Ott 13 2007

Donna con il velo

donna musulmanaNon c'è dubbio che la donna musulmana abbia uno stile di vita particolare che la rende differente da donne di altra appartenenze. E' uno stile che si ispira alla religione islamica e alla cultura araba le cui caratteristiche si manifestano nell'abbigliamento, nel comportamento e nel modo di pensare. Il suo velo in testa corrisponde all'appello religioso, segue la tradizione del paese di origine e il gusto individuale della donna stessa. E' un modo di vestire elegante ma che non passa mai inosservato perché fuori dal comune. Come moglie e come mamma, la donna musulmana è tenuta a tramandare la cultura e le tradizioni del paese di origine. Deve fare risaltare l'aspetto religioso e culinario nelle celebrazioni delle feste tipiche, così da creare un'atmosfera che porta tutti i membri della famiglia in un viaggio meraviglioso nella propria terra. Come tutte le mamme, l'educazione dei figli sembra essere la sua missione più difficile; si tratta di dare l'educazione giusta basata sui principi religiosi e culturali del paese di origine conciliandoli, però, con quelli della società accogliente: è un'opera che richiede un grande senso di analisi e massima agilità nello scegliere i lati positivi della cultura straniera.
Ma ciò implica che la donna musulmana, portatrice di tale diversità, incontra più difficoltà nel processo di integrazione nella società occidentale?
La società occidentale non nega a nessuno i propri diritti (almeno quella italiana); vi è tanta comprensione e tanto rispetto ma è talmente diversa da spingere la donna araba comunque a chiedersi spontaneamente: perché mi ritrovo qui?. La risposta con la quale si  consola è: per motivi validi.
E' una consolazione che, però, non le permette di fare un passo indietro.
Vuol dire, quindi, che la presenza della donna musulmana in occidente rende la sua vita complessa e difficile?
Dire che sia una vita complessa sarebbe esagerato, ma è certamente piena di difficoltà. Queste si possono superare se la donna in questione ha la libertà di muoversi per integrarsi nella nuova società, se ha l'abilità e la capacità di comunicare e relazionarsi con i nativi e, infine, se possiede l'arte di amare e rispettare per essere reciprocamente amata e rispettata.

Faridi Hafida

1 Commento per “Donna con il velo”

  1. Vernia Andreaon 15 Ott 2007 at 13:07

    Certo che io non sono un rivoluzionario in queste faccende, però essendo stato 23 anni rappresentanti degli stranieri qui nella mia regione ( Renania palatinata) posso dirne qualcosa. Per primo io devo dire quello che penso in base alla mia cultura generale (ho letto anche il corano in tedesco) non trovo e non ho mai trovato uno stralcio in qualsiasi testo religioso che impedisca la vista pura del viso di qualsiasi persona verso il loro Dio, che Essi sia Allah, Muhamed, Abraham, Budda e tanti altri. raccogliersi i capelli in un fazzoletto non è male, anzi a volte porta vantaggi, specie quando i capelli sono in ordine. Ma farne una domanda religiosa è una bugia che non trova fondo in nulla di religioso. Specie se poi in Turchia stesso coprirsi il capo è vietato per legge, anche sé la nuova First Lady turca lo porta in faccia a tutte le leggi in vigore. Io che sono un democratico assoluto, non posso vietare qualsiasi cosa che fà parte di una tradizione, ma non accetto in assoluto essere preso per i fondelli da fanatici e corrotti religiosi. La libertà della donna non deve avere più ostacoli, e questo si vede nel frattempo in Afghanistan, dove ci sono oltre 30.000 ragazze agli studi universitari che fino a 5 anni fà erano impensabili. Ognuno può fare quello che gli pare, ma solo a casa sua. Quando si emigra ( io sono emigrato 43 anni fa) si deve accettare le nuove condizioni d´integrazione, per far si che il popolo ospitante non debba sempre scontrarsi con le proprie esigenze. Chi viene per lavorare deve anche accettare le nostre realtà, come faccio io ogni volta che per lavoro o per cultura viaggio nelle nazioni asiatiche. Mi documento prima, e se poi sono convinto mi adegua oppure non ci vado. Questo è quello che vale, accettarsi ed essere accettati non è una cosa facile, ma dare la colpa alla propria religione e una vigliaccata che deve smettere, perché nessun Dio vieterebbe lo sguardo puro e pulito verso se stesso. La colpa di queste cretinate sulle religioni è da cercarsi dai Mullah, Emiri e tante atre persone di potere che vietano questo disturbando i loro libri religiosi fin li purissimi in tutto. Per loro però non vale altrettando, potendo tenere fino a centinaia di donne, e farle sfilare nude la sera tra le loro stanze finché non viene fatta una scelta per la notte. Donne che credete nel vostro Dio, alzatevi e combattete l´ingnoranza dell´uomo che abusa in queste cose. Per qualsiasi Dio noi siamo tutti uguali, perciò svegliatevi e solo una presa in giro da centinaia di anni. La forza del vostro Signore sia con voi e la vostra intelligenza. A. Vernia dalla Germania

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