vedo però che l’abitudine di guardare il dito piuttosto che la Luna, è dura a morire.
Gent.mo Sig. Covella,
innanzitutto grazie per avermi risposto, anche se avrei preferito un tono più pacato…
Sull’ironia del mio commento, mah, mi potrei anche sentire lievemente offeso perchè io di ironia su questi argomenti non ne utilizzo, proprio per il rispetto che ho del ruolo che Lei ha ricoperto, mentre invece è stato proprio Lei a “ridicolizzare” certe azioni utilizzando l’ironia e chiamando in causa Padre Pio e il Gioco del Lotto…
Circa la “botta” a Povia e Lavarra, ho conferma che l’abbia data Lei e io mi sono soltanto limitato a constatarla dato che le “sollecitazioni” che Lei ha attivato, da cittadino, mi dice, sono valse di più dello sforzo dei rapprentati policiti locali.
Pensavo quindi, che l’avere un Consigliere Regionale e Provinciale, un Parlamentare Europeo ed un Sindaco tutti appartenenti alla stessa area politica fosse sufficiente a rappresentare le esigenze e tutelare i legittimi interessi del nostro territorio nelle sedi istituzionali preposte. E invece mi sono evidentemente sbagliato. Ne prendo atto…
Riguardo i 6 punti citati faccio i miei complimenti per l’idea perchè li condivido tutti e sarei anche pronto a sostenerli come cittadino. Purtroppo devo però constatare che Lei non è riuscito ad applicarne neanche mezzo. I motivi che adduce mi lasciano ancora una volta perplesso non sulla Sua buona fede (tanto è vero che si è addirittura dimesso), quanto sulla reale fattibilità di ciò che Lei ha tentato di attuare. Visto che non c’è riuscito la prima volta, cosa si dovrebbe fare per riuscirci un’eventuale seconda? Sa, alla fine, se Lei parla con l’ex Sindaco, con l’ex Assessore, con l’ex Consigliere…sono stati tutti bravi paladini ed eroi impossibilitati da qualcunaltro…i manifesti si sono sprecati…la verità, però, qual è?
E ora passo alla Sua “lettera aperta”. Vede, io non credo al “raduno” di coscienze legate da un’ideologia e personalmente non ho particolarmente a cuore un rinnovamento della Sinistra gioiese intrisa di contraddizioni e conflitti. Io ho a cuore “soltanto” un sano, onesto, rinnovamento della città, nelle persone e nel modo di operare. Se Lei sostiene che questo deve necessariamente passare attraverso la politica e i partiti allora mi permetta di credere che in pochi mesi ciò non sarà possibile e che la Luna che lei cerca di indicare io ho serie difficoltà a vederla…Lei ritiene che invece si può? Assumerà Lei il ruolo di ricompattatore di questa area politica?
Marco Losavio
p.s.
Circa la Sua conclusione, mi sembra inverosimile che io, con il mio commento, possa addirittura diventare fautore della sfiducia della cittadinanza e concausa della crescita della “mala pianta della inefficienza che genera come frutto l’alegalità“. Non scherziamo su questi aspetti perchè qui le responsabilità da parte di chi ha operato direttamente sono enormi e se ci guardiamo indietro le persone meritevoli e autorevoli purtroppo allontanate, “fatte fuori”, da questo sistema che Lei denuncia e dall’entrata in campo proprio dei partiti non sono affatto poche.
Gent. Sig. Covella,
le confesso che la sua lettera ha un po’ generato in me la voglia di credere ancora che nella nostra città si possa fare della politica con la P maiuscola se solo si riuscisse a concretizzare le sue riflessioni.
Ho voluto perciò approfondire la mia conoscenza sul suo recente impegno politico, attraverso la lettura delle sue dichiarazioni comparse sui quotidiani locali relative all’assunzione dell’incarico di assessore nella ultima giunta, ruolo che poi ha abbandonato ben presto e non ho ancora capito se per impegni di lavoro o per non affinità ambientali.
Le chiedo quindi come mai non ha avviato l’iniziativa che espone nella sua lettera, prima della sua ultima deludente esperienza politica, preferendo ad essa, l’incarico di assessore, sebbene consapevole di mettersi al servizio di una amministrazione ormai in “liquidazione”, che con le sue divisioni interne ha saputo distribuire una grande quantità di delusione in tutti i cittadini ed elettori ?
Lei, quindi, e mi corregga se sbaglio, invita i cittadini ad unirsi anche per condizionare i partiti del centro sinistra ad avviare una azione tesa ad eliminare i propri tradizionali difetti quali le divisioni interne?
Pensa che questo ruolo spetta ai cittadini perché i partiti da soli non sono capaci di eliminare le proprie correnti interne contrapposte come per esempio quelle che leggo sui giornali dei Poviani o dei Lavarriani e le destabilizzazioni generate dalle transumanze?
Grazie per l’attenzione
Pasquale
Caro Pasquale,
non disperi sul fatto che la buona politica possa tornare ad essere la regola. Non è proprio difficile come sembra. A patto che non si cerchi la perfezione: perché altrimenti si ricadrebbe nel fondamentalismo che è tipico delle utopie. Lei mi pone la questione del mio impegno in giunta: ho già diffusamente parlato sulla stampa locale delle ragioni che mi convinsero ad accettare l’invito del sindaco Mastrovito. Non mi sembra utile rimuginarle. Così come preferisco non dettagliare le ragioni che mi indussero a dimettermi pochi giorni dopo…Niente misteri, per carità: ma la personalizzazione nuoce alla buona politica…Rispondo invece più volentieri ad una domanda che ho ritrovato anche in altre obiezioni: “ E tu cosa hai fatto per rimuovere le criticità che hai denunciato?”. La domanda, quando è in buona fede, è perlomeno ingenerosa. Cosa si può fare in trenta giorni di attività se non capire, riflettere, denunciare, proporre? E’ quello che ho fatto. Ma “ …la scarsa percezione del pericolo mista ad una sorta di indisponibilità a condurre sino in fondo la battaglia contro gli “orticelli”… “ come ho risposto agli altri interlocutori, non hanno consentito di avviare i necessari provvedimenti. Non so cosa pagherei per conoscere le risposte a questa stessa domanda, da parte dei sindaci, consiglieri ed assessori che da decenni hanno troneggiano a Palazzo San Domenico…Quanto alla seconda parte della domanda, vorrei serenamente rassicurarla che la mia, non è una incursione in terre altrui. Resto convinto della utilità dei partiti: e siccome di fronte alle difficoltà della destra sento che per il centro sinistra il problema non è se vincere ma come vincere, ho rivolto un appello all’area politica e culturale, non solo di sinistra, alla quale mi sento legato (area, non partito) per invitarla a discutere sul modo come fronteggiare la (presunta) vittoria, partendo da una coraggiosa e autocritica lettura del passato. Tutto qui. Non so dirle cosa nascerà da questa riflessione: sento rumori di fondo che mi tranquillizzano, su una analisi che appare largamente condivisa. Ma sul piano pratico, sono poca cosa di fronte ai boatos che mi parlano di sciagurate alleanza trasversali. Ma forse siamo solo all’inizio. Aspettiamo ancora un po’…
La ringrazio per avermi scritto.