Cannabis: Come perdere la testa, e a volte la vita

Recta Civitas (www.rectacivitas.org), l'Associazione di cultura e politica liberal-popolare organizza Sabato 6 Ottobre 2007, alle ore 17:30 presso il Teatro Sacro Cuore di Gioia del Colle una pubblica conferenza sul tema "Cannabis: Come perdere la testa, e a volte la vita, Educazione culturale contro la mistica positiva dello spinello".   Interveranno:
Antonello Vanni, Docente di [...]

Cannabis: Come perdere la testa, e a volte la vitaRecta Civitas (www.rectacivitas.org), l'Associazione di cultura e politica liberal-popolare organizza Sabato 6 Ottobre 2007, alle ore 17:30 presso il Teatro Sacro Cuore di Gioia del Colle una pubblica conferenza sul tema "Cannabis: Come perdere la testa, e a volte la vita, Educazione culturale contro la mistica positiva dello spinello".
 
Interveranno:

Antonello Vanni, Docente di Lettere co-autore del libro Cannabis. Come perdere la testa, e a volte la vita, insieme a Claudio Risè;
Michele Lamparelli, Responsabile del SERT di Gioia del Colle;
Maria Silvia D'Antona, Psicologa specialista in Psicoterapia familiare e sistemico relazionale;
On. Carlo Giovanardi, Presidente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera dei Deputati. Claudio Risé, psicologo e psicoanalista, ha scritto un libro per rompere il muro d'omertà che, soprattutto in Italia, copre i danni devastanti della cannabis. Si intitola Cannabis, come perdere la testa e a volte la vita, edizioni San Paolo.Mentre in altri Paesi d'Europa e del mondo, a cominciare dall'Inghilterra e dagli Stati Uniti, assistiamo a un deciso cambio di rotta, dopo che dieci anni di ricerche scientifiche hanno dimostrato i danni irreparabili provocati dalla cannabis, in Italia, inspiegabilmente, la politica e le istituzioni continuano a non fare grandi ed esplicite campagne sui pericoli ormai riconosciuti legati all'uso della cannabis.

Oltre al dato incontestabile sul principio attivo, il tetracannabinolo, presente nella cannabis, che in pochi anni è passato dal 2 al 20 per cento, la ricerca scientifica, legata allo sviluppo delle neuroscienze, ha stabilito in modo preciso tutti gli effetti della cannabis sulle diverse parti del cervello e sul funzionamento complessivo dell'organismo.
Dalla disfunzione della memoria breve alla caduta dei freni inibitori fino allo sviluppo di quelle sindromi abuliche che rendono incapaci di organizzare la propria vita su obiettivi precisi e alla disorganizzazione motoria, che è ovviamente una delle cause principali delle stragi del sabato sera.

Ulteriore elemento di preoccupazione è dato non solo dalla stessa classificazione della cannabis come droga leggera in quanto tale, ma soprattutto dalla disinformazione che un certo mondo dello spettacolo e della cultura continua a fare, rappresentando la cannabis come droga della pace, dell'allegria, come droga che non fa male.

L'unico rimedio è senz'altro una maggiore e più chiara informazione sull'argomento, unita ad una importante campagna di comunicazione, come quella promossa recentemente sull'alcool e sui rischi collegati alla guida in stato di ebbrezza.

Sul tema interverrà l'on.Carlo Giovanardi, promotore della legge Fini-Giovanardi del febbraio 2006 che si prefiggeva, tra le altre cose, di abbattere la barriera di distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere e che aumentava e rendeva più rigide le sanzioni per gli spacciatori.

Il dibattito si avvarrà anche del prezioso intervento di psicologi e di responsabili SERT, ogni giorno in prima linea nel sostenere persone che consumano cannabis, ogni giorno in prima linea nel monitoraggio delle problematiche e degli effetti sempre più devastanti che la cannabis produce sull'organismo e sulla vita sociale dei soggetti coinvolti.

RECTA CIVITAS – Segretario regionale Puglia

Dr.Antonio Montenegro

www.rectacivitas.org

080.3441382-347.3053113

Dati bibliografici:

Data pubblic. Maggio 2007
Edizioni San Paolo
Cinisello Balsamo (MI) 2007, 1 ed.
220 pagine – formato 12,5×20
brossurato – foto colore
ISBN 9788821559242  

 

5 ottobre 2007

  • Scuola di Politica

Commenti

19 Commenti per “Cannabis: Come perdere la testa, e a volte la vita”
  1. avatar paolo scrive:

    …uh che bello…i ragazzi non si drogano più.Bravi Bravi!

  2. avatar Tommaso Donvito scrive:

    Invece di fare commenti del genere, ambigui ed insulsi, perchè non chiarisci a tutti la tua opinione sulla questione della droga ? e magari avanzi delle proposte , se ne hai….

  3. avatar Donato Stoppini scrive:

    Sicuramente quello di Paolo era stato intervento ironico tipico di chi non crede che questa "piaga" sociale potrà mai essere debellata. Probabilmente non ha neanche partecipato alla conferenza, perchè se l'avvesse fatto sicuramente avrebbe avuto tutt'altro atteggiamento. Ma anche così va bene. Evidentemente conosce molto bene il mondo dei giovani, con i suoi tanti pregi e "difetti". Ciò che a noi, i così chiamati "adulti", manca per poterli aiutare o capirli. Donato Stoppini

  4. avatar paolo scrive:

    se le proposte sono fare speculazioni sui giovani e su questo problema non ne ho!Come non ne hai tu caro Tommaso che dall'alto dei cieli rispondi..e non ne ha nessuno!!non accetto chi propone questi temi in modo strumentale alla politica ed ai numeri di consensi che cerca..( ne da destra e ne da sinistra).Allora a questo non ci sto !!per questo sono stato provocatorio.Al convegno non ci son stato ma sono certo che a parte le tante cose credibili e vere (usate sempre come esca) si son fatte delle speculazioni politiche ed anche ricerca di consenti per qualche lista o listino da usare come arma di ricatto elettorale.A riguardo del tema cannabis penso che sia sensaltro utile informare tutti sui danni e le conseguenze ma questo slogan usato come sottotitolo la dice lunga sulla faziosità. (lo riporto):"Cannabis: Come perdere la testa, e a volte la vita, Educazione culturale contro la mistica positiva dello spinello". I giovani non hanno bisogno di chi si ricorda di loro solo quando c'è da fare speculazioni politiche o no?…ok? soluzioni da manuale a temi così complessi non ce ne sono,..la soluzione sta che i giovani vogliono vedere gente con i co…… sotto..dimentichiamo facilmente che il male di questo momento storico è la precarietà di tutto!!..la paura…ma su questi bisogni si continua a speculare!!Se i giovani vedessero gli adulti più credibili prima o poi gli ascolterebbero o quantomeno terrebbero presente loro come esempio. In cosa deve credere un giovane quando vede che viene superato da un idota asino che si è fatto raccomandare per entrare a studiare alla facoltà di medicina?Allora a parte le provocazioni ,che a volte servono da stimolo, penso che i problemi vanno affrontati ed esaminati sotto una luce più ampia che tenga presente dei molteplici fattori che concorrono tra loro perchè di educatori e di propaganda ce n'è molta a buon prezzo!!Io credo solo nelle persone e non nelle istituzioni perchè mi è bastato assistere una sola volta in un SERT ad una scena dove un semplice assistente addetto ha dovuto fronteggiare situazioni delicatissime non supportato da un'organizzazione o da mezzi adeguati…tutto il mio rispetto va sempre a loro e non a chi fa propaganda. Voglio concludere dicendo che questo portale è il primo vero mezzo democratico al livello locale nella storia di questo paese e spero lo usi sempre più gente possibile per esprimersi e difendersi dalle imposizioni della carta stampata…solo stampata e sempre Carta. Un affettuoso saluto a Tommaso e a Donato che ringrazio per il servizio che rendono da sempre a questo posto..l'importante è che non parliamo solo tra noi..Ciao

  5. avatar antonio scrive:

    il problema non penso possa essere semplicemente: tanto cosa volete risolvere! Intanto si può provare a cambiare le regole del gioco, proprio facendo informazione, e chissà se un giorno si potrà arrivare a lanciare un univoco messaggio di disapprovazione sociale nei confronti di chi produce e commercia droga, poi parliamone del giudizio da dare a chi ne fa uso! io sono uno degli organizzatori del convegno di sabato sera, e sono orgoglioso del lavoro svolto, ma ancora di più sono felice del fatto che già qualcuno ci ha proposto di farne altri sullo stesso tema, magari nelle scuole. Aspetto commenti e critiche al nostro modo di essere e di pensare, ma spero che il dialogo possa svilupparsi in positivo e propositivamente. Ciao a tutti.

  6. avatar Donato Stoppini scrive:

    Sono contento di non essermi sbagliato sul conto di Paolo che credo sia più sensibile di quanto voglia far sembrare. In più credo abbia tanta voglia di fare oltre che di dire o di scrivere ma evidentemente "stenta" a trovare le condizioni ideali per poterlo fare. Quindi ben vengano i suoi suggerimenti, le sue ironie, i suoi sfoghi, se sono seguiti da commenti propositi come quelli fatti su questo tema. Leggendo i precedenti commenti penso che la "soluzione" sia nascosta in entrambe le posizioni, l'importante è non essere troppo "integralisti" sulle proprie opinioni, in questi casi, anche se sarebbe meglio dire sempre, è necessario aprire la propria mente all'altrui "ragionamento". Solo così si potranno trovare soluzioni adeguate e condivise. Per quanto concerne la carta stampata posso solo aggiungere al commento di Paolo che, come tutti sanno, c'è carta e carta. Così come c'è blog e blog, politico e politico. E così via all'infinito. L'importante è distinguere gli "intrusi" (o i "fasulli"?) e metterli in condizione di non nuocere. Ciao a tutti e grazie per…. l'attenzione. Donato Stoppini

  7. avatar Tommaso Donvito scrive:

    Caro Paolo, grazie per ciò che hai scritto, e mi riferisco al tuo punto di vista sul problema. Al convegno ci sono andato e ho verificato che mancava qualcuno: mancavano i giovani, proprio loro di cui si parlava. Non era un un convegno politico, a parte la presenza di Giovanardi. Recta civitas è un'associazione politico-culturale non partitica. Voglio sottoporre a te e agli altri una mia idea. Ritengo che la droga potrebbe essere debellata attraverso la sua liberlizzazione. Vendita controllata e a prezzi bassi. Lo spaccio verrebbe annullato. Sarebbe possibile conoscere chi si droga e operare per il suo recupero. So che è una proposta molto forte , per alcuni non etica. Cosa ne pensate?

  8. avatar paolo scrive:

    Cari amici voi potete insegnarmi che è impossibile che non ci sia la politica…e Giovanardi certo non rinuncia al piatto ghiotto!!Non è un caso che lo stesso Stoppini che combatte da solo per idealismo e per un senso di senso civico (credo spassionatamente) viene solo linciato..è impossibile vivere senza politica ma è arrivato il momento che la politica riacquisti un po di credibilità!! Non è il momento di presentare Giovanardi a parlare di questi temi…i giovani sono diventati allergici..è inutile continuare a gridar loro nelle orecchie cose che forse sanno meglio di noi..e poi figuriamoci dette dai politici.. Io son daccordo con la liberalizzazione tanto che lo davo per scontato e mi scuso !!Vorrei fare una domanda ma non provocatoria, lo chiedo sul serio: come mai oggi i giovani sin da giovanissimi fanno abuso di alcolici?..eppure si è sempre venduto ovunque un tempo come ora..non sarà forse un segno che questa civiltà ha qualcosa di marcio e silente da curare prima ancora che parlare di canne?..e quel marcio viaggia proprio nell'incapacità degli adulti..?

  9. avatar antonio scrive:

    siamo alle solite! che palle questa gente che è brava solo a criticare! ma tu, che pensi che i ragazzi abbiano bisogno di gente con i co……, pensi che avere idee opposte a chi organizza un convegno, non possa parteciparvi, questo per te vuol dire avere i co……? Suvvia, è troppo facile lamentarsi e fare demagogia, ma poi quando c'è da tirarsi su le maniche e lavorare è proprio in quel momento che esce fuori il lato migliore (o peggiore) di tutti noi. Iio penso che nella nostra società ci sia una perfetta separazione tra chi ha voglia di fare (e poi qualcosa la fa) e chi, invece, ha solo voglia di lamentarsi ( ed alla fine trova sempre parole di sprezzo per tutti coloro che fanno qualcosa). Il mio invito, allora, è di parlare meno e fare di più, ed il gruppo di amici che ha già organizzato ad agosto un convegno per abbattere le barriere architettoniche e culturali che fanno sentire diversi i diversamente abili (ma perché non chiamarli semplicemente per nome di battesimo, dobbiamo per forza classificare la gente un po’ più sfortunata di noi?) , e che ha organizzato sabato un convegno per fare cultura contro l’abuso degli spinelli, e che ha in cantiere iniziative su temi sociali come “il bullismo nelle scuole” “le stragi del sabato sera”, “ lo sviluppo ambientale eco sostenibile” , bhè se questo per te significa strumentalizzare gli argomenti a scopi politici, allora per me le radici culturali italiane non hanno modo di mantenersi in vita. Come è pensabile portare avanti un progetto di socialità se poi alla prima occasione ti trovi davanti un perfetto distruttore di sogni che è pronto a buttarla in polemica, per giunta politica? Peccato…

  10. avatar paolo scrive:

    Volevo solo far notare che l'Italia si mantiene ,nel bene e nel male ,sulle proprie radici culturali ed ogni giorno avvengono miracoli grazie a chi non ha neanche il tempo di organizzare niente perché è già sul campo ad intervenire ogni istante e a sopperire a mancanze di strumenti. In fondo non si voleva giudicare la buona fede di chi opera e fa qualcosa come te Antonio,la nausea è nei confronti di chi ha la faccia tosta di speculare su tutte queste buone intenzioni che farebbe meglio a stare a casa! Io personalmente sono per la liberalizzazione della vendita della cannabis se vogliamo cambiare "le regole del gioco"…sarei per una raccolta di firme a riguardo. Se ci siete battete un colpo.( ma non ngul ammé) Un cordiale saluto

  11. avatar Francesco De Carlo scrive:

    Secondo il mio modesto parere, dai commenti di questo post stanno emergendo diversi aspetti, cerco di riassumerli: Paolo, secondo me, sta lanciando (come giovane), segnali d’aiuto; è deluso dalla politica (e come gli si può dar torto?), ma vuole che problemi come l’alcolismo giovanile e la droga siano realmente affrontati (con i fatti e non con chiacchiere e speculazioni). Antonio è un operatore (è tra gli organizzatori della conferenza) e, mi pare di capire, disponibile a fare informazione su questi problemi. Si parla di operatori del SERT volenterosi, ma armati solo della loro buona volontà. Abbiamo anche il medico e il giornalista. Il quadro che ne viene fuori è però desolante: da una parte c’è una richiesta d’aiuto e dall’altra solo la buona volontà. La situazione però è così grave che occorre davvero mobilitarsi. Sinceramente, come genitore, non so se è meglio depenalizzare le droghe leggere o vietarle del tutto; quello che so di certo e che bisogna colpire con pene severe chi traffica (con l’ergastolo) e non chi è solo vittima di questo sistema (i giovani). Nel frattempo che i nostri legislatori decidano (e strumentalizzino), diventa invece importante l’informazione e la discussione; e qui ci siamo quasi tutti. Ci sono Paolo e Antonio che dimostrano di conoscere il problema e possono parlarne dal punto di vista sociale; c’è il medico che può parlarne dal punto di vista sanitario (mi rivolgo anche agli altri medici), c’è il giornalista che può dare una mano a diffondere le iniziative e nel realizzare inchieste (ma l’invito è aperto anche alle altre testate locali), c’è il blog della comunità gioiese che può essere il tavolo di discussione, ci siamo tutti noi che siamo genitori e che vogliamo capire per aiutare i nostri figli. Risolvere un problema a livello mondiale mi sembra impossibile, ma cosa possiamo fare per aiutare i nostri ragazzi ? Possiamo per esempio partire a livello locale. Una ventina di anni fa si parlava qui a Gioia del Colle di circa 700 ragazzi schedati come tossicodipendenti (ma anche l’alcol è una tossicodipendenza); oggi quanti sono ? cosa succede nelle scuole gioiesi ? e nelle discoteche ? e nei punti di ritrovo dei giovani ? qual è il livello di assunzione di alcol e droga nella nostra città ? cosa viene fatto come prevenzione ? quali sono i compiti del SERT ? cosa fanno le comunità terapeutiche ? Quante domande e quante altre se ne possono fare. Vorrei lanciare una sfida pensando di interpretare anche il pensiero della Redazione del portale della comunità. Possiamo aprire una categoria dedicata alle problematiche giovanili, ma abbiamo bisogno di gente che sia competente nel trattare gli argomenti col fine stilare una serie di post intorno al quale sviluppare innanzitutto l’informazione dal punto di vista socio-sanitario, la discussione, le proposte. Sarebbe fondamentale avere il parere dei servizi sociali, socio-sanitari e delle comunità di recupero. Serve dare delle risposte a quelle domande che ho posto prima. Allora chiedo aiuto anch’io per quei ragazzi : pensate che per cominciare tutto questo si possa fare ? Vi ringrazio per l’attenzione !

  12. avatar Tommaso Donvito scrive:

    Ad ogni buon conto il problema è così grosso e complesso che da qualunque punto di vista lo si esamini si corre sempre il rischio di attirare critiche. E' chiaro che nessuno di noi è indenne da rischi e da colpe! E parlo adesso come genitore. Ed è chiaro che il problema della droga finisce per avere le sue radici sempre nella famiglia e nella crisi della stessa. Se i giovani di oggi si riversano nell'alcool e nella droga è anche perchè soffrono in famiglia. E' anche vero che è difficile per un politico parlare della droga e contro la droga: non sarà mai più credibile, visti gli ultimi episodi ( On. Mele e la cocaina ). E allora che fare? Lasciare andare tutto per conto suo ? Qualcosa si deve fare. L'informazione ? Andrebbe bene, ma nelle scuole non lasciano entrare nessuno. E poi si rischierebbe di non essere ascoltati dai giovani. Io ho provato ad andare nelle scuole medie superiori a parlare deglie effeti del fumo: non mi ascoltavano, erano interessati solo a scansare l'ora di lezione, e vi assicuro che mi sono sentito inutile. Al contrario vado da circa 10 anni nelle V elementari a parlare del fumo e non avete idea dell'interesse che ho suscitato nei bambini. Quindi penso che l'obiettivo principali siano le scuole elementari. Poi voglio dire una cosa. Contro la droga attualmente lo Stato cosa fa ? Ha messo su i SERT, con scarsissimo personale, dove tutt'al più ti danno ascolto e al massimo prescrivono il fatidico piano di metadone. Che in pratica non serve a nulla !!!!! E' stato un fallimento abominevole. Ha trasformato i dipendenti da eroina in dipendenti da metadone, che si sta rivelando dannosissimo. I centri di recupero: ne conoscete voi qualcuno gestito dal pubblico ? io no ! e se non vado errato quelli che esistono sono tutti ad ogni buon conto a pagamento. Quindi se hai i soldi puoi tentare di salvarti, se non ce li hai ….. Insomma, ho come l'impressione che se ne parla se ne parla ma che di fatti concreti niente. Come se dietro ci fosse un interesse occulto a non modificare la situazione in essere. Chissà chi gestisce il traffico e lo spaccio !!!

  13. avatar paolo scrive:

    Grazie Tommaso per aver fotografato ancora meglio la situazione.Voglio solo ripetere: benedetto questo portale !! Mi piace la proposta del sig.De Carlo di aprire uno spazio per le problematiche giovanili. Credo che la prima arma che possa servire a combattere tanti mali sia una informazione credibile fatta di questi confronti aperta a tutti,solo così possiamo arricchirci ed interagire. Questo per me rappresenta uno spazio vero dove la credibilità di quel che si dice prima o poi viene fuori.Tutto questo la carta stampata non lo permette(se non per far divertire il direttore e vendere copie)!!Infatti qui non si vedono tutti gli scrittori dei giornali ( Parrocchia..) loro non perdono tempo ,hanno da fare..stanno cambiando il mondo ( mo ngazzatv arret)

  14. avatar mauromastrovito scrive:

    Non ho soluzioni ad un problema più grande di noi, ma qualche idea ed una proposta di discussione vorrei lanciarla anche io. Credo che innanzitutto vada fatta chiarezza da parte dello Stato sulla legalità dell'uso della droga: se l'uso personale è lecito, va liberalizzata la vendita delle droghe, altrimenti va reso illegittimo anche l'uso personale. Altrimenti è evidente il segnale che ricevono i giovani: se posso usare la droga, dovrà pure comprarla da qualcuno, e se qualcuno può venderla, posso venderla anche io. Così si alimenta il mercato incontrollato ed incontrollabile del traffico di stupefacenti. Io sono per la seconda ipotesi: vietare l'uso, anche personale, della droga, ed applicare realmente le pene per gli spacciatori. La pena per l'uso personale, invece, non può certo essere quella detentiva, ma deve essere, a mio avviso, una compensazione di tipo sociale: ad esempio prestare per qualche giorno servizi di assistenza sociale o in campo ambientale (ce n'è davvero bisogno in tanti settori). Credo che ciò – senza finalità punitive, ma solo educative – consentirebbe a tanti, soprattutto giovani, di conoscere la società ed i suoi problemi, anche negli aspetti dai quali spesso scuole, famiglie e mass-media li tengono lontani, forse con l'intento di fornire loro una falsa protezione, ma di fatto impedengogli di crescere e di temprarsi con esperienze forti, a volte crude, che sono però il sale della vita.

  15. avatar Donato Stoppini scrive:

    Paolo, forse ti sembrerà strano ma, noi della redazione "la Piazza" di Gioia del Colle, abbiamo trattato questo argomento fin dal lontano 2001, e precisamente nel numero di Gennaio, con un "Dossier Droga" di due pagine. Un dossier completo anche di dati statistici riferiti alla realtà gioiese, con gli interventi dei responsabili del settore (il Dott. Michele Lamparelli e la Dott.ssa Dina Munno), oltre a quello di un diretto interessato e del nostro collaboratore Enzo Cuscito). Un lavoro che ci ha impegnato per giorni e che metteremmo volentieri a disposizione di tutti voi (sempre che la direzione lo voglia) da utilizzare come termine di paragone con quella che è la realta odierna, ma anche come dati storici per meglio capire l'evoluzione che c'è stata qui a Gioia del Colle di questo problema. Un impegno, quello di noi collaboratori del periodico "la Piazza", che spero possa servire a smentire, anche se parzialmente, i tuoi "tabù" sulla utilità della presenza della carta stampata. Noi scriviamo per "hobby", quindi non per professione, nè tantomeno per vendere qualche copia in più! Chi ci legge fin dal 2001 lo sa e ci apprezza per questo, anche se il "campanilismo" continua, purtroppo, ad imperare. Comunque sia, in attesa del "nullaosta" da parte della direzione di questo blog, alla pubblicazione di quanto sopra, ti saluto. Donato Stoppini

  16. avatar paolo scrive:

    Infatti la piazza è l'unico che si salva! Complimenti per il vostro operato fin ora Donato.

  17. avatar Donato Stoppini scrive:

    Un sincero grazie, anche a nome di tutta la redazione e di tutti i collaboratori. Donato Stoppini

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