Lug 20 2007
Proposta del comitato per l’interramento dei binari ferroviari di Gioia del Colle
Massimo Mastrovito, a nome del Comitato per l'interramento dei binari ferroviari di Gioia del Colle, che rappresenta, chiede ospitalita' su gioiadelcolle.info per pubblicizzare la proposta di interramento della ferrovia.
L'argomento ha anche attinenza con il problema del passaggio a livello di via Dante di cui abbiamo già discusso in : Chiuso dal 1° Marzo il passaggio a livello di via D'Annunzio, Nuove Norme per i Cortei Funebri , «Il passaggio a livello non si tocca» , Consiglio Comunale: si parlerà di chiusura del passaggio a livello .
Partecipazione democratica attiva è anche questo, dare voce a tutti, per creare un tavolo virtuale di discussione per la risoluzione di problemi della città.
Massimo Mastrovito tira in ballo sul tema anche le istituzioni; sarebbe auspicabile ed opportuno che, in attesa che le stesse istituzioni si attrezzino con dei loro strumenti di partecipazione democratica della cittadinanza (ad esempio con dei forum aperti sul sito ufficiale del Comune), queste sfruttassero il nostro portale per alimentare una sana, democratica e costruttiva discussione sull'argomento, perché, ricordiamolo, i grandi problemi della città vanno risolti con il contributo di tutti.
Ecco di seguito la nota inviataci da Massimo Mastrovito.
Come tutti sanno il nostro studio, insieme ad altri amici, anche tecnici, che ci hanno accompagnato nell'esperienza elettorale del 2004, redasse uno studio di fattibilità per verificare strade alternative alla divisione della città in due parti a causa dell'accordo intercorso tra Comune di Gioia del Colle e RFI (ex Ferrovie dello Stato).
A distanza di tre anni da quella proposta, che tra l'altro prevedeva l'utilizzo dello svincolo ferroviario esistente presso lo stabilimento TERMOSUD (dopo opportuni accordi con Termosud, ovviamente) per la realizzazione di un parco merci o meglio ancora di un vero e proprio polo logistico l'Amministrazione Comunale, pure invitata a desistere dai suoi programmi di investimento collegati
all'accordo (circa 3,5 Milioni di Euro) ha proseguito nei suoi programmi ignorando completamente le istanze del comitato, anche successive alle elezioni amministrative; la gente ha sonnecchiato fino a quando l'Amministrazione ha dovuto attuare e completare il programma e si è svegliata quando si è fatta imminente la realizzazione del muro su Via Dante (quello su via D'Annunzio si è già realizzato) e quando sono state completate le opere dei sottopassi pedonali.
Pressata dalle proteste cittadine il Sindaco e buona parte degli amministratori hanno cominciato a manifestare dubbi e a comprendere le proteste dei cittadini manifestando una certa disponibilità ad affrontare l'argomento, ben guardandosi però dal dichiarare disponibilità a prendere in esame la proposta del comitato.
Ma già una parte della proposta del comitato sembra essere stata, forse involontariamente, presa in seria considerazione tanto che l'assessore regionale Loizzo il 20 Marzo 2003 ha tenuto presso la sala De Deo una conferenza per illustrare le potenzialità del nodo di Gioia del Colle per la logistica intermodale.
Alla luce di quanto sopra ci sembra giunto il momento di tentare, se possibile, una mobilitazione delle coscienze su questo tema che investe il futuro sviluppo urbanistico ed economico della città, nella speranza che i cittadini sentano la città come una cosa propria e dei propri figli ed abbiano il coraggio di riappropriarsi dei propri diritti, per troppo tempo delegati ad altri; per questo abbiamo pensato di affidare nelle mani di chi ha avuto la lodevole iniziativa di costruire uno strumento democratico e raggiungibile da chiunque per far conoscere meglio questa nostra proposta.
Per quanto ci riguarda siamo disponibili a offrire chiarimenti in merito ai costi preventivati e ai ricavi che potrebbero esserci dall'operazione; a partire da 3 anni a questa parte a numerosi amministratori con cui occasionalmente ci siamo incontrati abbiamo offerto la nostra disponibilità ad offrire chiarimenti sulla fattibilità dell'intervento; ad oggi, 31 Maggio 2007 NON 1 SOLO AMMINISTRATORE CONSIGLIERE O ASSESSORE, pur avendo a noi manifestato, in presenza di altri testimoni, interesse all'argomento e avendo garantito che avrebbe approfittato della nostra disponibilità per approfondirlo è venuto a chiederci spiegazioni o dettagli.
Il fatto che sia in itinere la variante del PUG (Piano Urbanistico Generale) potrebbe essere un ottimo stimolo per prendere in esame la proposta del Comitato.
Documentazione :
-
D9-Studio di fattibilità.PDF (per tecnici)
Vi ringraziamo per l'ospitalità.
Per Il Comitato per l'interramento dei binari ferroviari di Gioia del Colle
Massimo Mastrovito
080.3430540
email: massimo@studiomastrovito.191.it
14 Commenti per “Proposta del comitato per l’interramento dei binari ferroviari di Gioia del Colle”
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E' proprio vero che per le idee innovative e intelligenti la vita è sempre stata dura ! Ma qui è in gioco il futuro urbanistico se non di tutta la nostra cittadina, almeno di una parte importante. Ma al di là delle naturali e logiche esigenze urbanistiche, c'è un aspetto da non trascurare. La proposta dell'interramento dei binari darebbe la possibilità alla nostra città di trovare finalmente un'area ( quella che verrebbe liberata dalla attuale stazione ferroviaria ) dove poter trasferire per esempio l'area mercatale ( annoso e non risolto problema, viste le continue lamentele sia dei cittadini che degli esercenti commerciali ambulanti ). E non solo, ma potrebbe essere destinata a verde pubblico attrezzato ( e ce ne sarebbe bisogno ! ) oltre che a parcheggio. Come si vede, avendone il coraggio, si risolverebbe una serie di problemi. Ma purtroppo qui emerge la cecità amministrativa dei nostri politici, unicamente preoccupati di non realizzare nulla il cui merito non andasse a loro ( già impegnati nella prossima campagna eletttorale ? ) e non preoccupati del bene comune. Speriamo che di tutto ciò i cittadini Gioiesi non se ne scordino.
1. Il tutto nasce dal fatto che la zona oltre il passaggio a livello non era destinata allo sviluppo di abitazioni per uso domestico. Quindi ora si parla di spaccare la città quando a monte già prima che si costruisse si sapeva quali erano i piani delle Ferrovie dello Stato. Ma come al solito i nostri amministratori hanno gestito la cosa con grande perizia, ovvero fregaandosene e lasciando che la città si espendesse là dove magari non era consentito, magari chissà dietro quale ricompensa. Adesso che la frittata e fatta naturalmente si vuol correre al riparo.
2. Il sol pensiero che l'incompetenza dei Mastrovito entri anche in una situazione complicata come questa mi fa venire i brividi. Già perchè basterebbe vedere i lavori che hanno eseguito per l'Amministrazione Comunale per capire tutta la bravura di certa gente. E solo per un assaggio non ultimo il famoso problema della scala della scuola Mazzini dove l'illustrissimo Ing. Mastrovito ha dato il meglio di se arrecando un danno di migliaia di euro che sicuramente ricadranno sulle tasche dei cittadini…
Cari concittadini, una cosa é certa quanto giá scontata; fare il sindaco é piú facile di essere sindaco in una città difficile da gestire come Gioia del Colle. Tutti la vedono a modo loro, ma nessuno si prende la briga di entrare nel fondo della questione. Certo é che il passaggio a livello e i binari nel comune sono una cosa obsoleta da tanto tempo. Ma allora perché non si é pensato di spostare la stazione in parallelo con l´autostrada, vietando per una fascia di 200 metri qualsiasi fabbricazione privata. Il posto é sufficiente di sicuro, anche visto da sopra si riconosce che sia facile e non tanto costoso come fare dei sotto passaggio, che solo Dio sá che caos ci sará appena arriva una acquazzone. Se giá ci sono uffici di studi ed imprese che stanno lavorando, allora fate il passo giusto, e convincete la giunta comunale e il sindaco votato da noi cittadini. Smettiamola di dare sempre e solo colpe a coloro che disgraziatamente credono di decidere sempre nel nome del popolo. Non l´hanno mai fatto e non lo faranno mai, anche perché non é importante fare senza pensare, ma pensare prima di fare. Il problema esiste, la logica é evidente, allora dové l´ostacolo vero? Mancano i soldi? E siamo sempre li. Senza soldi nulla vá, percui aspettiamo che si faccia una domanda alla provincia per capire quanti soldi sono pronti per un´intervento cosí, e quando saranno liberi queste cifre. Poi il resto si fará con o senza Mastrovito, perché é necessrio farlo. Spero che si rimantella anche l´entrata di Gioia, perché appena usciti dalla Autostrada per entrare a Gioia, cala una vergogna tremenda. Strade cosí si trovano solo nel buio dell´Africa centrale. Noi siamo l´Europa, ma ve ne sieti accorti in che anno viviamo? Cordiali saluti a tutti quelli che sanno sempre tutto meglio e parlano dopo i fatti conclusi. Il Vostro compaesano dalla Germania , Andrea Vernia
Premetto le mie scuse alla comunità che legge per le note personali che seguono, ma l'essere accusato su questo blog di colpe non mie mi spinge ad un chiarimento che, necessariamente, va indirizzato agli stessi lettori.
Caro Gattopardo,
so che il venticello della calunnia di rossiniana memoria spesso fa facilmente breccia fra la gente inesperta o di malafede, ed anche tu, da quel che leggo, ti sei lasciato ingannare. Ma quando si fanno queste accuse si ha l'obbligo di documentarsi più accuratamente.
Pertanto, se non hai avuto tempo e modo di farlo (o più semplicemente non lo hai ritenuto necessario) ti lascio la mia mail, alla quale, magari presentandoti, potrai mandare un tuo messaggio. Ti assicuro che ti risponderò con più dettagli e potrò inviarti anche il documento (di recente inviato anche agli Amministratori) per far luce sulla questione della scala della Mazzini. Sono sicuro che avrai motivo per ripensare alle tue affermazioni e accuse che mi rivolgi. Del resto, se la responsabilità è mia, perché l'Amministrazione, con cotanti consulenti, non ha ritenuto di chiamarmi ai danni? Provo a spiegartelo sinteticamente: sia l'ing. Comunale precedente, sia le foto delle armature in corso di realizzazione dell'opera, sia le denunce di rottura della scala della Dirigente della scuola datate 2003, testimoniano che la scala era lesionata in due punti già prima del collaudo, e che le cause vanno ricercate altrove, anziché nel mio operato. Io ho avuto semmai la colpa di far rilevare un vizio su un'opera pubblica, cosa che spesso infastidisce qualcuno … E questo vale anche per l'incompetenza lamentata.
Se "i Mastrovito", come tu li chiami, godono da decenni della fiducia di molti fra i maggiori operatori del settore (sia costruttori che imprese) qualche qualità dovranno pure averla. Riconosco a chiunque il diritto di esprimere le proprie opinioni, non consento ad alcuno di azzardare, anche se facilitato dall'anonimato, generiche quanto strumentali accuse.
Sono d'accordo con te solo su una cosa: pagheranno sempre i cittadini, … che pagheranno salata anche l'inerzia di un'amministrazione che, sulle ferrovie, non ha il coraggio di riconoscere, finché è in tempo, i propri errori: forse proprio perché questi errori vengono fatti notare da qualche avversario politico.
mauromastrovito@tiscalinet.it
Ho letto l'articolo e i commenti su questo tema con molta difficoltà. Dapprima credevo solo di aver letto con troppa superficialità e quindi di non aver inquadrato il problema; ma al quarto tentativo mi sono arresa: mi sfugge l'antefatto, mi sfugge chi è contro e chi è pro i lavori. Troppo nel particolare si svolge la polemica. Per mio conto ricordo benissimo che giá 35 anni fa c'erano case al di lá dei binari della ferrovia e mi ricordo anche che se si chiudono per lavori i due passaggi a livello il traffico di Gioia, l'intero traffico di Gioia dovrá essere dirottato su un piccolo ponticello in muratura, ad una sola corsia e munito di semaforo, il che mi sembra improponibile. Ci tengo a precisare che l'idea di far scomparire i binari e ridare a Gioia una continuità territoriale non mi dispiace, anzi. Spero solo che chi di dovere saprà rendersi conto del problema non secondario della viabilità a Gioia che conosciamo bene tutti. Azzardo una proposta: dividere il cantiere in tre tronconi lasciando aperti i passaggi a livello; quando le nuove strade saranno sorte al posto dei binari e collegate alle strade esistenti, chiudere i passaggi a livello per completare l'interramento dei binari. Naturalmente non mi arrogo il diritto di insegnare urbanistica a coloro che ci lavorano nel campo, ma un po' di buon senso in più non guasta mai. I soldi, come mi insegna il mio compagno che ha frequentato per molto tempo ambienti politici "romani", ci sono e sono tanti; quello che manca sono 1)La buona volontà. 2)Il buon senso. 3)Il rispetto per i contribuenti. Si sprecano troppi soldi in Italia per pagare politici e istituzioni parallele completamente inutili; e quei soldi escono dalle tasche degli italiani.
Cara signora Barbara,
spero con qualche nota di fornirle chiarimenti utili sulla storia della proposta e sulle sue finalità. Da tanti anni si parla di lavori alle ferrovie, di allargamento e/o spostamento del ponte in muratura e dei relativi raccordi stradali, ma purtroppo, per motivi politici (o personali) non si è mai addivenuti in Consiglio comunale ad una soluzione che accontentasse tutti. Pertanto anni fa le Ferrovie risolsero il problema urgente del doppio binario, senza fare lavori al ponte, e quindi senza opere di miglioramento della viabilità. Le nuove esigenze delle Ferrovie, che stanno cercando di eliminare tutti i passaggi a livello a raso sulla linea BA-TA, hanno indotto il Consiglio comunale, nel 2002, ad approvare un progetto che prevedesse la chiusura dei passaggi a livello, realizzando in alternativa un sottopassaggio carrabile e due pedonali. E qui nascono i problemi. Infatti il progetto, benché approvato all'unanimità dal Consiglio nel 2002, suscitò immediatamente numerose proteste da parte dei cittadini, sia per i problemi che avrebbe generato sulla viabilità, sia per i rischi legati all'utilizzo dei sottopassi pedonali, così come progettati. Va segnalato che già prima dell'approvazione in Consiglio, una delegazione di cittadini si era recata dal Sindaco Povia per far presente la possibilità di una soluzione alternativa, che prevedesse l'interramento dei binari, sentendosi ridere in faccia. Va fatto notare che altri comuni hanno saputo tutelare davvero le proprie comunità, ottenendo dalle Ferrovie l'interramento in condizioni più difficili di Gioia ed a costi notevolmente superiori (vedi Triggiano, Capurso, Castellana, ed in ultimo anche Bari) mentre gli Amministratori gioiesi si sono piegati, supinamente, agli interessi delle Ferrovie, approvando un progetto di chiusura dei P.L. che interessa le Ferrovie, ma che prevede oneri per diversi milioni di euro a carico dei gioiesi, oltre agli evidenti disagi di cui si è detto. Nel 2004 venne presentata da un Comitato cittadino (con una nostra partecipazione tecnica alla compilazione del progetto) una proposta di interramento più articolata, corredata di uno studio di fattibilità e di un sommario preventivo economico (25-30 milioni di euro), con un programma PUBBLICO di valorizzazione delle aree adiacenti che consentiva di finanziare in buona parte l'opera, e con evidenti risultati di riqualificazione urbana e di valorizzazione del tessuto edificato esistente, nonché grandi prospettive di sviluppo sul lato Ovest della città, oggi bloccato da Ferrovia, SS. 100 ed Autostrada. Tale proposta, sottoposta come Osservazione al vaglio del progettista del nuovo Piano Urbanistico Generale (prof. ing. Fuzio), è stata valutata realizzabile senza difficoltà tecniche. Il prof. Fuzio, infatti, scrive (2005) che "La eliminazione dei binari ferroviari, oltremodo complessa nella ipotesi di una loro delocalizzazione (nuovo tracciato) lasciandoli a livello campagna, appare possibile nella soluzione di un loro interramento, come prospettato nella Osservazione. … Per gli aspetti strutturali, peraltro, la soluzione dei binari interrati non pone particolari problemi". Purtroppo questa proposta non è stata nemmeno guardata ed esaminata dall'Amministrazione, con sole motivazioni politiche (proveniva da una parte politica avversa). Dapprima il Sindaco Mastrovito affermò che bisognava scavare da Acquaviva a Castellaneta, poi che l'opera sarebbe costata 150 milioni di euro, con una costante azione denigratoria e diffamatoria di una proposta, che peraltro non aveva la pretesa di essere un progetto, ma solo uno spunto di discussione, sostenuto peraltro da 2000 firme a sostegno di cittadini gioiesi. Anche l'ass. Covella, che in occasione di un pubblico dibattito ebbe a deridere la proposta, ha fatto marcia indietro apprezzandone i risvolti positivi in un recente dibattito televisivo. Ogni promessa del Sindaco di occuparsi del problema (a partire dalla Delibera di Consiglio comunale dell'aprile 2005) è stata disattesa dall'Amministrazione, fino a quando, con la chiusura del primo passaggio a livello (Via D'Annunzio) e l'annunciata chiusura di quello di Via Dante Alighieri, non si sono scatenate le proteste dei cittadini. Solo a seguito di tali proteste l'Assessore Regionale ai Trasporti si impegnò, nello scorso marzo, a lasciare aperto il P.L. di via Dante, ed a trovare risorse per rivedere il progetto dei sottopassi, che nel frattempo sono stati realizzati (ricordo che nel 2004, quando fu presentata la proposta, i lavori non erano stati ancora realizzati). In sostanza sono state accolte, a furor di popolo, le proteste dei cittadini, ma a cose fatte e spese realizzate. Oggi dalla Regione Puglia e dall'Assessore Loizzo non possiamo attenderci altro che una revisione del progetto del sottopassaggio pedonale di Via Dante, che è già qualcosa, ma molto poco rispetto a quello che è stato tolto e che va restituito alla città. Noi del Comitato siamo certi che sia ancora percorribile lo studio di soluzioni alternative più ampie. Purtroppo tali soluzioni necessitano di una forte presa di posizione da parte dell'Amministrazione che, come questi anni hanno dimostrato, può scaturire solo da una serrata protesta popolare della gente che, giustamente, si è sentita abbandonata e tradita da un governo che non ha saputo tutelare gli interessi della collettività. Auspichiamo che anche attraverso la meritoria opera di gioiadelcolle.info si possa fare reale informazione su questa ipotesi e che da ciò possa finalmente scaturire una presa di coscienza della collettività prima e di conseguenza dell'Amministrazione che portino a rivedere l'intero progetto. Del resto, come l'intervento dell'Assessore regionale Loizzo ha dimostrato, se c'è volontà condivisa si può rimandare la chiusura dei P.L. e studiare soluzioni alternative, anche di più ampia portata. Siamo convinti che quest'idea, lungi dal poter essere realizzata dai Mastrovito, come qualcuno paventa (il progetto non potrebbe che essere delle Ferrovie) offra grandi possibilità di sviluppo alla nostra città. Un governo che si rispetti deve saper pensare allo sviluppo del proprio territorio, ma se il governo della città non è disponibile, è la città che deve mobilitarsi per salvaguardare se stessa.
Tutto sommato mi sembra la solita storia all'italiana di occasioni mancate per colpa dell'inerzia. Grazie per le spiegazioni signor Mastrovito, ora mi é un po' piú chiaro il motivo della contesa. Non mi intendo molto di politica ma a sentir dire il mio compagno é del tutto normale in Italia: una larga fetta di italiani confonde le necessitá contingenti con i progetti a lungo termine e molto spesso, anzi quasi sempre si lasciano sedurre da promesse lampanti senza prendersi molta pena per il futuro. Il motto "Tanto peggio, tanto meglio" va ancora molto di moda in tutti i settori della politica, di qualsiasi colore essa sia. Io spero che tutti i gioiesi di buona volontá riescano a bloccare i "pesci-cani", come li chiama il mio partner, e riescano a realizzare un progetto adeguato alle reali necessitá della nostra cittá. Grazie e… mi appello a tutti voi: Gioia viene prima dei nostri interessi particolari. Se ció che sará fatto non sará nell'interesse della cittá tutti prima o poi se ne accorgeranno. Ciao! PS: Scusate se rispondo in ritardo, i miei impegni mi portano via molto tempo e quindi puó capitare che io risponda con ritardo ai vostri contributi.
Quoto, come imporrebbero le funzioni dei forum multimediali, l'affermazione della Sig.ra Anzalone: Io spero che tutti i gioiesi di buona volontá riescano a bloccare i "pesci-cani" … e riescano a realizzare un progetto adeguato alle reali necessitá della nostra cittá. Grazie e … mi appello a tutti voi: Gioia viene prima dei nostri interessi particolari. Se ció che sará fatto non sará nell'interesse della cittá tutti prima o poi se ne accorgeranno. Detto questo, credo che RFI non ha, allo stato delle cose, alcun interesse a modificare un progetto già realizzato. Purtroppo la frittata è stata fatta e il pubblico interesse di tutta la comunità gioiese, e non dei soli abitanti oltre il muro di via Santeramo, è stato venduto per due lenticchie. Ultimamente i muri a Gioia si fanno, eccome. Molto spesso vengono storti. Alcuni sono destinati a ribaltarsi o a sgretolarsi. Parlo, oltre all'istituendo muro, di quelli posti in essere su via Bari, via Acquaviva, via G. D'Annunzio. La società RFI ha peseguito il proprio interesse a garantire una circolazione, sulla strada ferrata, più veloce e più sicura. Forse ha tralasciato il fatto che una strada ferrata segna in maniera irreversibile il futuro della comunità servita dal servizio e che è, nel contempo, servente delle aree interessate. Se poi qualche amministratore sapesse che la Stazione di Gioia del Colle non ha più una biglietteria front-office ma una on-line che richiede l'uso non delle monete ma solo della carta di credito, allora dovremmo meravigliarci. Altro che mobilità sostenibile. Siamo all'anno zero. E' bene che lo sappiano i gioiesi in trasferta. Un film si intitola: Io, speriamo che me la cavo.
NUNZIO LOPORCARO
Il sol pensiero che qualcuno venga in un blog di questo interesse e spessore per esprimere giudizi sommari non documentati "mi fa venire i brividi". Mi sono chiesto: costui è un tecnico? Se lo è, certo ha dimenticato da qulche parte la propria deontologia professionale. Se non lo è, di che diavolo parla e con quale competenza? Ma soprattutto mi sono chiesto (alla Di Pietro): "che ci azzecca?". Che qualcuno organizzi comitati, e metta a disposizione la propria esperienza professionale, che si condivida o meno il fine, in una comunità sana non può che essere considerato encomiabile. Circa il fine poi mi chiedo: ci sono dubbi che la spaccatura in due della città sia un fatto certamente negativo? Mi pare proprio di no! La citta, in generale, è il simbolo della voglia di aggregarsi dei singoli nella collettività; perchè spaccarla? Sig. "Gattopardo" faccia una passeggiata a Matera per valutare quanto si è giovata quella città dell'interramento della ex Calabro-Lucana! E che Tommasi di Lampedusa la perdoni!
Francesco d'Alessandro.
Si chiamava Tomasi di Lampedusa. Speriamo perdoni anche Lei…
Sarò io a perdonarla, mister precisezza! Con Stima.
Mi perdoni nuovamente, ma ho controllato i seguenti dizionari:
Garzanti http://www.garzantilinguistica.it
Sabatini-Coletti http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano
De Mauro http://www.demauroparavia.it
Accademia della Crusca http://morpheus.micc.unifi.it:8080/cruscle/ricerca_libera.jsp
e non ho trovato da nessuna parte il termine precisezza…
Con Stima.
Non c’è bisogno di consultare alcun dizionario per rendersi conto che tutti e due siete… andati fuori tema!
Un cordiale saluto.
Donato Stoppini
Chiedo scusa agli altri: per Massimiliano. Non è consultando i dizionari, on line o cartacei, che potrai capire se un neologismo abbia un significato ironico. Il senso, amico mio, è nell'inesistenza stessa della parola! Ti chiedo la cortesia di rimanere al tema (come chiede anche Stoppini) e di essere un po' più tollerante. Grazie. Frandalex