Mag 31 2007
Acqua bene comune
Parte la campagna nazionale "Acqua bene comune".
Una firma per l'acqua. Quella di proprietà pubblica e di accesso universale.
Acqua bene comune, proprietà pubblica e diritto inalienabile di tutti. Non una merce da offrire solo a chi è in grado di pagarla. Molti e molte persone sono d'accordo con questi principi, mentre però si continua ad assistere a fenomeni di disuguaglianza nell'accesso all'acqua e di progressiva scarsità delle risorse idriche. Numerosi studi hanno indicato nel modello economico e politico neoliberista uno dei principali responsabili di tali situazioni, attraverso l'imposizione dei processi di mercificazione e privatizzazione dell'acqua. Numerose lotte, iniziative, vertenze e prese di posizione diffuse a livello planetario, come anche in tante aree dell'Italia, hanno segnato la necessità e l'urgenza di una svolta.
Una possibilità concreta di opposizione e di alternativa è costituita dalla campagna di raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua, che è iniziata il 13 gennaio e durerà per sei mesi fino a giugno. Il comitato promotore ha messo assieme le adesioni di sindacati, associazioni antiliberiste pacifiste e ecologiste, organi di stampa, una diocesi (quella di Termoli-Larino) e i social forum, centinaia di realtà associative e comitati locali. Alla stesura dei Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione delle risorse idriche (questo è il titolo preciso della proposta di legge) hanno partecipato attivisti e studiosi di varie discipline. Il risultato è un testo che ha come obiettivo, accanto ad una svolta netta nella considerazione giuridica dell'acqua come bene in sé e nelle strutture di erogazione, anche quello di superare l'attuale corpus normativo non organico bensì contradditorio vigente in materia.
Si tratta di una proposta organica in materia che si articola in 13 articoli, a partire dall'indisponibilità dell'uso delle risorse secondo logiche di mercato (art. 2), pertanto il servizio idrico integrato è definito "privo di rilevanza economica" (art. 4). Si sancisce un processo che porti a ripubblicizzare l'acqua, il che significa anzitutto che non solo la proprietà delle infrastrutture e delle reti deve essere pubblica ma lo deve essere anche la gestione dei servizi idrici (in part. art. 5). Se la gestione è stata affidata a un soggetto di natura giuridica privata, quale una società per azioni (come è il caso dell'Acquedotto pugliese, Aqp SpA), ripubblicizzare significa dare la gestione dell'acqua a un soggetto (impresa, ente o consorzio) di natura giuridica pubblica.
Inoltre ripubblicizzare significava e significa un governo dell'acqua partecipato dei cittadini, che deve tradursi, al di fuori delle enunciazioni retoriche, anche in una gestione trasparente e innovatrice dell'azienda (art. 10).
Per il finanziamento di un costituendo Fondo di solidarietà internazionale si prevede, fra l'altro, il prelievo di 1 centesimo di euro per ogni bottiglia di acqua minerale commercializzata (art. 11, comma 2).
Si potrà firmare per la proposta di legge presso gli appositi banchetti che saranno realizzati dal Comitato locale alla presenza di autenticatori. È prevista l'organizzazione di incontri seminariali e iniziative culturali sull'argomento. È ad ogni modo possibile firmare, sin da ora, anche sui moduli lasciati presso la segreteria comunale del proprio comune:
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Grumo Appula: municipio, segreteria comunale, I piano;
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Binetto: municipio, segreteria, II piano;
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Toritto: municipio, ufficio anagrafe, piano terra.
In ogni caso si può consultare il sito nazionale di riferimento:
segreteria@acquabenecomune.org
TESTO DELL'APPELLO
Caro amico, cara amica,
caro compagno, cara compagna,
è iniziata la campagna di raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua, che ci accompagnerà fino a giugno.
Alcuni e alcune attivisti/e provenienti da diverse esperienze politiche e culturali, anche in prosecuzione con le precedenti campagne politiche condotte sul nostro territorio (campagna per la Tobin Tax, manifestazioni pacifiste e per il diritto al lavoro, sostegno al referendum per l'estensione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, promozione di alternative nei consumi e negli stili di vita), hanno scelto di aderire al Comitato promotore regionale e di partecipare a questa nuova sfida politica, con la costituzione di un Comitato locale.
L'intento del Comitato locale, in accordo con quello regionale, va ben oltre la sola raccolta di firme, con lo scopo di riprendere un percorso di formazione e di azione politica nei nostri comuni, a partire da un tema determinante: l'affermazione dell'acqua come bene comune, diritto universale da tutelare, come servizio pubblico privo di rilevanza economica, con la conseguente sottrazione della gestione delle risorse idriche ad agenzie private o comunque di diritto privato.
Vi chiediamo una firma per l'acqua pubblica sugli appositi moduli e vi invitiamo a contribuire ed a partecipare attivamente, aiutando il Comitato locale ad organizzare banchetti di raccolta firme nei diversi comuni. Vi invitiamo altresì a contattare figure cui è consentito l'ufficio di autenticatore, così come a far circolare notizie delle iniziative che di volta in volta verranno prese.
Per il Comitato locale "Acqua bene comune"
Gaetano Colantuono - Università di Bari
Tiziana Corriero - architetto
Adriana De Mitri - Lecce
Monica Fagioli - New School University (New York)
Nunzio Locorriere - Grumo Appula
Michele Regina - insegnante
Francesco Tortorella - cooperante precario
Per contatti: gaecolant@libero.it - 3403973545
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