Lug 23 2007
Cara vecchia TAC
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 3 Aprile 2007, pag. 13 "Installazione della TAC dopo l'attesa e tempo dei lavori" articolo a firma di Luigi Mongelli: A Gioia sarà installata la TAC perfettamente funzionante dimessa dall'ospedale "S. Maria degli Angeli" di Putignano in quanto il direttore generale della ASL BA/5 dott. Nicola Pansini ha deliberato l'acquisto dalla Toshiba Medical Systems S.r.l. di una nuova TAC, decidendo di non alienare la TAC sostituita, ma di trasferirla presso l'Ospedale di Gioia;Il Sindaco afferma che la TAC a Gioia è un segnale positivo ossia gli impegni presi si stanno mantenendo;L'operazione di consegna ed installazione della TAC ha già preso il via, tanto che in questi ultimi giorni, la zona in cui sarà ubicata l'apparecchiatura nell'ospedale "Paradiso", si è trasformato in un vero e proprio cantiere, che dovrebbe chiudersi nell'arco di due mesi. Soluzione seguita giorno per giorno non solo dal Sindaco ma anche dall'Assessore Antonio Vasco delegato dal primo cittadino ai problemi inerenti la sanità. Sembra fatta. E invece no, l'attivazione della TAC presso il presidio ospedaliero di Gioia del Colle è una delle tante vicende che contribuiscono a rendere paradossale la Politica della Sanità nella nostra città. Mi limiterò a rievocare i fatti così come si sono succeduti, lasciando trarre le conclusioni a chi legge. L'evoluzione dell'esistenza o più semplicemente sopravvivenza, dell'Ospedale "Paradiso" avvenuta nella nostra città nel corso degli ultimi decenni è così complessa tanto da poter essere paragonata ad una "soap opera", per i suoi continui colpi di scena, ripensamenti e promesse quasi mai mantenute. Già all'indomani dell'elezione della Giunta Regionale Vendola, (dicembre 2005) l'Assessore Regionale alla Sanità, on. Alberto Tedesco, intervenuto in un convegno organizzato dai DS e tenutosi nella sala comunale De Deo , ebbe a precisare che: Il futuro della sanità regionale sarebbe stato quello di creare 10-11 nuovi megaospedali, intercomunali, sul modello del nuovo Miulli, chiudendo progressivamente i piccoli ospedali che, nell'ottica di gestione manageriale della sanità, non avrebbero motivo di esistere, in quanto solo fonte di spese passive. Lo stesso Tedesco, prese impegno formale circa l'istallazione di una TAC nel presidio ospedaliero di Gioia, per l'acquisto della quale erano state opportunamente stanziale le somme. Manco a dirlo, tutto rimane nel libro dei sogni e mentre nulla si muoveva, ecco che a febbraio 2007 l'on. Enzo Lavarra, tappezzando le mura della nostra città con manifesti a sua firma e tanto di stemma del Parlamento Europeo, annuncia che finalmente la TAC a Gioia non è più un sogno ma una realtà. Tutta la stampa locale ovviamente riporta la notizia, con tanto di foto ed articoli nei quali si attribuisce il "merito" per la grazia ricevuta, all'interessamento dell'on. Lavarra, dell'on. Povia e del Sindaco Mastrovito. Ma, qual è la provenienza della nuova TAC ? Innanzitutto va detto che la TAC nuova non è, in quanto si tratta della stessa TAC utilizzata per diversi anni presso l'ospedale del vicino comune di Putignano, ormai dimessa perché tecnologicamente superata (16 slide ) e perché, spesso oggetto di manutenzione. Infatti, la direzione generale della ASL BA/5 con delibera n. 1644 del 20 dicembre 2006, decide di impiegare le somme che l' On. Tedesco aveva destinato per l'acquisto della TAC per l'Ospedale di Gioia, per comprarne una nuova di zecca (64 slide) da destinare all'unità di radiologia dell'Ospedale di Putignano. C'è da dire che la ASL BA/5 ha comunque speso benissimo i soldi che erano destinati per Gioia, in quanto la TAC di Putignano rappresenta quanto di più tecnologicamente avanzato attualmente esiste sul mercato, permettendo al cittadino-paziente, di ottenere una migliore e più completa attendibilità diagnostica. Ma (come in tutte le vicende intricanti esiste sempre un "ma"). Bisognava risolvere due problemi: come smaltire la macchina "vecchia"? come rabbonire la cittadinanza Gioiese, a cui era stata fatta una promessa formale? Ecco che i nostri " machiavellici " amministratori pubblici, salvando capre e cavoli, pensano di trasferire la "vecchia e obsoleta TAC" al presidio ospedaliero di Gioia. Ed ecco i manifesti di cui sopra dell'on. Lavarra, che tanta illusione hanno procurato agli ignari e inconsapevoli cittadini. E nessuno che abbia osato alzare la voce e parlare, dicendo la verità, tranne il sottoscritto ( vedi articolo pubblicato purtroppo solo sul numero 140 del 5/5/2007 di " Azzurra ", organo di informazione di F.I. a Gioia ). Detto ciò, mi sento di poter affermare che grazie all'interessamento dell'On. Lavarra, dell'On. Povia e del Sindaco Mastrovito noi, cittadini gioiesi possiamo ritenerci cornuti e mazziati perché non solo privati e non difesi dallo scippo subito del finanziamento promesso (perciò cornuti) ma, anche di fatto danneggiati per essere moralmente costretti (nel caso in cui fosse attivata la TAC a Gioia) a dover usare una tecnologia non adeguata perché superata (perciò mazziati). Chiudo con una riflessione sulla dichiarazione rilasciata dall'ex assessore Antonio Vasco riportata nel su detto articolo della Gazzetta del Mezzogiorno: "Stiamo cercando di ridare dignità ad una struttura (ospedale) che nel passato ha giocato un ruolo decisamente importante nel nostro panorama sanitario. Peccato, però, che le tante beghe politiche, a volte dettate da puri e semplici interessi di bottega, hanno fatto sì che questa ineccepibile struttura diventasse non protagonista principale, bensì comprimaria nella sanità del nostro territorio. Dunque, bene si sta facendo a salvare il salvabile." Credo che abbia ragione……ma, mi chiedo, quando tutto ciò accadeva l'ex assessore Antonio Vasco che da anni è politicamente attivo e che ha rappresentato più volte nel governo locale la politica della D.C. e della coalizione di Centro Sinistra …dov'era?
1 Commento per “Cara vecchia TAC”
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Caro Tommaso, evidentemente l'ex assessore Antonio Vasco partecipava, insieme a tutti gli altri suoi "accoliti", ad un torneo di burraco organizzato, dai responsabili del servizio sanitario locale e dai "magnate" della politica nostrana, per reperire i fondi necessari da destinare al salvataggio di un Paradiso ormai perduto. Fondi però da utilizzare preventivamente e come da precedenti accordi verbali, sottoscritti dagli stessi organizzatori, ancor prima di destinarli, come premio da assegnare al vincitore dell'ormai decennale concorso, anche se ormai in dirittura d'arrivo, denominato "Sanità a Gioia del Colle: chi la sparerà più grossa?". Un concorso così ambito in cui in molti si sono distinti, continuano e continueranno a distinguersi, per la loro fantasia e la loro facilità nel fare promesse, ovviamente mai mantenute e che mai manterranno. Tutti, sono stati così bravi da rendere difficile, allo stato attuale, la proclazione, da parte dei cittadini-pazienti e non, di un unico vincitore. Infatti, tutti i partecipanti, sia di destra che di sinistra, ad oggi sono da considerarsi ex aequo al primo posto! Domani? Chissà, forse qualcosa cambierà ma, considerando le premesse, sicuramente non nei nostri rappresentanti, siano essi politici che sanitari, troppo legati ai loro "allori" più che ai nostri dolori!
Donato Stoppini