Lug 26 2007
La solitudine da schermo
Giovanissimi in solitudine davanti alla televisione, ai videogiochi e al computer in un rapporto diretto con uno schermo
La grandezza delle città, la fretta e la velocità con il quale si compiono i gesti quotidiani, i ritmi tecnologici, impongono di dover riempire, ogni momento della giornata, con attività, anche tra coetanei, ma in solitudine davanti alla televisione, ai videogiochi e al computer in un rapporto diretto con uno schermo. Anche se la famiglia rimane il "centro del mondo" di ogni bambino, è pur vero che i ragazzi sono spesso trascurati da genitori che tornano a casa la sera e sono sempre stanchi e meno propensi al dialogo e al gioco con i propri figlioli.
Se noi adesso ci interroghiamo e ci poniamo il problema che, sempre con maggiore frequenza, i bambini restano intrappolati nelle maglie di internet a causa di oscure persone che approfittano della loro debolezza e solitudine, è evidente che il fenomeno esiste in tutta la sua drammaticità.
Cosa comporta l'uso e abuso tra i giovani di internet, delle insidie che nasconde; come tutelarsi e riconoscere i pericoli?
La tecnologia è stata in questi anni il motore primario degli standard di vita, un nuovo modo di pensare e una modificazione estetica del tempo e dello spazio. Nuovi scenari culturali sono oggi offerti dall'uso delle nuove tecnologie (Internet compreso): il progredire delle tecnologie e delle loro applicazioni influenza infatti la vita quotidiana di ogni essere umano, modifica l'uomo stesso, il suo modo di pensare e di agire.
Le tecnologie possono perciò favorire in diversa misura la diffusione e la condivisione del sapere e del saper fare. E dunque s'impone con urgenza l'educazione ai media, giacché oggi il cosiddetto divario "digital divide", che separa chi sa da chi non sa usare gli strumenti digitali, si ripresenta analogo a quello di chi, solo pochi decenni fa sapeva leggere e scrivere e di chi era analfabeta, correndo il rischio che l'esclusione digitale significhi una progressiva esclusione sociale.
Tuttavia, il rischio di un uso eccessivo e poco controllato di Internet, specialmente tra i giovani, c'è sempre e questo rappresenta l'aspetto più pericoloso a cui è doveroso rivolgere particolare attenzione. Si parla oggi di "disordine mentale" causato dalla dipendenza da Internet.
I sintomi sono paragonabili a quelli delle più diffuse forme di dipendenza da sostanze e da situazioni particolari; l'assuefazione si manifesta per esempio con un progressivo aumento del bisogno di navigare in rete, o con la dipendenza dalle cyber-relazioni, tradotta in una forte spinta ed un'esagerata gratificazione nell'instaurare profonde relazioni di amicizia "virtuali" via e-mail, via newsgroup o soprattutto via chat a scapito dei rapporti reali, familiari e sociali.
K. Young nel suo libro "Presi nella rete. Intossicazione e dipendenza da Internet" evidenzia come le persone intossicate dalla rete, nonostante l'appartenenza ad ambiti sociali diversi, manifestino quale caratteristica comune l'esigenza di fuga e di evasione dalla realtà.
I disagi psichici, le vere e proprie dipendenze dalla rete trovano spesso ragione in una fragilità di identità e, quindi, in una carenza di relazioni interpersonali positive. Le situazioni disturbate che l'uso e l'abuso di Internet possono provocare hanno certamente cause da ricercare nella vita reale, di cui poi la vita on-line costituisce il palcoscenico.
Oggi assistiamo spesso impotenti alla solitudine dei nostri figli, davanti ad uno schermo: Computer, televisione o videogioco che sia; occorre quindi stimolarli al recupero delle relazioni. Di certo noi genitori non vogliamo escluderli dalla vita tecnologica, ma sbagliamo se stiamo zitti e lasciamo fare. Occorre trovare il giusto equilibrio tra il sacrosanto diritto alla conoscenza e il piacere psico-fisico dei rapporti interpersonali "fisici".
Genitori, educatori, insegnanti sono chiamati quindi alla salvaguardia dei più deboli, facilmente preda delle mille insidie che popolano il mondo virtuale, così come quello reale; perciò sono invitati a rimanere al passo con i tempi, per non rischiare di essere impreparati e disarmati davanti al cyberspazio, facendo esperienze di navigazione comune, stabilendo insieme, in un clima di "complicità" reciproca, i siti che meritano di essere visitati, convincendo il minore della necessità della riservatezza dei dati personali, adottando dei filtri quali sistemi in grado di bloccare in modo autonomo l'accesso a siti o l'uso di determinati servizi ritenuti inappropriati.
E', quindi, importante veicolare gli affetti dai genitori ai figli con la presenza reale nella vita dei ragazzi. Vivere una realtà reale e non virtuale
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