Ago 01 2007
Passaggi a livello
Con la chiusura dei passaggi a livello, la città subisce un' altro brutto colpo alla convivenza. In un ventennio alla città sono state inflitte scelte compiute altrove: a Roma, dal Ministero dei Trasporti e dall'Azienda "R.F.I.".La prima "rottura" l'abbiamo avuta con la ex Statale N.100. Con il suo bagaglio di morti e con la formazione di un vero e proprio "ghetto urbano", di quartieri dormitorio. Nonostante lo spostamento della statale n.100, la "167" risulta sconnessa dal resto della città. Eppure la storia dello spostamento è emblematica. Effettuato dalla cittadinanza attiva, il famoso Comitato Statale 100, e non dalle Amministrazioni, ha rappresentato un esempio di come intervenire direttamente negli Atti delle decisioni pubbliche. La "connessione" della "167" non può essere affidata ai supermercati o ai centri commerciali, ma all'attività di agenzie culturali. La "167" è attualmente oggetto (e non soggetto) di interventi di Recupero Urbano (PRU), i quali prevedono tra l'altro la costruzione del centro polifunzionale di servizi alla persona. Non si conoscono gli atti esecutivi, eppure la spesa destinata è di 13 milioni di euro. Con la chiusura dei passaggi a livello, la città si spacca definitivamente. La separazione fisica tra chi abita verso l'autostrada e il resto della città, diventa irreversibile. Inoltre si consuma in maniera definitiva la rottura con il "cimitero". Italo Calvino nel suo "Le città invisibili"(1993) individua cinque città dei morti: Melania (V)- Adelma (VI)- Eusapia (VII)- Argia(VIII)- Laudonia (IX). Quest'ultima …"ha al suo fianco un'altra città i cui abitanti si chiamano con gli stessi nomi: è il cimitero…Laudonia dei morti comprende più città anche quella dei non nati..Più la Laudomia dei vivi s'affolla e si dilata, più cresce la distesa delle tombe fuori le mura…Nei pomeriggi di bel tempo la popolazione vivente rende visita ai morti e decifra i propri nomi sulle loro lastre di pietra: a somiglianza della città dei vivi questa comunica una storia di fatiche, arrabbiature, illusioni, sentimenti…La Laudonia dei vivi ha bisogno di cercare nella Laudonia dei morti la spiegazione di se stessa… Il nostro cimitero è già diventato spazio di raccolta di cadaveri, affidato al mercato delle varie agenzie, non è più luogo per comunicare la memoria. Negli USA i cimiteri sono ubicati nei giardini pubblici nel centro cittadino. Ogni quartiere ha il suo cimitero. Si passeggia nel cimitero. Da noi è una realtà separata, senza più vie di comunicazione diretta con la città. Già l'universo simbolico dei funerali è stato drasticamente ridotto fino alla loro eliminazione con l'apertura del sottovia. I cortei funebri si snodavano per le vie della città, coinvolgevano tutta la città, si aveva una partecipazione collettiva al lutto, si concludevano percorrendo Via D'Annunzio; avevano una funzione sociale. Il percorso di accompagnamento del defunto, veniva effettuato in silenzio o si discorreva sottovoce con il vicino, unito alle note musicali della banda. La modernità perseguita dalle Amministrazioni, ha cancellato questo rapporto con la morte, per sacrificare al dio mercato. Prima: via il sacerdote, poi le confraternite, poi il carro con i cavalli. La tecnologia dell'auto veloce con berline metallizzate, il nero è scomparso totalmente, domina anche sulle più forti tradizioni. La città ancora una volta ha reagito, ha detto no al primato dell'alta velocità che caratterizza le scelte delle ferrovie. La convivenza è un bene primario da tutelare. Questo vale in tutte le realtà: a Vicenza come a Gioia a del Colle. Il Sindaco ha promesso soluzioni, senza stravolgere il deliberato del Consiglio Comunale del 2002, cioè: senza rivedere le scelte della RFI sulla chiusura dei P.L. Il primo è già avvenuto, il secondo da farsi entro tre mesi, giusta l'intesa raggiunta con il Prefetto. Ma di quale soluzione si tratta? Il Comitato propone l'interramento, altri cittadini vorrebbero lo spostamento verso l'autostrada, la soluzione Amm.ne/Regione che si paventa è l'ampliamento dei sottopassi. L'interramento rappresenta una soluzione ottimale ma dovrà essere sottoposto a diverse verifiche. La prima di impatto ambientale, poi quella dei mezzi. Il Comitato ha l'onere di esplicitare la proposta in termini di fattibilità globale. Se siamo in democrazia, vorrei ricordare che le decisioni prese, possono essere sempre revocate dallo stesso Organo. In secondo luogo, è bene non dimenticare la storia del raddoppio ferroviario della Bari-Taranto. La storia ebbe inizio proprio nella nostra città, nel 1972, siamo nel 2007 il raddoppio non è ancora finito. Intanto la stazione è diventata virtuale. Sulla linea si sono costruite nuove stazioni e poi abbandonate. Anche per il raddoppio i "cittadini-pendolari" hanno svolto un ruolo propositivo. Le amministrazioni che si sono succedute, non hanno mai voluto affrontare le conseguenze di scelte compiute nelle stanze dei Ministeri romani. Ci siamo trovati sempre di fronte a scelte compiute lontane dalla comunità locale. Venerdì 20 luglio alla manifestazione di protesta si sono visti Sindaco, Assessori e Consiglieri. Ripensamento della decisione? Ovvero arte della convinzione? Ovvero mediazione sul campo? Lo si vedrà. A noi interessa porre questioni di fondo. Questa città continua ad espandersi dal punto di vista edilizio, creando nuovi problemi: partecipazione socio-culturale ridotta, rottura delle relazioni familiari e amicali, più dipendenza dall'auto, assenza di sperimentazioni di autocostruzione, esodo delle nuove generazioni, inesistenza di piste ciclabili, inconsistenza della rete di trasporti pubblici cittadini. Forse gli amministratori, dovrebbero camminare di più in città, per accorgersi che Piazza Plebiscito è un deserto, soprattutto dopo la chiusura delle sedi delle associazioni degli anziani, per far posto nell'ex Convento francescano alla stazione dei carabinieri. Anche Via Roma, nonostante la nuova versione è un bianco deserto a cui è aggiunta Piazza XX Settembre dove gli anziani per sedersi sono costretti ad apporre i cartoni sui sedili di pietra e di acciaio. Sostando nei nuovi quartieri, verso la via Acquaviva, la domanda che ci si pone è: "in quale paese mi trovo"? Anche chi abita nella "167" dice: "vado a Gioia". L'estraniamento si espande in profondità. Per risolvere i problemi che pesano sulla città viene richiesta più sapienza e meno silenzi. I politici infatti restano in silenzio, perché hanno già deciso, perché la partecipazione popolare è solo uno slogan vuoto, adatto per vincere le elezioni, poi le decisioni spettano all'eletto. Allo stato attuale non esistono alcune forme e luoghi di ascolto delle rappresentanze sociali. Io credo che si è in tempo per ripensare le scelte compiute. Credo che sia legittima una richiesta diretta alla RFI: è quella di evitare gli "interventi notturni".
I cambiamenti che investono la vita delle persone si fanno alla luce del giorno.
25 Commenti per “Passaggi a livello”
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Spessissimo, alla luce di provvedimenti che arrecano più danni che benefici, mi domando se coloro che amministrano la cosa pubblica lo facciano tenendo in debito conto le aspettative degli amministrati. Spessissimo constato che ciò non avviene. Quali, allora, i provvedimenti di autotutela? Quali cambiamenti adottare per limitare lo strapotere e l’arroganza?
Caro Franco, nella attenta disamina che hai fatto del problema del passaggio a livello di via Dante, mi piace sottolineare un passo in particolare, che può dare un significato al tutto e aiutare a comprendere i perchè: in un tratto scrivi " se siamo in democrazia, vorrei ricordare che le decisioni prese possono essere sempre revocate dallo stesso Organo ". Bene. Ma siamo in Democrazia ? Io ne dubito. Il sistema democratico è basato sulla aprtecipazione: dov'è la partecipazione a Gioia del Colle? In che maniera il " nostro Sindaco " dimostra di tenere in debito conto le opinioni delle persone che amministra ? Un sistema democratico si basa sul principio che debba esistere un controllo operato dalla opposizione: dov'è la opposizione a Gioia ? Oltre che per motivi di natura elettorale, sappiamo anche che la " transumanza " di alcuni consiglieri ha contribuito a ridurre ulteriormente l'attività di controllo. Non esiste democrazia senza opposizione: piuttosto la chiamerei oligarchia oppure monarchia ( sindaco monarca ). Insomma siamo passati dall'epoca del RE SOLE ( Povia ) all'epoca del RE SOLO ( Mastrovito ). Poi dici una cosa sacrosanta: e cioè che " in democrazia " sarebbe legittimo cambiare le proprie posizini e le proprie decisioni. Va bene. Ma cosa dovrebbe fare un amministratore quando verificasse che le proprie decisioni hanno arrecato danno alla città ? Cosa fare quando si accorgesse che è ormai troppo tardi per modificarle e che ha avuto a tempo debito le proposte deguate ma non le ha ascoltate ? Muoviamoci collettivamente e fattivamente per opporci a queste decisioni dannose, ma soprattutto per far pervenire al " Sindaco " la misura del nostro disappunto. Non prestiamoci ad ulteriori manovre pre-elettorali: perchè questa è la sensazione che ho avuto nel vedere il " Sindaco " sui binari a protestare contro la chiusura del passaggio a livello. Diciamoglielo chiaro e tondo alla maniera di Totò: " cà nisciun è fess ".
Il problema da risolvere non è tanto quello di chiedere a RFI di "evitare gli interventi notturni", quanto quello di fare in modo che questi nostri amministratori non possano mettere in atto i loro "interventi" che, ultimamente e sempre più spesso, vengono approvati e applicati anche "alla luce del sole"! Evidentemente, si sentono così sicuri, che nessuno potrà mai "ostacolarli", da decidere unilateralmente e da soli le sorti future di una intera comunità, anche sapendo di andare contro il volere dell'opinione pubblica. Una sicurezza derivante probabilmente dalla consapevolezza che le lamentele dei loro "concittadini amministrati" rimarranno tali e non sortiranno, quindi, nessun effetto contrario, vero concreto e tangibile, alle loro decisioni. Una sicurezza mista ad arroganza, sempre presente in chi ritiene di essere troppo sicuro di sè stesso, tale da indurli ad affrontare con tanto di "faccia tosta" le "ire" verbali dei cittadini e mostrarsi, sempre più spesso, anche offesi dalle proteste messe in atto contro le loro decisioni. E il voler andare avanti a tutti i costi, il voler "provare" anche a costo di rompersi la testa per poi fasciarsela, è tipico di chi, nel considerarsi intoccabile, ritiene di poter fare e disfare a suo piacimento, della "cosa" pubblica! "Quali, allora, i provvedimenti di autotutela? Quali cambiamenti adottare per limitare lo strapotere e l'arroganza?". Due i rimedi. O farli scendere il più velocemente possibile dal piedistallo su cui sono saliti e non votarli mai più. O scendere tutti insieme, uniti e compatti, a protestare contro le loro personalissime decisioni prese e applicate in nome e per conto di una cittadinanza inconsapevole ed ignara. Solo così si potrà porre fine al verificarsi di situazioni "aberranti" chiamate: Piazza XX Settembre, Zona 167, sottopassi e chiusura passaggi a livello, Nuovo Piano Traffico, Via Roma, Parcheggi a pagamento, chiusure ingressi cittadini, SS 100, eliminazione Zone F, permessi a costruire Stazioni di servizio o a sopraelevazioni abitazioni irregolari, ecc., ecc.. Avremo, noi gioiesi, il coraggio di fare ciò? Voi cosa ne pensate? Donato Stoppini
Secondo me sarebero da attuare entrambe le proposte di Stoppini: scendere in piazza e protestare platealmente per indurre questi amministratori a rendersi conto che non sono più beneaccetti alla cittadinanza e quindi DEVONO ANDARE VIA ! E magari non tornare più. Nei vari commenti comparsi non mi è capitato di leggere nulla a proposito dell'accordo sottoscritto in illo tempore da Comune e RFI, nel quale il Comume si impegnava a pagare un'esosa penale nel caso in cui non avesse tenuto fede all'impegno di chiudere il passaggio a livello. Questa cosa deve essere risaputa da tutti i cittadini ignari: qui c'è il rischio che noi tutti si vada a pagare ( aumento dell'ICI, per esempio ) per un ERRORE commesso da loro. Come può adesso il " Sindaco " dichiarare di essere contrario alla chiusura del passaggio a livello se ha sottoscritto un impegno in tal senso, gravato da penale ? Torniamo sempre a bomba: CA' NISCIUN E' FESS .
Si possono condividere più o meno le analisi qui esposte, una considerazione però mi preme porre all'attenzione di chi agita le proteste di non democrazia. Possibile che per un problema così sentito come quello della chiusura del P.L. non ci fossero più di 10 persone a protestare oltre gli amministratori? Se dovessi valutare la rilevanza del problema da quanti erano lì a protestare direi che si tratta di un falso problema. Allora mi sorge il sospetto che noi cittadini amiamo lamentarci sempre ma poi non siamo capaci di espletare una forma di attivismo che porti alla verifica puntuale e costante dell'operato dei nostri amministratori. E allora poi mi vien da pensare che i nostri piagnistei sono del tutto fuori luogo.
Il problema vero insiste proprio in questo modo di pensare. L'ho scritto più volte. Fino a quando si continuerà a sperare di risolvere i propri problemi aspettando che siano altri a farlo per noi non si risolverà mai nulla, così come a nulla vale il constatare l'esiguità del numero dei partecipanti alle varie manifestazioni di protesta se poi, in molti, si rimane affacciati alla finistra ad aspettare che qualcosa si muova e cambi. Ogni tanto, se si crede che le proteste siano giuste e sacrosante, bisognerebbe avere il coraggio e la forza di scendere in "piazza" pur sapendo che si potrebbe essere in "pochi"! Dare il buon esempio vale molto più di mille parole o proclami. L'importante è essere coerenti, non solo a parole ma anche nei fatti, anche con se stessi. E l'unico modo per dimostrarlo è partecipando, dando una mano a chi non esita a manifestare il proprio dissenso anche a costo di apparire, considerando l'esiguità dei partecipanti, ridicolo! Ma fino a quando ci saranno concittadini che la penseranno come te, caro Gattopardo, non usciremo mai dal tunnel in cui i nostri politici ci hanno cacciati! Un saluto.
Donato Stoppini
Quello che Lei dice, e mi rivolgo al Gattopardo, è vero: ce ne siamo resi conto 3 anni fa quando in piena campagna elettorale cercammo di sensibilizzare l'opinione della gente e degli elettori sulla esistenza di un serio problema, quale quello della futura chiusura del passaggio a livello, facendo l'unica proposta alternativa finora esistente sul tavolo. Non riuscimmo a suscitare molto interesse e non raccogliemmo consensi. Ma ciò che è peggio è che la proposta è stata sostenuta lo stesso , anche dopo le votazioni, quando cioè l'interesse elettorale era scomparso. E qui viene fuori la cecità amministrativa del Sindaco: non ha dato ascolto. Aveva in buona sostanza già preso impegni e sapeva che se fosse venuto meno a quegli impegni ci sarebbe stato un prezzo salato da pagare ( per noi ). Comunque vadano le cose, pagheremo sempre noi. P.S.: perchè lo pseudonimo ? non sarebbe meglio sapere con chi stiamo scambiando pareri e opinioni, sempre ed in ogni caso rispettabili, anche quando contrarie ?
Vorrei ma non posso. Questo è il filo conduttore del comportamento dei cittadini gioiesi nei confronti delle vicende cittadine. Tutti vogliono una città vivibile ma nessuno, me compreso, fa quel piccolo gesto quotidiano per attuarlo. Quel giorno, sui binari di via Santeramo, io c'ero e potrò dirlo, orgogliosamente, un domani, di fronte ad un muro che dividerà, ancora una volta, la nostra città. Uno studio della morfogenesi urbana della nostra Città non è stato mai compiuto e penso non interesserebbe quasi nessuno se non quei pochi intimi visitatori attivi di questo splendido sito. Tanti mi fermano e mi dicono di leggere gli articoli e i commenti di questo sito. Io dico loro di farsi avanti. Nessuno è disposto. Affermano il solito vorrei ma non posso. Non posso perchè ho chiesto al RE SOLO un posto di lavoro per mio figlio e sono in attesa, ho chiesto ad un ASSESSORE di prima, seconda o terza scelta una striscia gialla sotto casa e sono in attesa, ho chiesto al CONSIGLIERE un interessamento per il mio marciapiede sconnesso del mio piccolo micro-mondo. Piovono sulle scrivanie del Comune centinaia di richieste di inteventi manutentivi, ad esempio per i marciapiedi, e nessuno riceve una risposta. Neanche un prestampato del RE che dica stiamo provvedendo, la sua richiesta è un contributo a rendere più vivibile la nostra cittadina. Se un Sindaco risiede nella 167, ne è stato il fondatore o cofondatore della Coop. Esperia, e non risponde alle legittime esigenze degli abitanti, allora siamo proprio messi male. Si parla di un PRU sulla zona 167 partito, mi sembra, in aprile. Ad oggi l'impresa, legittima aggiudicataria, ha provveduto a delimitare le aree ove sorgeranno nuove e rifinite palazzine e ha apposto un cartello con il numero di telefono per contrattare l'alienazione, sulla carta, degli immobili. Altro che centri e spazi per il sociale. Prima si vendono gli appartamenti poi, se l'utile di impresa lo permetterà, realizzeranno gli agoniati servizi. Non funziona così. I finanziamenti non si danno più come vuoti a perdere, almeno così dovrebbe essere. Stessi discorsi per il progetto RICREA Montursi dove qualcuno ha partecipato e si è visto annullare il concorso per presunti fondati motivi dall'Ente Civico banditore e lo stesso, nel rifarlo, ha cambiato le carte in tavola. Si passa da tre gestori indipendenti al gestore unico. Il cronoprogramma è stato disatteso, i lavori sono stati eseguiti diversamente dallo stabilito. Qualcuno ha avviato le vie legali, altri lo stanno facendo, altri ancora vorrebbero ma non possono. Passando all'argomento cardine ovvero al problema passaggi a livello, il Signor Sindaco, Prof. Vito Mastrovito, si è seduto sui binari e non certo si è steso, come ha fatto intendere agli organi di informazione (liberi?). Forse l'immagine su un periodico locale, in copertina, farà tenerezza. Un gesto fatto per mettere la coscienza apposto. Ma facciamo un collegamento spaziale e temporale. Vorrei far notare che i sottopassi, completati a cura e spese della pubblica amministrazione, hanno i corrimano in acciaio di pari fattura di quelli adoperati a schienale delle panchine di piazza XX Settembre. Evidentemente qualcuno/a è sempre presente nonché molto vicino/a al Professore. Per concludere le mie amare considerazioni di giovane che vorrebbe una Gioia migliore, vorrei far notare che anche 10 persone devono avere un valore in un regime democratico. Nello specifico io ho contato 10 persone residenti oltre il muro e 30 residenti prima del muro. Questo non è certo incoraggiante ma se ogni volta noi ci chiediamo chi ci sarà, allora il gioco-forza di alcuni continuerà, senza fine. Armiamoci e partiamo. Il vorrei ma non posso lasciamolo a casa per il bene comune. Se il Sindaco ha la fortuna di leggermi, così come tutti gli assessori, i consiglieri e i politici, suggerisco loro di unirsi a questa comunità virtuale per renderla più dinamica. Solo così i comuni cittadini non si limiteranno a leggere ma inizieranno anche a scrivere per dire la loro.
NUNZIO LOPORCARO iniziativeurbane@tiscali.it
CARI LETTORI INTANTO INIZIAMO A CHIEDERE ALL’AMMINISTRAZIONE DI RENDERE PUBBLICI TUTTI GLI ATTI DELLA VICENDA PASSAGGI A LIVELLO. LA CONOSCENZA DEGLI ATTI E’ IL PRESUPPOSTO DI TUTTE LE INIZIATIVE PER LA REVOCA DELLE SCELTE SBAGLIATE. CON MOLTI SALUTI.
Caro Franco, la tua richiesta di "CHIEDERE ALL’AMMINISTRAZIONE DI RENDERE PUBBLICI TUTTI GLI ATTI" suscita tanta tenerezza. Non voglio disilluderti ma i nostri politici non lo faranno mai. Che interesse potrebbero avere i nostri amministratori a farlo? Per anni ho chiesto loro di rendere gli atti pubblici più "trasparenti" e accessibili. A titolo di esempio ho portato la realtà di numerose altre città dove gli stessi atti si possono consultare addirittura su Internet, ma senza nessun risultato concreto. Qui a Gioia, per "erudirci" sull'attività amministrativa, dobbiamo recarci presso il comune, consultare l'albo pretorio, individuare l'atto che ci interessa e, se siamo fortunati, nel senso di riuscire a trovare un messo che ci possa dare una mano, chiedere di poterlo visionare! E la funzione del tanto propagandato nuovo sito comunale quale sarebbe? Quello di essere, come ho scritto più volte sul periodico "la Piazza", un clone del Bollettino Comunale? Se poi, a quanto sopra, si aggiunge che l'Amministrazione tende a far sapere ciò che gli interessa far sapere tramite i "suoi" giornalisti o le testate di "fiducia", che fanno a gara non solo a non riportare mai quello che realmente è accaduto o è stato detto, non soltanto dai nostri politici-amministratori ma anche a censurare quando detto e fatto dal sottoscritto, nei suoi tentativi di evidenziare le loro "pecche" o anche nel caso di sue proposte alternative a quanto attuato dall'Amministrazione (Piano Traffico, parcheggi a pagamento, Ospedale Paradiso, passaggi a livello, discarica a Monte sannace, Progetto Dismo, SPES, inquinamento elettromagnetico, rifiuti, ecc., ecc.)fatte per migliorare la vivibilità non mia ma dell'intera colletività, allora credo che la trasparenza nel nostro paese continuerà ad essere una chimera oltre che a latitare! Ai nostri politici interessa sapere, più di ogni altra cosa, che la cittadinanza non debba sapere, soprattutto quando quello che hanno in mente di fare potrebbe non piacere. Quindi, perchè rendere i loro atti "trasparenti"?
Donato Stoppini
Voglio subito dichiarare la mia "fede" politica ovvero quelli che sono i valori che più mi convigono, e questi si trovano molto a "Destra", più di quanto uno sbiadito partito di AN ormai riesca a fare, e se non fosse per una degenerazione in comportamenti che non condivido, Forza Nuova sarebbe l'esatta collocazione del mio pensiero. Questo perchè ritengo corretto esprimere la propria identità politica senza celarsi dietro presunte posizioni di obbiettività. Detto questo però mi piace anche sottolineare che in una realtà locale, a mio avviso, l'approccio ai problemi deve essere rivolto più a determinare quello che democraticamente risulta essere a favore della collettività piuttosto che l'arroccamento su posizioni ideologiche. Se prendiamo ad esempio la questione in discussione, ovvero la chiusura del P.L., premessso che le soluzioni tecnologiche forse oggi consentirebbero di effettuare un sottopassaggio anche per gli autoveicoli, credo che il progetto presentato per l'interrammento dei binari sia da ritenere un opera alquanto faraonica e poco praticabile per tempi e costi. Allora mi chiedo perchè sposare una tale linea. D'altra parte, poichè mi risulta che tale situazione sia stata determinta dall'amministrazione Povia, di cui faceva anche parte l'attuale sindaco Mastrovito, ma con l'avallo di tutto il consiglio comunale mi sorge il sospetto che oggi qualcuno voglia cavalcare l'onda della polemica giustificata dei cittadini al dilà dei binari, per preparare il terreno delle prossime elezioni comunali. In questo senso alcune scenate da prima donna che ho visto fare sui binari mi lasciano perplesso. Il controllo dell'operato dell'amministrazione deve essere un impegno dei cittadini costante e incessante. Altrimenti perdiamo di credibilità all'orquando lo facciamo saltuariamente in occasione di eventi che sembrano toccare più interessi personali che della collettività. In senso generale poi mi piace sottolineare come pochi si stiano accorgendo della vera lotta che sta avvenendo nei vertici del Centrosinistra gioiese. L'operazione "ripuliamo la faccia" del sindaco Mastrovito quale risultato otterrà a fronte di interessi personali degli esponenti più in vista della sua maggioranza? Ma di questo ne avremo modo di parlare ampiamente in seguito, anche perchè siamo solo all'inizio.
Caro Gattopardo, se invece della tua fede politica avessi dichiarato la tua identità, ti posso assicurare che avresti suscitato maggior interesse. Ma a parte questo, scrivo solo per informarti che quella del sottopassaggio per autoveicoli non era una soluzione praticabile a causa del fatto che sotto i binari corrono grosse condutture idriche, che avrebbero richiesto un sottovia troppo profondo: insomma scavare tutta via Dante. Ecco perchè sorge la proposta dell'interramento dei binari. Comunque grazie per il tuo apporto.
Che la “chiusura” sia un danno credo si sia ormai tutti d’accordo (presumo escluse le Ferrovie). Il problema è come agire. Già in un altro spazio di questo sito proponevo la convocazione di un’assemblea cittadina non tanto per un dibattito specifico quanto per la ricerca di una via d’uscita (che ne so: un’azione giudiziaria). Noto ancora una certa tendenza ad “usare” l’argomento più che proporre una soluzione concreta. Quanto poi agli atti amministrativi della “chiusura” non mi pare che siano stati secretati né, credo, il Sindaco ha il potere di apporre il segreto di Stato. Se gli accordi prevedono una penale e se questi accordi non fossero impugnabili, occorre valutare l’impatto economico della penale sulla collettività o “convincere” l’RFI a stipulare altri accordi. Si tratta ormai di una società privata di tipo industriale non di un “pubblico carrozzone”. Per prima cosa però va cercato un coordinamento concreto delle idee. Va coinvolto il Governo regionale che già si esposto abbondantemente nella vicenda. Va detto pure che qualsiasi cosa si proponga o, semplicemente, si desideri non si potrà fare a meno del contributo attivo dell’Amministrazione Comunale. In un sistema democratico vige il meccanismo delle rappresentanze e, naturalmente, delle relative responsabilità, non solo politiche.
Frandalex
Cari lettori capisco molto bene il grado di sfiducia nell'operato dell'Amministrazione. Ma per invertire il corso delle cose ci viene richiesto una profonda convinzione. Ritengo decisiva la conoscenza e la pubblicazione degli atti sottoscritti per qualsiasi azione. Capisco le difficoltà sollevate ma non ci arrendiamo; l'amministrazione è obbligata a rendere pubblici gli Atti che investono la vita dei cittadini, soprattutto rendendo più chiaro il suo sito. Dico obbligo e non dovere, in quanto la pubblicazione lo prevede la legge e non si esaurisce con l'Albo Pretorio. Dispone di un Bollettino Ufficiale, ha un sito, ha un assessore alla comunicazione. Quindi il primo passo è di conoscere gli Atti esecutivi per ripristinare il primato della legge nella nostra città. In secondo luogo è necessario superare il primato assoluto della democrazia rappresentativa, diventata dannosa, per affermare il primato della democrazia partecipativa. Questo sito è uno degli strumenti per contribuire a una nuova stagione della partecipazione. La città soffre il male oscuro non della "casta" ma del "ceto politico" presente in ambedue gli schieramenti. Il ripristino della partecipazione reale permeterebbe di ristabilire i ruoli di maggioranza/opposizione attualmente "confusi". I canali della partecipazione devono essere attivati dai cittadini che non spiano da dietro le persiane dell'anonimato ma che assumano la responsabilità e la esercitano in prima persona. Non basta la manifestazione degli interessati ai passaggi a livello ma tutta la città deve esprimersi sull'assetto urbano che il "ceto" le ha inflitto.
Credo che proposta di convocare un'assemblea cittadina sia la cosa più sensata. Senza per questo apparire sobillatori, bisogna scendere in piazza, in maniera civile. E soprattutto qualsiasi cosa si faccia deve avere risonanza sugli organi di informazione. Credo che la RFI potrà essere indotta a scendere a patti solo se sentirà di rischiare di essere messa in cattiva luce sui giornali e sulle televisioni. Tre mesi passano in fretta.
Fin dal 2002 l'Amministrazione (Povia prima, poi Mastrovito) ha ricevuto segnalazioni e proteste sugli aspetti negativi e sui disagi che sarebbero derivati dalla realizzazione del progetto di soppressione dei PL e dalla tipologia di sottopassaggi prescelta. Le proteste sono continuate nel 2004, culminando nella presentazione di una proposta alternativa sostenuta da 2000 firme, e ancora dopo. Il Comitato ha sempre sostenuto che il progetto di interramento era un'ipotesi di discussione, utile ad aprire un tavolo di confronto a 360° sul progetto, confronto che è sempre stato rifiutato dall'Amministrazione. Quando non si vuole accettare il confronto si tenta sempre di demonizzare l'avversario, talvolta anche con le falsità e le calunnie. E' quello che è successo a Gioia. Ma gli Amministratori non possono, per questo, prendere in giro un'intera città. La proposta di riaprire un tavolo di confronto è sempre stata rifiutata. E poi si viene a dire che è tardi, che non si fa in tempo, ecc. Ma questo lo si dice da 3 anni e mezzo, e nel frattempo abbiamo speso miliardi (ed altri ne spenderemo) per rifinire i sottopassaggi che oggi nessuno vuole più. Non potevano, gli Amministratori, ascoltarci prima? Ciascuno si assuma, finalmente, le proprie responsabilità, anziché continuare nello squallido gioco delle parti. Per questo, caro prof. Ferrara, non è che serva a molto conoscere gli atti ufficiali, ma quello che c'è dietro veramente. E comunque per giudicare basta vedere quello che è sotto gli occhi di tutti. Premesso che trasmetterò in tempo reale alla redazione copia delle Delibere di CC. 42/2002 (approvazione convenzione con RFI) e 67/2002 (approvazione progetti viabilità a carico del comune) che costituiscono la documentazione fondamentale di tutta questa vicenda, la realtà è che Povia e Mastrovito dovrebbero avere il coraggio di ammettere pubblicamente quello che il Sindaco Mastrovito ammise, qualche mese fa, in occasione di un incotntro privato con una delegazione di tecnici: "Quell'accordo (il progetto dei sottopassi come oggi realizzati) è frutto di mediazioni di molti interessi, ma queste cose non possiamo andare a dirle in giro." Ogni accordo, signor Sindaco, è frutto di mediazioni fra le parti che si accordano. Ma la città vuole sapere quali interessi sono stati mediati e tutelati (RFI? Politici? Privati?), visto che gli unici interessi che l'Amministrazione ha il dovere di tutelare sono quelli pubblici, e che di tale tutela non vi è traccia (per lo scempio urbanistico prodotto e per le risorse dilapidate) nell'operato della Sua Amministrazione e di quella che lo ha preceduto.
Che sia già in atto "L'operazione ripuliamo la faccia", come afferma Gattopardo nel suo commento, è evidente. Sia da sinistra, ma soprattutto da destra, arrivano evidenti segnali di una "prematura" apertura della campagna preelettorale. Gli argomenti ci sono, i problemi anche, quindi perché non prendere la palla al balzo e iniziare a "correre" sperando di "raccimolare" dei punti a proprio favore? Nel caso del sindaco Vito Mastrovito e dei suoi "seguaci", però, più che ripulirla, la faccia dovrebbero nasconderla magari insieme a tutta la restante parte del loro corpo! Quello che hanno fatto e continuano a fare ha dell'incredibile per far finta che non sia successo nulla, come spesso è accaduto nel passato. La mancata osservanza delle norme e delle regole messa in atto da questa amministrazione è così evidente che anche una talpa se ne è accorta! Quando, lo ripeto per l'ennesima volta, si sottoscrivono permessi a costruire stazioni di servizio dove, secondo la Legge (nazionale, regionale e provinciale), il Regolamento Comunale e il Codice della Strada, non potevano assolutamente essere costruiti. Oppure, quando si autorizzano sopraelevazioni utilizzando un articolo del nostro regolamento edilizio, il n. 41, che non prevede minimamente la realizzazione di volumetrie, e nonostante ciò anche in assenza del parere preventivo del Genio Civile, obbligatorio in caso di sopraelevazioni, in quanto Gioia del Colle rientra nella Zona Sismica di livello 3, allora non esistono parole che possano giustificare un tale comportamento. Cosa pensare di questi amministratori quando, nonostante l'aver "predicato" la partecipazione dei cittadini, hanno continuato ad andare avanti per la propria strada e a perseguire i propri obiettivi, incuranti delle proteste e delle contrarietà che gli stessi cittadini avevano manifestato apertamente? Un comportamento tanto strano quanto ambiguo che lascia perplessi, soprattutto quando non fanno nulla per risolvere i problemi evidenziati, anzi li amplificano con altre decisioni che vanno contro ogni logica. Nel caso dei passaggi a livello avevo più volte scritto e detto che il luogo ideale per un sottovia, sia viario che pedonale, sarebbe stata Via D'Annunzio (meglio conosciuta come la via per il cimitero), mentre in via Dante (la via per Santeramo) realizzare un calvacavia, così come è stato fatto a Bari nell'Estramurale Capruzzi, ma evidentemente era troppo semplice per attuarla. Così come, stante la situazione attuale, sarebbe molto semplice trovare una soluzione idonea ed economica. Basterebbe lasciare le cose così come sono. Lasciare le sbarre, il nuovo sottovia e i nuovi sottopassi. In caso di passaggio dei treni lasciare la decisione ai cittadini e agli automobilisti di aspettare dietro le sbarre che il treno passi e si rialzino, utilizzare il sottovia o i sottopassi pedonali. Dov'è il problema? In questo caso si potrebbe richiedere alle Ferrovie anche la riapertura della via per il cimitero. Cosa potrebbe impedire alla nostra Amministrazione di portare avanti questa soluzione, che eviterebbe di spendere quei 6 milioni di euro sottratti, ma tanto necessari, al completamento della SS 100 che per anni ha causato morti e dolore in decine di famiglie? Avranno i nostri rappresentanti la forza di farlo e noi cittadini di accettarla? Donato Stoppini
Nell'ottica dell'operazione ripuliamo la faccia, la domanda mi sorge spontanea: ma il sig. Stoppini nelle ultime elezioni comunali chissà chi avrà appoggiato. Per come parla non riesco a pensare che possa aver appoggiato questo Sindaco. Allora facciamola finita. Lasciamo perdere le separazioni ideologiche e le convenienze di parte. Muoviamoci tutti , indistintamente, senza bandiere. Convochiamo una assemblea cittadina, in piazza, e parliamo, facciamo conoscere le realtà nascoste, e le verità occultate, denunciamo pubblicamente e quant'altro. E questo da destra a sinistra passando per il centro, senza distinzioni o preclusioni. Facciamo un giro-tondo in piazza, per far conoscere il malcontento che esiste e manifestarlo. E' chiaro che tutto ciò alla fine porterà a delle conseguenze politiche. Ma chi ha sbagliato è giusto che paghi. E se ha sbagliato il sindaco Mastrovito non si può negare la responsabilità di tutto il centro-sinistra che lo ha proposto e appoggiato e quindi anche di coloro i quali, sia pure in buona fede, lo hanno votato. Oppure vogliamo dire che il centro sinsitra in tutto ciò non c'entri nulla ? Sia pure in termini di responsabilità oggettiva è più che responsabile, perchè se i partiti di maggioranza avessero un sia pur minimo senso civico e interesse per la città ( e non solo per se stessi ) alle prime avvisaglie di questo sconquasso, di questa separazione tra il popolo e chi governa, avrebbero dovuto avere il coraggio di togliere la propria fiducia a questi amministratori e rimettere nelle mani del popolo le decisioni. Ma siccome questo coraggio, o meglio questo senso civico, manca, siamo a queste determinazioni, a rinfacciare alla destra o alla sinistra, mentre tutto crolla. O vogliamo rimproverare alla destra di aver perso le elezioni? Cornuti e mazziati. Suvvia , Stoppini……
Evidentemente, caro Tommaso Donvito, non riesco ancora a farmi capire. Prima di tutto vorrei dire apertamente, proprio perchè convinto di non avere nulla da nascondere (gli scheletri nell'armadio) né da dividere con nessuno che, pur facendo parte dell'aerea di centro sinistra, non ho votato l'attuale sindaco Vito Mastrovito (tra l'altro la legge elettorale lo consentiva e lo consente ancora), in quanto contrario, fin dall'inizio, alla sua scelta come unico candidato della coalizione. Ma, una volta precisato ciò, vorrei aggiungere che, per come la penso io, in un paese le distinzioni tra destra, centro, sinistra, verdi, rossi, blu o bianchi, una volta eletti non dovrebbero più esistere. Le ideologie dovrebbero essere messe da parte. Il compito principale di un amministratore locale dovrebbe essere quello di risolvere i problemi della città, quindi dell'intera collettività, non di una singola "casta". In una piccola cittadina di provincia i problemi investono tutti e non si può parlare in termini di macropolitica, di strategie politiche o di pura ideologia. Quando, nei miei interventi, metto in ballo anche il centrodestra non vuol dire che io ritenga il centrosinistra immune da colpe, anzi! La verità (la mia) è che la minoranza per anni è stata partecipe di questo "sconquasso" a Gioia del Colle. Ciò può anche non piacere ma, purtroppo, corrisponde alla realtà, quindi non posso, per come la penso, far finta di non vedere o di non sentire solo perchè lì nel Palazzo, chi "manovra" per intenderci, fa parte del centrosinistra. In quasi tutte le decisioni prese nel Palazzo, contro la volontà dei cittadini, c'è la compartecipazione anche della minoranza, tanto è vero che le stesse decisioni sono state prese all'unanimità dai rappresentanti di tutti i partiti locali. Una unanimità che spesso e volentieri viene sbandierata e rinfacciata ai rappresentanti della minoranza, sia dal sindaco Mastrovito che dai politici di maggioranza, e su cui i nostri amministratori fanno leva per proseguire indisturbati sul proprio cammino! Vogliamo nascondere anche questa verità? Se vogliamo tutto questo, allora non dobbiamo far altro che continuare a nascondere la testa sotto la sabbia e girare intorno ai problemi, senza soluzione di continuità. Continuare in questo vortice di pseudo richieste, rivolte ai consiglieri di maggioranza, di recitare il proprio "mea culpa" o parlare di "mancanza di senso civico e interesse per la città", lascia il tempo che trova se, è risaputo, anche i muri e perfino i binari lo hanno capito che non lo faranno mai, che le loro teste sono più che di "coccio"! Pertanto, i miei interventi non vogliono essere né un "rinfacciare alla destra o alla sinistra, mentre tutto crolla", né un "rimproverare alla destra di aver perso le elezioni", ma semplicemente un invitare i miei concittadini a conoscere i fatti, a meglio interpretarli, per evitare che si possano ripetere gli stessi errori, cioè quello di eleggere come propri rappresentanti (siano essi di sinistra che di destra o di centro) individui che non lo meritino, perchè troppo attaccati ai propri o pochi altrui interessi. Perché, se ciò riaccadesse, i veri "cornuti e mazziati" sarebbero nuovamente i cittadini tutti e non solo chi ha perso le elezioni! "Suvvia, Donvito…", sforzati di conoscermi… meglio.
Donato Stoppini
Caro Stoppini, il mio commento è stato provocato dal tuo precedente, nel quale rinfacciavi a non so chi di preciso di voler cavalcare l'onda della protesta per approfittare della situazione e trarne dei vantaggi in auspicabili prossime e vicine elezioni. Almeno questo ho inteso. Nulla di personale, anche se fossi stato un sostenitore di Mastrovito: le opinioni altrui, anche se contrarie alle proprie, vanno prima di tutto rispettate. Ma renditi conto, se l'opposizione in consiglio è colpevole di eccessiva inerzia, che colpa può avere chi in consiglio non c'è nemmeno ? E' colpevole di non voler accettare questa situazione ? E' colpevole di occuparsi e di informarsi di come viene gestito il bene comune ? Nel momento in cui ci si dovesse attivare per contrastare fattivamente la possibilità di chiusura del PaL, inevitabilmente ci sarà una parte che ne dovrà trarre un vantaggio, qualunque cosa accada. Ma iniziare così significa essere inevitabilmente sconfitti da chi ci malgoverna. Qui l'unico che sta tentando in maniera ignominiosa di rifarsi la faccia è proprio il Sindaco, intervenuto alla manifestazione sui binari. Lui non aveva nessun diritto di essere là, se non dopo aver fatto pubblica ammenda del proprio errore e addossandosene le conseguenze. E' Lui e solo Lui che cerca di recuperare consensi e di rifarsi la faccia, passando dall'altra parte dello steccato. Ma sta a noi non consentirglielo.
Tommaso, scusami se ti do del tu (posso vero?), proprio perché ti reputo, fino a prova contraria, una persona corretta, onesta, intelligente ma soprattutto sinceramente impegnata nel voler risolvere i problemi che attanagliano la nostra città, ho tentato di dirimere i tuoi dubbi cercando di essere il più sincero e obiettivo possibile. Ma, considerando che hai ancora qualche dubbio in merito, aggiungo che i miei pensieri e le mie parole non sono rivolte a chi nel Palazzo non c'è mai stato, ma solo ed esclusivamente a chi ha operato "fattivamente", come direbbe qualcuno, alzando la manina o il dito in Consiglio Comunale, partecipando così, con il suo voto favorevole, alla creazione di questa situazione di malessere generale che sicuramente parte da lontano, fin dalla prima giunta Povia, come nel caso del nuovo Piano Traffico, dei Parcheggi a pagamento, della discarica a Monte Sannace, dei Passaggi a livello, e così via. Come potrei scrivere o "sparlare" di fatti mai accaduti o di persone che non hanno mai avuto la possibilità di operare? E proprio partendo da questo presupposto credo che anche tu abbia individuato, nella tua area politica di appartenenza che non vuol dire nel tuo movimento, chi da queste problematiche stia cercando di trarne "profitto", nonostante abbia partecipato, attivamente e nemmeno tanto tempo fa, alla loro origine. Per quanto concerne il sindaco Vito Mastrovito e il suo tentativo di "rifarsi la faccia", come ho scritto in uno dei miei articoli pubblicati sul periodico "la Piazza", credo non ci riuscirà mai, e come lui nemmeno tutti gli altri che lo stanno appoggiando. Ormai è troppo tardi per farlo. Non si rendono conto che così facendo si stanno rendendo solo più "ridicoli" e indisponenti agli occhi e nell'opinione di tutti i loro concittadini, elettori e non. Ne hanno combinate troppe perché si possa sorvolare. Questi "signori" non dovrebbero più avere un futuro politico, e i partiti che oggi li rappresentano se vogliono avere una qualche possibilità di ritornare ad essere credibili dovrebbero avere il coraggio di "ripudiarli", non di appoggiarli o di ricandidarli. Solo così qualcosa forse cambierà. Ma, a tal proposito, mi piacerebbe conoscere il parere di chi naviga in questo blog, sia esso concittadino residente che forestiero. Secondo voi quale potrebbe essere la giusta soluzione per evitare il perpetrarsi di queste situazioni? Partecipate, non abbiate timori o paure di esprimere il vostro pensiero. Siamo o no ancora in democrazia? Donato Stoppini
Caro Franco, condivido quanto affermi, che cioé in democrazia le decisioni prese da un Organo possono essere revocate dallo stesso Organo. In tempi non sospetti, nel 2005, quando presso l'Hotel Svevo si tenne un incontro sul tema della chiusura dei passaggi a livello affermai che un'Amministrazione saggia e attenta deve avere il coraggio di rivedere le sue posizioni, nell'interesse dei cittadini che è chiamata a rappresentare e governare. E veniamo al tema specifico. Non ho remore ad assumermi pienamente la responsabilità di una scelta tanto criticata, per essere stato uno dei consiglieri comunali che in quel fatidico 20 giugno 2002 ha votato favorevolmente sul provvedimento riguardante la convenzione del progetto esecutivo di F.R.I. per la realizzazione di sottopassi viario e pedonali e la conseguente chiusura dei passaggi a livello. Prima di portare in aula l'argomento avevo però chiesto ai tecnici di F.R.I., in particolare all'ing. Borelli, di valutare la fattibilità di costruire un sottopasso carrabile in via Dante, piuttosto che un semplice sottopasso pedonale e ciclabile. Non essendo un tecnico, a lume di naso, ritenevo potesse operarsi in tal senso. Infatti se, come si dice alla profondità di mt. 4 sotto il fascio di binari si trova una grossa condotta di raccolta di acque pluviali, operando uno scavo al limite della parte superiore della conduttura si sarebbe potuto realizzare un sottopasso carrabile: prevedendo delle fondazioni di cm.50 e una travatura di sostegno di mt.1 sarebbe rimasta disponibile una luce di mt. 2,50, utile per il passaggio di soli autoveicoli e motocicli, dirottando il traffico pesante verso l'unico sottopasso previsto in progetto. Tale soluzione, proposta ai tecnici di F.R.I. per verificarne la fattibilità, fu dagli stessi ritenuta irrealizzabile, in un successivo incontro sul palazzo di Città. Oggi continuo a ritenere che tale possibilità sia da prendere in considerazione, ma che fu subito accantonata forse per salvaguardare qualche interesse particolare. Questa soluzione indubbiamente presenta degli svantaggi per chi abita a ridosso dei passaggi a livello, come l'impossibilità di accedere alla proprie abitazioni con autovetture e l'eventuale deprezzamento delle relative unità immobiliari, per la lunghezza e le pendenza delle canne d'immissione nel sottopasso, così come svantaggi presenta anche la soluzione approvata dal Consiglio Comunale, che prevede oltre che per gli stessi abitanti in prossimità dei passaggi a livello, anche per tutti i gioiesi e i forestieri, un percorso più lungo per entrare ed uscire da Gioia. La deliberazione consiliare dava al Sindaco il mandato di firmare la convenzione con le Ferrovie dello Stato impegnando F.R.I. a che i passaggi a livello non fossero chiusi se non dopo la costruzione di un nuovo cavalcaferrovia in via Giovanni XXIII. Poiché la convenzione con R.F.I. prevede che in mancanza di chiusura dei due passaggi a livello il Comune è soggetto al pagamento di una penale, cioé le fideiussioni di L. 2 miliardi ( uno per ogni passaggio a livello ) rilasciate a garanzia di tale impegno, sarebbe da valutare se sia il caso di correre il rischio di pagare tale cifra, per evitare quello che da più parti viene considerato un nuovo muro di Berlino, oppure se cercare dei correttivi ai lavori già effettuati, per rendere meno pesante e traumatica la divisione in due parti della nostra Città. In ogni modo a fronte della perdita dei 2 miliardi di lire ci sono dei lavori già effettuati, tra i quali i due sottopassi pedonali, che potrebbero anche risultare inutili o inutilizzabili, e un sottopasso carrabile funzionale, che però è ampiamente utilizzato e che è sicuramente una valvola di sfogo per il traffico veicolare extraurbano. Non mi dispiacerebbe se attraverso questo blog si effettuasse un sondaggio o un referendum per conoscere quello che i cittadini gioiesi pensano su tale scottante argomento.
Il sondaggio , in parte, è stato già effettuato. Furono a suo tempo raccolte oltre 2000 firme di cittadini che sottoscrivevano il loro dissenso sulla decisione della chiusura del PaL. Invece il Sindaco si sta preoccupando di trovare una soluzione alternativa al sottopasso pedonale: non ha capito che la città non vuole essere divisa !!!!! O sottopasso o sovrapasso, qualunque alternativa comporterebbe in ogni caso la divisione del paese. Ho letto solo oggi gli articoli comparsi sui giornali locali: pare che il Sindaco ci sia rimasto fra le nuvole. >.
Credo che i cittadini abbiano un solo desiderio: che non si alzino muri di qualsiasi sorta atti a dividere in due la città e che non si utilizzino solo ed esclusivamente quella sottospecie di passaggi pedonali sotterranei (vere e proprie trappole per animali) realizzati e modificati in corso d'opera. Passaggi che inizialmente prevedevano allo stato grezzo le seguenti misure: m. 1,80 circa di larghezza x m. 2,00 circa di altezza. Due veri e propri cunicoli che a lavori ultimati si sarebbero ulteriormente ridotti nelle dimensioni. Ebbene, all'epoca dei fatti evidenziai, in più di un articolo, questo particolare che tutti i consiglieri avrebbero potuto verificare, bloccando sul nascere questo attuale enorme problema, se solo avessero avuto la voglia, prima di alzare il dito a favore, di consultare personalmente un semplice elaborato grafico inserito nel progetto. Questo per la cronaca di ieri. Tornando ad oggi, sono favorevole alla proposta del prof. Giannini di ascoltare le opinioni dei nostri concittadini anche se sono del parere che, alla prevista chiusura definitiva dei passaggi a livello attuale per un improbabile interramento dei binari domani, sarebbe preferibile, come ho evidenziato in un precedente commento, che le cose rimangano così come sono oggi, più la riapertura del passaggio a livello della via del Cimitero. E voi?
Donato Stoppini
Già, il cavalcaferrovia di via Giovanni XXIII. Finalmente qualcuno ne parla! Io lo percorro tutti giorni e non nascondo una certa paura. Tale “ponte” è stato costruito in epoche in cui il traffico veicolare che lo doveva attraversare era completamente diverso in termini qualitativi e quantitativi. Chi progettò quel ponte non poteva certamente prevedere il transito di autoarticolati con i coils siderurgici con un peso assiale spropositato né poteva prevedere la quantità di veicoli che quotidianamente lo attraversa. Qualcuno crede che la soluzione stia nel senso unico alternato? Qualche “responsabile” ha dato un’occhiata alla struttura? Perché l’idea di ricostruirlo è stata abbandonata? Quale “proprietà” veniva interessata da quanto previsto a proposito dall’ancora (credo) vigente PRG?? Non sarà la stessa (o di uno stretto parente) di quella della “canne” del sottovia? Il PRG in tal senso ha subito modifiche? Il sovraccarico di quella struttura non è destinato a peggiorare con la chiusura del passaggio a livello di via Santeramo? Perché pagare la penale se l’RFI avrebbe dovuto rifare il ponte e non l’ha fatto? Chi e come vi ha rinunciato? …. con tutte queste domande qualche scheletrino uscirà? Frandalex