Lug 28 2007

L’acqua - Bene Prezioso (Parte I)

Autore: Francesco De Carlo Categorie: Attualità ore: 2:16 Stampa questo articolo Stampa questo articolo Post2PDF

SiccitàNegli ultimi anni stiamo assistendo alle ben avvertite mutazioni climatiche; piove meno, con maggiore intensità; acquazzoni torrenziali e lunghi periodi di siccità si alternano sempre più spesso generando problemi di abbassamento del livello dei bacini fluviali e delle riserve idriche che toccano i limiti storici nelle stagioni più calde dell'anno.

I meteorologi ci dicono che pioverà sempre di meno e farà sempre più caldo.

Con una richiesta in crescita (da parte soprattutto di industria ed agricoltura) ed una disponibilità idrica in diminuzione, gli italiani iniziano a prendere coscienza che la penuria d'acqua comincia a diventare un problema serio da affrontare prima che sia troppo tardi.

Siamo un paese ricco d'acqua, ma la gestiamo in un modo non appropriato.

Dai dati della bolletta dell'Acquedotto Pugliese, ricaviamo che, comprese nella quota fissa (l'ex canone) che si paga, ogni famiglia ha a disposizione circa 200 litri di acqua al giorno, che è un po' pochina per l'uso sconsiderato che facciamo dell'acqua potabile: bere, lavarsi, pulizia della casa, scarichi del water e giardino.

Occorre quindi innanzitutto iniziare a ridurre gli sprechi anche a fronte di bollette sempre più care.

Fare la doccia anziché il bagno, chiudere il rubinetto quando ci si lavano i denti, non usare acqua corrente per pulire le verdure e tanti altri accorgimenti salva-acqua (e salva-bollette) sono un ottimo approccio individuale al problema dello spreco idrico.

Certamente gli sprechi non sono solo i nostri, ma sono da addebitare sicuramente anche alla vetustà della rete di distribuzione che è il caso di dire "fa acqua da tutte le parti", se si pensa che nelle sole tubature della rete si perde un buon 30-40% della nostra acqua.

Se pensiamo che la maggior parte dei consumi idrici è dovuta alle industrie e all'agricoltura che la utilizzano nei loro processi produttivi a prezzi irrisori si capisce che oltre alla riduzione dei consumi individuali occorre promuovere politiche basate per aumentare la capacità delle imprese di riutilizzare una parte delle acque usate nel processo al fine di abbattere sensibilmente i consumi, cambiando i cicli produttivi è il modello di sviluppo.

E se pensassimo a reti differenziate a seconda degli usi che se ne fa, per esempio sfruttando le acque piovane (opportunamente raccolte in appositi serbatoi) da utilizzare per alcuni usi domestici, ed industriali ?

L'acqua non è un bene illimitato, ne tantomeno rinnovabile, circa due miliardi di persone non hanno accesso all'acqua potabile e circa duemilioni muoiono ogni anno a causa di malattie direttamente associate a condizioni idriche scadenti.

E le previsioni non sono per niente rosee, se continuiamo con gli sprechi, l'acqua rischia di diventare il nuovo "Dio Petrolio"; nelle previsioni più catastrofiche essa potrebbe essere il nuovo motivo di tensione dei popoli; sappiamo bene che le aree più ricche di petrolio sono da sempre zone di conflitto per il controllo dei pozzi, potrebbe accadere la stessa cosa per l'acqua?

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