Nov 05 2007

29/10/2007 ORE 19.30 - E’ nata la speranza del cambiamento

Assemblea cittadina GIOIA Oggi per il domaniCostruire il futuro della nostra città partendo dal basso, dalla base, dalla gente, attraverso un progetto che coinvolga i cittadini e attui il cambiamento. Un cambiamento di persone, di idee, di metodo, di modo di fare politica, per trasformare quello che oggi appare solo un sogno utopistico e donchisciottesco in una speranza reale e fattibile: una Gioia del Colle rinnovata, vivibile, che sia dominio della legalità e non più dell'affarismo, dove la politica sia servizio e non clientelismo, dove i cittadini siano protagonisti e non impotenti spettatori.

È questo il sogno e il progetto del nostro giornale che è stato presentato alla città, presso il Cine Teatro Sacro Cuore, lunedì 29 ottobre scorso, nell'assemblea cittadina GIOIA Oggi per il domani, aperta a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della città, e che a giudicare dai tantissimi presenti devono essere davvero molti. Oltre 250 persone hanno affollato il Sacro Cuore (sala piena al piano inferiore, gente al piano superiore e anche in piedi), cittadini soprattutto, oltre che giornalisti, politici e addetti ai lavori per quello che è stato il primo incontro con la città e per la città dopo lo scioglimento del consiglio comunale e la fine dell'era Mastrovito.

Ad aprire la serata sul palco del Sacro Cuore il direttore di "GIOIA Oggi", dott. Filippo Donvito, che ha illustrato la proposta di cui il nostro giornale vuole farsi promotore, chiarendo innanzitutto l'intento della serata: non una dura e lunga requisitoria contro l'amministrazione uscente, ma un progetto che guardi al futuro. "Lo scioglimento anticipato del consiglio comunale - ha esordito il direttore del nostro giornale - e la nomina del commissario prefettizio sono infatti solo l'ultima manifestazione di una crisi della politica che a Gioia dura da molti anni, dopo la felice esperienza della prima giunta Povia. Sull'ex sindaco Mastrovito, sulla sua maggioranza, il mio giudizio negativo, fortemente negativo, è stato già espresso più volte sulle colonne di ‘GIOIA Oggi'. Su tutto quello che è accaduto, sulle reali motivazioni della rottura in maggioranza, ci saranno le sedi opportune nelle prossime settimane per ascoltare i protagonisti. Una cosa però mi sembra certa: non ci sono vittime e non ci sono eroi in questa resa dei conti. L'unica vittima è la città, ferita da tre anni di malgoverno ed umiliata dal commissariamento che, tuttavia, giudico, indipendentemente da come sia avvenuto, il male minore per Gioia del Colle". Ma proprio questi mesi che ci separano dalle prossime amministrative, devono essere il punto di partenza per costruire il volto nuovo della città e "un'occasione preziosa - ha continuato Filippo Donvito - per tentare di regalare a Gioia, ma più concretamente a noi stessi, la speranza di un cambiamento, non di facciata, non gattopardesco, ma questa volta vero. E realizzare il cambiamento vero, abbattere un sistema di potere consolidato fatto di favoritismi e di clientele, significa per prima cosa cambiare il modo o più esattamente il metodo con cui si fa politica. La gente comune è sfiduciata perché identifica in  coloro che gestiscono il potere, persone che usano la politica come strumento per i propri interessi personali e non al servizio della collettività. E giustamente crede che questo sistema sia così radicato da non poter essere estirpato. Noi vogliamo lanciare la speranza di un futuro diverso, ma il cambiamento sarà possibile solo se partirà dal basso, dalla gente e non se sarà imposto dall'alto, deciso nelle segrete stanze dove si riuniscono i soliti noti che si spartiscono la città. Dunque non vi presentiamo una lista o un progetto preconfezionato, ma un percorso da realizzare insieme". Di qui l'immagine scelta come simbolo del nuovo progetto: un terreno incolto, sabbioso o addirittura fangoso e due guanti, perchè "Nel deserto che viene lasciato in eredità, nel fango che le parti si continuano ancora a scagliare l'un l'altro quotidianamente, noi vogliamo ricostruire. E quei guanti indicano la nostra ferrea volontà di non sporcarci le mani". Parole d'ordine: legalità e interesse della città, due principi fondamentali per il progetto che "GIOIA Oggi" porterà avanti: "La legalità non significa legalità formale, quella cioè con cui si nascondono scelleratezze di ogni tipo e favoritismi. Per noi la legalità, oltre quella formale, deve essere soprattutto quella sostanziale, che significa tra l'altro garantire la parità tra i cittadini e non utilizzare il proprio potere per favorire gli amici e gli amici degli amici". A Gioia del Colle abbiamo un esempio straordinario di una persona che per la sua fede nella legalità ha anche perso la vita: l'ing. Donato Boscia. "Gli abbiamo dedicato una stradina, ma pochi e soprattutto pochissimi giovani lo conoscono. È dai valori in cui lui credeva che dobbiamo ripartire, da quei valori che non possono essere nascosti in  una stradina, ma devono essere patrimonio tutti. E per questi valori dobbiamo essere disposti a batterci, altrimenti non costruiremo mai una Gioia migliore". Strettamente legata alla legalità è la trasparenza degli atti amministrativi: "I cittadini - ha sottolineato ancora Filippo Donvito - devono potersi rendere conto di come e perché si arriva ad una decisione, devono poter comprendere le motivazioni ed i reali interessi che quella decisione persegue. Di qui il secondo principio, quello dell'interesse della città, ovvero l'interesse collettivo, quello dei  molti e non dei pochi. Certo anche gli interessi individuali meritano tutela, ma quando siano conformi all'interesse della città o quanto meno non siano in contrasto con esso. Purtroppo abbiamo visto invece troppi interessi individuali tutelati a danno di quelli della città…". Proprio per tutelare la legalità l'istituzione del difensore civico diventa una delle prime priorità da realizzare, anche perché consente di poter ricorrere ad un altro strumento prezioso per la partecipazione, ovvero il referendum cittadino: "La partecipazione dei cittadini infatti non può essere relegata al solo momento elettorale, ma deve essere cercata, voluta e garantita nei momenti più importanti della vita della città. Ascoltare la città è per noi non uno slogan elettorale, ma un momento irrinunciabile della nostra azione e del nostro impegno. I partiti non ascoltano i cittadini, altrimenti non farebbero tante scelte scellerate. Noi vogliamo farlo già nel momento della redazione del programma, incontrando le varie categorie della città e i cittadini in assemblee di quartiere. Perché vogliamo stilare un programma che rispecchi le aspettative e le richieste dei cittadini, le loro priorità. E dopo le elezioni vogliamo che i cittadini vengano ascoltati prima che le decisioni vengano prese, dopo spesso è troppo tardi [...]. Rispetto delle regole, legalità, trasparenza, ascolto della città, uguaglianza tra i cittadini: è questa la nostra visione etica della politica". Per essere portato avanti il progetto di cui "GIOIA Oggi" si fa promotore richiede che funzionino gli strumenti per realizzarlo: "E nel nostro caso questo strumento è l'apparato burocratico. E' indispensabile, prioritario, un piano strategico aziendale che coinvolga il personale del Comune, stroncando quelle connivenze tra potere politico e dipendenti, che impediscono ogni tentativo di rifondare la burocrazia comunale. Vi assicuro che ci sono tanti dipendenti che denunciano una situazione insostenibile all'interno del Comune che ne paralizza l'attività. E' contro questi feudi che noi dobbiamo combattere non contro i singoli dipendenti. E mi auguro che i sindacati vorranno collaborare in questa direzione, perché in alcuni casi anche qui ci sono altri piccoli feudi". Nel suo intervento Filippo Donvito ha anche enunciato le due direttrici irrinunciabili del progetto, la vivibilità della città e lo sviluppo economico. Nel tema della vivibilità rientrano problematiche come la sicurezza, i parcheggi, il piano traffico, il verde pubblico, il randagismo, e poi lo sport (con la proposta di una palestra in ogni quartiere), il tempo libero, la cultura e soprattutto una politica sociale che sappia dare risposte ai più deboli, ai giovani, agli anziani, ma anche al semplice padre di famiglia. "Al secondo posto collochiamo invece lo sviluppo economico della città, inteso non come occasione di arricchimento per pochi, ma come strumento al servizio dell'intera collettività e soprattutto dei giovani, costretti a cercare disperatamente un posto di lavoro. Ed allora la zona artigianale, la zona industriale, il piano commerciale e lo sviluppo del turismo costituiscono davvero il volano per rilanciare l'economia nel nostro paese. Solo che le aziende una certa classe politica contribuisce a farle allontanare, mentre l'impegno deve essere quello di favorirne l'insediamento, garantendo ricadute concrete sul territorio. E questo può farlo solo una classe dirigente che non abbia legami e patti di sangue con certe lobby cittadine. E lo stesso vale per il PUG, perché altrimenti ancora una volta si asseconderanno gli interessi dei potenti e dei loro amici e si mortificheranno le giuste aspettative di chi non ha Santi in paradiso…".  Il direttore di GIOIA Oggi ha inoltre aggiunto che "Noi non faremo promesse individuali, non prometteremo assessorati, posti o favori, ma solo la possibilità di essere protagonisti di un progetto per costruire un futuro migliore nella città in cui viviamo ogni giorno. Se, come riteniamo, ci saranno tante altre persone come noi che credono in questo progetto, daremo vita ad una o più liste civiche. Noi non busseremo alla porta di nessuno, ma siamo disposti a confrontarci con tutti coloro che condivideranno il nostro percorso. Ma sia chiaro non siamo sul mercato, non offriteci posti o potere, non siamo in vendita. Per quanto riguarda la nostra collocazione, un progetto di cambiamento non può essere condizionato da pregiudizi ideologici, perché il bene della città non può appartenere ad una ideologia, non è né di destra nè di sinistra, per cui si può lavorare insieme, mantenendo la propria identità. Questo non significa trasversalismo, ma superamento di schemi che a livello comunale non hanno molto senso e che spesso sono soltanto alibi. Aggiungo comunque che le liste civiche non debbano avere una vita troppo lunga, perché sono solo la risposta ad un deficit di democrazia che si ha quando i partiti non riescono a svolgere correttamente il loro ruolo. Quindi una volta che queste liste hanno dato un contributo alla nascita di una nuova classe dirigente, devono prima o poi confluire all'interno dei partiti. In questo momento, tuttavia, solo un movimento civico, che non sia un'operazione strumentale ma che nasca dalla gente, può regalare una speranza di cambiamento. E solo uomini credibili, che non hanno interessi personali da tutelare, possono essere garanti di questo progetto".

A conclusione dell'intervento di Donvito sul palco al suo fianco sono salite due cittadine, tra le prime ad aderire a questo progetto: la dott.ssa Paola Sorrentino e la dott.ssa Marica Laudadio. La prima, presidente dell'Associazione Musicale "D.Lobefero", docente di musica e collaboratrice del nostro giornale, ha sottolineato la necessità di un cambiamento che parta dalla cultura "ad ampio raggio" e che arrivi fino al sommerso, come ad esempio gli extracomunitari: "Per creare un'immagine decente di Gioia del Colle, perchè è squallido girare per le vie della città e vedere disservizi a tutti i livelli. Ma per fare questo occorre una collaborazione effettiva di tutti. Il nostro obiettivo è incentivare la partecipazione dal basso, dalla base, dobbiamo tirare fuori le unghie per costruire il domani della nostra città e perchè i cittadini non siano più considerati come sudditi, come successo in questi anni, e interloquire con l'amministrazione sia un diritto non un favore personale". La dott.ssa Marica Laudadio, 25 anni, laureata in lettere e attualmente studentessa in Filologia Moderna, ha invece lanciato "un urlo di disapprovazione" contro una società che nelle parole dice di puntare sui giovani, ma nella realtà li relega ai margini sbarrando loro le strade. Emblematico l'episodio raccontato dalla giovane a testimonianza del suo intervento: "Qualche giorno fa mi sono recata al Comune per iscrivermi alle liste dei presidenti di seggio e quando ho chiesto quali fossero i criteri di scelta mi è stato risposto da una dipendente: ‘ma come non lo sai che ci vuole la raccomandazione?".

Subito dopo spazio all'intervento dei cittadini. Tra questi ad esempio quello della sig.ra Francesca Surico che ha sollevato un problema sociale di grossa portata: la carenza di strutture per disabili e la presenza di tante barriere architettoniche, come ad esempio la mancanza di rampe o di ascensori alla stazione ferroviaria di Gioia che la costringono a prendere in braccio, suo marito, costretto sulla sedie a rotelle, per raggiungere i binari. Significativo poi l'intervento di Dana, una signora rumena, da tempo residente a Gioia, che ha mostrato la sua volontà di impegnarsi per migliorare la città che l'ha adottata e per far sì che anche le badanti possano lavorare onestamente e alla luce del sole. Da sottolineare inoltre le considerazioni del dr. Bruno Grandelis ("I partiti parlano bene, ma non sono credibili nei fatti. Le coalizioni possono servire a vincere, ma non a governare. Per questo ritengo che una carta vincente possa essere una grande lista civica con molte donne che non si allei con nessuno"), del dr. Tommaso Donvito, che ha lodato l'iniziativa del nostro giornale e ha aggiunto: "Non c'è corruzione se non c'è concussione, cambiamo il modo di fare politica[...] la città deve riprendere in mano il suo destino") di Tonia Scarnera, che ha sollevato il problema del cimitero, della sporcizia di via Roma, affermando di avere tanta rabbia dentro per lo stato in cui versa la città  e dando un consiglio ai poltitici: "Con tutti i soldi che spenderete per essere eletti, create delle strutture per Gioia, almeno in questo modo tutte le vostre promesse non resteranno scritte come al solito sulla sabbia".  Altri interventi quelli dei cittadini Damiano Gatti, Carmine Catucci, Sebastiano Tangorre (tra i fondatori del portale Gioiadelcolle.info), Francesco Grassi e i giornalisti Donato Stoppini ("Un plauso per l'impegno e l'organizzazione dell'iniziativa, anche se ho l'impressione che noi gioiesi non siamo ancora pronti, e se non ci diamo una mossa potranno anche cambiare le facce e i nomi ma le lobby sopravvivranno") e Massimo L'Abbate ("Gioia del Colle non è Bagdad, quindi non dobbiamo essere troppo pessimisti, ma dobbiamo impegnarsi per far valere i nostri diritti di cittadini, ricordando che abbiamo anche dei doveri"). Tra i politici invece tantissimi gli interventi, molti dei quali critici nei confronti delle liste civiche, come il dr. Enzo Martinelli ("Il futuro di gioia non si costruisce con le liste civiche. I giovani? Se vogliono fare politica devono imparare prima a farla frequentando i partiti") e il dr. Pasquale De Leonardis ("La nascita delle liste civiche è la morte della politica, perchè la politica va fatta all'interno dei partiti. Solo se questa città non si frammenterà verrà fuori una classe dirigente in grado di amministrarla"). Tra gli altri intervenuti anche il dr. Federico Antonicelli, il prof. Giorgio Gasparre che in risposta alla considerazione di Enzo Martinelli sui giovani ha sottolineato: "Dove l'apprendono i giovani l'arte della politica? Noi non gliel'abbiamo insegnata perchè avevamo paura che le loro intelligenze ci rubassero il posto [...]Quello che dobbiamo recuperare a Gioia è un principio che abbiamo consumato: il principio della qualità della vita, dell'essere cittadini di questo paese; l'on. Pinuccio Gallo che a proposito delle prossime amministrative ha detto: "La partita si giocherà sulla progettualità e sulla capacità di aggregazione. Gioia credo debba vivere una fase di alternanza dopo 15 anni di regime"; l'avv. Filippo Castellaneta: "Questa città non è Bagdad, ma non è nemmeno un modello. Iniziative come quelle di Filippo Donvito che è riuscito a coinvolgere così tante persone devono spingere le due coalizioni a migliorarsi e a scegliere candidati credibili e soprattutto a presentare un programma che nasca da un confronto con la città. Se il progetto di ‘GIOIAOggi' riuscisse a fare da pungolo ai partiti sarebbe già a meta dell'opera"; Sergio Povia: "L'idea che si costruisca un percorso nuovo è un segno di grande civiltà". Altri interventi quelli di Carlo Resta, Tonino Vasco, Pinuccio Eramo, l'ing. Mauro Mastrovito.

In conclusione breve replica di Paola Sorrentino, Marica Laudadio e Filippo Donvito che nella consapevolezza di un primo importante obiettivo raggiunto, cioè una partecipazione numerosissima della città, è tornato all'immagine emblema del progetto, il terreno fangoso e i guanti, per sottolineare che questi ultimi rappresentano metaforicamente "un guanto di sfida al sistema di potere che governa questa città e a quei partiti, di qualunque collocazione, che non hanno a cuore l'interesse della gente. E' una sfida che non lanciamo con l'arroganza che caratterizza i protagonisti della vecchia politica, ma con umiltà ed al tempo stesso orgoglio. L'orgoglio di chi non vuole lasciare la propria città alla mercé degli interessi di pochi, ma vuole far nascere la speranza di un futuro migliore. Il nostro sogno, il vostro sogno è una città diversa: insieme possiamo realizzarlo".

Patrizia Nettis

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