Politica e Società

Il rapporto Politica e Società è sempre più esile in quanto è in aumento il divario tra democrazia della rappresentanza e democrazia della partecipazione.
La rappresentanza continua a svuotarsi di significato e il rapporto tra candidato ed elettore si esaurisce nell'atto elettorale.
L'eletto cerca consensi, una volta ottenuta l'investitura il suo rapporto cambia. Egli assume il ruolo [...]

Fascia politicaIl rapporto Politica e Società è sempre più esile in quanto è in aumento il divario tra democrazia della rappresentanza e democrazia della partecipazione.

La rappresentanza continua a svuotarsi di significato e il rapporto tra candidato ed elettore si esaurisce nell'atto elettorale.

L'eletto cerca consensi, una volta ottenuta l'investitura il suo rapporto cambia. Egli assume il ruolo dell'investito del potere di decidere per tutti. 

Al contrario di chi deve percorrere i gradi della partecipazione: 1) avere un gruppo formale o informale; 2) individuare e organizzare i bisogni; 3)ascoltare gli altri sempre; 4) selezionare le domande; 5)saper rispondere fornendo elementi differenziati; 6) non finalizzare l'operato per l'affermazione di sé e del proprio potere personale, (cfr. d. Milani: "Fai strada ai poveri senza farti strada").

A livello locale tra rappresentanti eletti e cittadini  il fossato continua ad allargarsi.

La prova è il rapporto tra programmazione regionale e politiche locali.

La non ammissione del "piano strategico per la città e le aree metropolitane" (Del. CIPE, N. 20/2004), la non conoscenza delle politiche dell'inclusione sociale europea (PAN-Inclusione 2006-2008); il silenzio sugli Assi della nuova programmazione sui quali si concentrano le risorse del Fondo Aree Sottoutilizzate (Del. CIPE N. 35/2005), eppure per i prossimi 7 anni si avranno oltre 5 Miliardi di euro per una programmazione regionale coerente con gli obiettivi europei.

Ci chiediamo come mai tanti manifesti sulla TAC dell'ospedale, sul finanziamento dell'ultimo tratto della SS 100 e poi tanto silenzio sugli strumenti che investono il futuro della città e della regione?

Come mai i politici rappresentanti allargano il fossato piuttosto che costruire ponti partecipativi?

Quali sono gli strumenti della partecipazione attiva per uscire dalla marginalità?

Anche chi è portatore della proposta della partecipazione attiva deve rivedere l'efficacia della propria azione, il come questa è organizzata.

Organizzare la partecipazione attiva significa già aver superato il livello della conoscenza dei problemi e delle risorse della Comunità locale.

Significa superare il dislivello tra chi ha tutte le chiavi di accesso dell'informazione e chi invece non sa nemmeno dell'esistenza.

La partecipazione attiva rimanda all'individuazione di chi è escluso e di chi si autoesclude dalla vita attiva. Ma è meglio discuterne insieme.

15 marzo 2007

  • Scuola di Politica

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